Il termometro a mercurio va in pensione

termometro-a-mercurioSe non fosse che questo piccolo strumento ha puntualmente misurato la "febbre" a intere generazioni, forse non avremmo neppure preso in considerazione la sua ormai de­cretata fine, come del resto, forse non abbiamo mai valutato fino in fondo le proprietà di quello strano materiale racchiuso nel piccolo oggetto di vetro: il mercurio. E' ormai nota la sua pericolosità se disperso nell'ambiente. Infatti, la Commissione Europea contro l'inquinamento da mercurio prevede che i classici vecchi termometri scompaiano. L'Italia con il recentissimo Decreto Ministeriale, pubblicato nel­la Gazzetta Ufficiale del 20 ottobre 2008, ha deter­minato che i termometri a mercurio non potranno più essere commercializzati dalle farmacie dal 3 aprile 2009. Seguirà il blocco totale delle esporta­zioni europee del metallo entro il 2011, in sintonia con il futuro divieto di utilizzo a livello mondiale.
L'obiettivo della restrizione alla circolazione degli strumenti di misura a mercurio è quello di ridurre l'immissione di questo nel ciclo dei rifiuti solidi urbani. E' proprio lo smaltimento non adegua­to, infatti, a rappresentare un serio pericolo per l'ecosistema, ed è provato che anche dosi limita­te possono avere gravi effetti negativi sullo svi­luppo neurologico nell'uomo. Affermazioni allarmanti, come si può affrontare uno degli incidenti domestici più comune: la rot­tura del "vecchio" termometro? Oltre al rischio di ingestione del mercurio metallico, (si spera poco probabile!) o il contatto nelle ferite procurate dal vetro del termometro rotto, il rischio maggiore sta nei vapori che questo "magico liquido" spri­giona se riscaldato (a temperatura ambiente non evapora se non in maniera quasi trascurabile). Non si devono raccogliere i residui con un aspira­polvere che oltre ad inquinarsi potrebbe favorirne il riscaldamento e la conseguente evaporazione, il modo migliore è raccoglierlo aiutandosi con una paletta e un cartoncino (no scope o pennelli che lo frantumerebbero ulteriormente).
Non usare detergenti domestici, in particolare quelli contenenti ammoniaca o cloro, che reagiscono chimi­camente con il mercurio sviluppando vapori tossici. Altresì non si deve assolutamente gettare negli sca­richi, gesto questo sconsiderato sia per il danno am­bientale, sia perchè il metallo si potrebbe fermare nei sifoni e con il contatto eventuale di acqua bol­lente potrebbe rilasciare i suoi pericolosi vapori. Le sferette di mercurio si possono aspirare invece con una siringa senza ago o con un contagocce. Il mercurio così recuperato va riposto in un conte­nitore non metallico, provvisto di chiusura, ma­gari versandoci sopra un po' di acqua fredda. Non rimane poi che portarlo presso le "oasi eco­logiche" che si occuperanno dello smaltimento corretto del rifiuto "speciale" ( cosa da fare anche se il termometro non si è rotto e vogliamo sem­plicemente liberarcene). L'invito a sostituire il vecchio termometro a mer­curio con uno che ne è privo tende quindi a pre­venire la dispersione di questo nelle abitazioni in caso di rottura. Tali dispersioni, sebbene abbiano raramente ripercussioni immediate sulla salute umana, costituiscono comunque una fonte di in­quinamento che è doveroso eliminare. Per finire non è obbligatorio disfarci subito del termometro che abbiamo in casa, solo guardia­molo e trattiamolo con maggior attenzione e re­sponsabilità. In commercio sono già da anni disponibili valide alternative ed è compito anche del farmacista aiutare nella scelta e ad informare sull'uso cor­retto di questi semplici e sicuri nuovi strumenti.

05 aprile 2009

Il termometro a mercurio va in pensione