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Argelato, un paese da sistemare
Argelato paese sembra un paese del profondo sud del dopoguerra.
Entrando in Argelato paese venendo da Bologna una delle prime case che incontra è l’ex casa cantoniera occupata da persone che ne hanno fatto una sede multifunzionale, casa, officina, allevamento di animali. Entrando in paese si possono notare auto parcheggiate sui marciapiedi, con tanto di strisce bianche per il parcheggio, un bellissimo spiazzo (piazza?) davanti ad un “discutibile” monumento ai caduti, questi non discutibili, adibito anch’esso a parcheggio. Fortunatamente è stato tolto dalla suddetta piazza quel cumulo di cassonetti che fino a poco tempo va faceva sfoggio di sé anche se mascherato da una misera staccionata. E’ stato fatto però un bellissimo e molto ampio parcheggio di fianco a villa Beatrice; lascio a voi pensare in quante occasioni questo parcheggio viene utilizzato. Ancora sulla via Centese fanno sfoggia di se dei “bellissimi” lampioni gialli (sarà per vederli meglio quando c’è la nebbia), e capolavoro dei capolavori una pista ciclabile “polifunzionale”. Difatti a seconda della stagione può essere usata come pista da ciclocross, come piscina, come percorso per corsa campestre oppure all’occorrenza per superare a destra auto che devono svoltare. La stessa pista ciclabile viene utilizzata anche per accompagnare i defunti al cimitero, quando piove ve la raccomando. Ciliegina sulla torta la nuova struttura scolastica che non ha sbocco pedonale verso il lato del paese che si trova dalla parte del canale Riolo se non attraversando la Centese, che è tutto dire. A proposito della Centese mi piacerebbe molto che gli amministratori provassero durante le ore di punta ad uscire dalle vie: Roma, Amendola, Gnudi, svoltando verso Bologna, è meglio che si facciano il segno della croce prima di effettuare la manovra. Argelato è l’unico paese della zona che non ha una circonvallazione e nemmeno delle rotonde o dei semafori, magari con il fotored tarato correttamente e non per fare cassa, che controllino la velocità dei mezzi che percorrono la Centese nel capoluogo. E non mi si venga a dire che la provincia non concede permessi per questo tipo di strutture, gli altri comuni perché li hanno ottenuti? In compenso vedo però che a Funo sono stati “piluccati” i marciapiedi, è stata fatta una rotonda perché vi era una situazione di pericolo, è stata sistemata l’area dove è sorta la stazione, è stata definita un’area dove si svolge il mercato, c’è una pista ciclabile degna di questo nome e in sede separata. Argelato paese sembra un paese del profondo sud del dopoguerra. Cosa siamo noi Argelatesi, cittadini di serie “B”? Forse si ma non per le tasse. Penso che sia ora di finirla con questo comportamento e cominciare a lavorare seriamente anche sul territorio del capoluogo. Pensiamoci quando si andrà a votare e smettiamo di essere pecore.
Bisi Alessandro


