Il senso delle parole

Come cavolo si fa a definire la Francia “stato amico “ della Unione Europea?

Il senso delle parole

Stamattina, 20 ottobre, alle 9.30, il Ministro degli Esteri italiano, Frattini, ha dichiarato al Tg1 che “la Francia è uno stato amico della Unione Europea.” 

Nel lessico diplomatico si definisce “amico” uno stato sovrano col quale,  sul piano economico o politico, si intrattengono  rapporti che facilitano gli scambi economici o politiche internazionali non solo di consultazione reciproca ma  di comune agire su alcune questioni.

Ora la Francia è uno degli stati FONDATORI delle istituzioni  che noi definiamo “Europa unita”, nella persona di Schumann, il quale propose di dare vita alla CECA  (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, che ha sgombrato dall’Europa uno dei motivi che avvelenarono  i rapporti fra Germania e Francia tra prima e seconda guerra mondiale); inoltre la Francia è uno dei soci fondatori del MEC (Mercato Economico Europeo), che poi è diventato CEE (Comunità Economica Europea) ed infine UE (Unione Europea). Varrà la pena ricordare che da sei che erano gli stati fondatori della Ceca e del Mec, sono diventati 27 (tra breve 28) gli stati  che  compongono la UE.

E allora come cavolo si fa a definire la Francia “stato amico “ della Unione Europea?

La Francia ha fondato la UE, anzi ha cofondato l’idea stessa di Unione Europea con Schumann e  Monnet! La Francia è  sorella dell’Italia, della Germania, del Belgio, dei Paesi Bassi, del Lussemburgo (gli stati fondatori); si è legata con vincoli sempre più stringenti a questi ed ad altri ventuno stati in materia  di economia, di diritti, di cittadinanza. Perfino  vincoli (pochi) di politica estera.

Ora, d’accordo che nella politica italiana, da un po’ di tempo la confusione sta aumentando, ma cribbio!, da un Ministro degli Esteri, che per di più è stato anche Commissario Europeo, ci si deve aspettare un po’ più di corretta conoscenza del mondo nel quale si opera!  

Questo modo di esprimersi è una dimostrazione di superficialità, che può con fatica essere sopportata per le beghe del nostro cortiletto, ma che non può essere tollerata per le relazioni tra noi e gli altri stati,  che, insieme a noi, si sono legati con vincoli sovranazionali.

20 ottobre 2010
max

Ricambio volentieri gli auguri, ma sei l'unico a non esserti accorto che il porta a porta non è cambiato di molto rispetto a prima del referendum.
L'unica variazione è che oggi non ti ritirano più a domicilio l'indifferenziato ma lo butti nello scintillante cassonetto grigio, con buona pace di ApA e di tutti coloro che hanno voluto il referendum.
Tra l'altro, su richiesta ti ritirano da casa anche quello, come leggi nel Calendario Raccolta Rifiuti del 2011.
A proposito di referendum: anche lì sono finiti i nostri soldini, grazie anche a te allora.

Salvatore

Buongiorno a tutti e buon anno!
Stamattina, aprendo uno dei quotidiani più noti del Bolognese, butto l'occhio sull'ennesimo articolo riguardante la raccolta differenziata della provincia di Bologna.
Noto con stupore che Argelato è uno dei Paesi virtuosi con il suo 66,9% di raccolta differenziata.
Allora la pressione arteriosa sale perchè ripensa a tutto ciò che è successo ad Argelato.
Oggi, sui 44 gatti che siamo, 3 gatti fanno la raccolta porta a porta inculcata dall'indimenticabile Pasquali, gli altri 41 gatti rimasti se ne fregano e la raccolta la fanno dividendo la plastica e la carta da ciò che si può definire indifferenziato. Cioè esattamente come prima dell'avvento dell'idea mirabolante di Pasquali, Tolomelli, e vari comitati sostenitori.
Siccome la raccolta porta a porta o mista non esiste più ad Argelato, in quanto a nessuno, compreso il sindaco, non gliene frega più una mazza del porta a porta, nonostante questo, Argelato raggiunge il 66,9% di differenziata!!!!
Di conseguenza voglio fare i complimenti ai cittadini di Argelato che hanno dimostrato grande senso di maturità, ma voglio fare i complimenti anche ai nostri amministratori, che non solo non si sono avvicinati alla soluzione, ma sono andati proprio nel senso opposto. E per chiudere finisco con un bel VERGOGNA!!!!

Capitolo Patto di stabilità.
Quei piangoloni (perchè solo così si possono definire) del PD piangono in ogni sede ed in ogni luogo del fatto che il Silvio ha fatto troppi tagli.
Sull'ultimo Foglio Aperto c'è addirittura un articolo intitolato "Tagli Tagli Tagli".
Lo leggo ed è tutta una lamentela. Poi si impara che purtroppo è stato sforato il famoso Patto di Stabilità e di conseguenza ci saranno grossi problemi nella gestione del comune nei prossimi anni oltre che al fatto che Don Tolomelli prende il 30% in meno di stipendio.
Poi prendo fuori il Foglio Aperto precedente e rileggo l'articolo di Gabriello Caparrini e mi viene ancor più tristezza. Per prima cosa per il fatto che il signor Caparrini parla dei MIEI soldi come se fossero solo suoi, poi per il fatto che è tutto un pianto ed è tutta colpa di Berlusconi.
Gabriello guarda bene che non l'ho mica deciso io di spendere oltre 2 milioni di euro per una scuola nuova quando ne bastavano meno della metà.
Non l'ho mica deciso io di spendere troppi soldi per recuperare il centro sociale quando con gli stessi soldi si butta giù tutto e si ricostruisce una sede nuova con finiture in oro zecchino.
Poi per le festività natalizie, ho notato con disappunto il fatto che non sono state montate le luminarie nel nostro comune. Non era mai successo. Anche stavolta la nostra amministrazione tirerà fuori il fatto che loro sono ambientalisti e così non abbiamo consumato energia. E io a quel punto sarò costretto ad esibirmi nel solito detto: VERGOGNA!!!!

Buon anno a tutti, che sia un anno pieno di sorprese positive e di tranquillità!!!

lirero

Senza dubbio! Minzolini è colpevole di autoreferenzialità e di farsi portavoce del governo. Signorini è reo di far sobbalzare le persone che magari stavano sonnecchiando. E Feltri, Fede, Belpietro? Tutti venduti! Alla Cayenna! Oggi su "Libero" compare un articolo di Ferrara scritto per "Panorama": "Se avvicini una fonte di notizie riservata, che si sporca le mani con le informazioni e i dossier sensibili, legati al potere economico e politico, devi stare attento a chi sei. Se sei un giornalista di sinistra, puoi stare tranquillo, quello che stai per produrre su una società off shore, su un comportamento privato, su storie varie di persone e famiglie, crisi e amori, irregolarità del quotidiano, tutto verrà messo nel conto della tua inesausta sete di sapere, in nome della libertà di informare un pubblico che ha diritto di essere informato. Guai a te se adotti una fonte della zona grigia e sei di destra: finisci direttamente nella poltiglia, sarai subito oggetto della più severa dannazione etica, contro di te si scatenano i riflessi condizionati delle procure, qualcuno che ti incastri si troverà, basta aspettare un poco." E' difficile poter descrivere la situazione con maggior acribia. Consiglio la lettura dell'intero articolo.

Cristian

Siete tutti matti.
Forse anch'io che vi leggo.

Giordano

Mariarosa la colpa è sempre dei giornalisti e di chi scrive!

lirero

Se Max mi facesse osservare gli errori che commetto nel vergare i miei commenti, come quello del post precedente, «una interpunzione (singolare) che non possono essere percepiti (plurale e di altro genere)», lo ringrazierei con gratitudine. La segnalazione di sciatteria e la trascuratezza di una rilettura, sempre opportuna, mi farebbe arrossire. In questo caso che devo dire? Mi parrebbe di essere stato meno superficiale di altri, avvezzi al sobbalzo, valutando un (trascurabile) episodio come si doveva. Io confermo di essere lettore de «Il Giornale», uno dei pochi quotidiani che rompe la cappa di omertà che avvolge la sinistra e le sue bricconate. Affermo anche di non aver MAI letto «l'unità» e di non dovermi ammantare di verecondia per le turpitudini sempre scritte (e bevute dai sinistri) a proposito del paradiso dei lavotatori. Ora, forse per amore verso Berlusconi, questo quotidiano ampiamente foraggiato dallo stato a differenza de "Il Giornale", beatifica il "fascista" Fini. A proposito di dossiers, ricordo che uno spiegamento inusitato di carabinieri, che da Napoli è stato inviato a Milano a spese di tutti e per la pruderie di qualche magistrato, NON ha trovato pistole fumanti tipo D'Addario. Infine, ma si può fare una questione da caso diplomatico per una frase non ben ascoltata? «Cribbio!», «cavolo!». Fortunatamente non ho letto «corbezzoli!», «perdindirindina!», «poffarbacco!». Avrei pensato ad una imminente dichiarazione di guerra. Sono convinto che questo modo di esprimersi sia una dimostrazione di superficialità, che può con fatica essere sopportata solo da Max. Troppo buono.
P.S. Ringrazierei Max anche per un resoconto storico a proposito delle eroiche e patriottiche lotte dei comunisti, come specificato nel post precedente.

max

Già, guai a toccare qualcuno della squadra di Silvio vero?
Mararosa attenta! Da fedele lettore del Giornale vedrai che Lirero è già al lavoro per preparare un dossier su di te :)

lirero

Un nuovo sobbalzo? Boh! Questa volta sembra disinformatja. Ho visto e rivisto, su RAI replay, il TG con la dichiarazione "orripilante" del ministro. Per la migliore cognizione di tutti, ne descrivo l'incipit. La giornalista conduttrice del TG Flash, rimarco: FLASH, annuncia un collegamento con la trasmissione "Radio anch'io". Dalle ore 9 Frattini sta rispondendo alle domande di due giornalisti e forse anche degli ascoltatori. Un TG flash è spedito per definizione e ognuno è tenuto a conformarsi con interventi stringati, sbrigativi, rapidi. Ad una domanda il ministro risponde: "La Francia è un paese amico, della U.E., un grande paese democratico, ma...." Ribadisco, un TG flash richiede commenti asciutti, come fatto dall'ospite e come descritto, che, con buonsenso ed in questo caso, dovrebbe essere capito come segue: "La Francia è un paese amico (dell'Italia), (la Francia è un paese) della U.E., (la Francia è) un grande paese democratico, ma...." In soldoni, il soggetto non è ripetuto per la ragione detta ma è conosciuto e la frase "incriminata" resta chiara, completa e di senso compiuto anche se con soggetto sottinteso. Anche alcuni giornali, sbrigativamente ma sbagliando, hanno riportato la frase senza l'acconcia interpunzione che in una risposta affrettata non possono essere percepiti. Oggi però è sufficiente essere berlusconiani per essere descritti sgradevoli, disgustosi,corrotti, ed anche ignoranti. La disinformatja è una pratica che molti utilizzano a questo scopo.
P.S. Sono state citate le istituzioni che hanno tanto contribuito al benessere ed alla libertà dell' Europa occidentale. Sarebbe stimolante una descrizione storica, non ad usum delfhini, che descrivesse il comportamento "patriottico" del pci nei confronti di CECA, Euratom, MEC, PAM e di ogni iniziativa dell'Europa: quella della libertà e della ricchezza.

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