Il sig Comastri la Sinistra i Socialisti ed i Comunisti.

Penso sia giusta una risposta al Sig Ermellino che dà per scontate tante cose, ma forse è vittima come me e come tanti altri della sclerotizzazione della politica ed in particolare della pochezza culturale e valoriale della sinistra Italiana.
Il sig Comastri è di famiglia e di cultura socialista. Il sig Comastri è un socialista, perduto ed errante che ha cominciato ad avvicinarsi alla politica negli anni 92-93 perché cocciutamente voleva capire se quell’organizzazione nella quale la sua famiglia aveva sempre militato ed alla quale avevano dedicato tempo, ferie e fatiche era un’organizzazione delinquenziale o, invece, una storia più complessa ed articolata la cui dignità bisognava contribuire a tutelare e salvare.
Le vicende mi hanno portato, come detto, a vagare ed errare, ma avendo sempre ferma la convinzione che il fine dovesse essere quello della costruzione di una moderna forza del Socialismo Riformista, che nasca non da fusioni a freddo tra gruppi dirigenti , ma da un’elaborazione culturale e politica che sia in grado di dare un’ identità ed un pensiero alla Sinistra Italiana.
In questo senso penso che lasciare, per mancanza di coraggio, l’eredità politica del Socialismo italiano nelle mani del Centro destra sia un gravissimo errore, ma purtroppo le idee camminano sulle gambe degli uomini ed oggi, questi uomini, sono tutti concentrati nella tattica quotidiana.
Ho aderito a quello che rimaneva del Partito Socialista seguendo la (non fantasmagorica) parabola politica di un galantuomo come Ugo Intini, il quale fondò un movimento di rinascita Socialista che poi confluì nello Sdi di Boselli etc ed ho quindi seguito tutte le tristissime vicende di questo micro-partito.
Qualcuno (anche importante) mi chiese, agli albori, di aderire a Forza Italia, ma non me la sentii, pur rispettando la scelta dei compagni che in quegl’anni 90 aderirono.
Dico rispettando e dico anche comprendendo la loro scelta e sono sicuro che qualcuno (purista ed intransigente) se ne scandalizzerà, ma il “dramma” della famiglia socialista ha segnato profondamente gli uomini e le donne che di quella famiglia hanno fatto parte.
Sarebbe lungo e difficile da spiegare. Ognuno, militante politico o fervido elettore dei partiti della Prima Repubblica ha vissuto il suo dramma (comunisti, democristiani, etc), ma nessuno come noi socialisti è stato, per il solo fatto di esserlo, deriso, umiliato e aggredito.
Qualcuno dirà che lo meritavamo, ma io non lo penso e comunque quel clima non ha consentito a nessuno un dibattito serio, franco e sincero, nel quale fosse possibile ammettere anche i tanti, tantissimi errori che i Socialisti hanno commesso.
Quando ti accusano di tutto, quando la “tua famiglia” è rasa al suolo non hai la possibilità di fare distinzioni e pur di provare a resistere, difendi tutta la tua storia, giustificando anche gli errori non giustificabili. Si chiama trincea.
Ho quindi ritenuto giusto compiere le mie piccole ed insignificanti battaglie politiche nell’alveo della sinistra e ne rimango convinto anche quando, in maniera errata ed impropria, qualcuno, diciamo così, forza un po’ la mano e qualcun altro coglie subito l’occasione per relegarmi fuori dai legittimi interlocutori.
Ne rimango convinto perché penso sia compito di un socialista presidiare il campo della sinistra e stimolare un dibattito che riannodi i fili di una storia interrotta, per riposizionare la politica italiana in un contesto ed una dimensione europea.
Pur potendo apparire strano al sig Ermellino, il quale mi inquadra come persona di ultra sinistra, spesso mi capita quando parlo con alcuni amici ex pci di essere guardato con dubbiosa incertezza e scorgo nei loro occhi l’interrogativo dubbio che io non sia un meschino “destrone camuffato”.
Penso che succeda, come dicevo all’inizio, per la pazzia della politica italiana nella quale tutto è ribaltato e contorto.
Un paese che nell’abbattere un sistema che andava riformato, non ha costruito nulla di buono ed ha solo lasciato spazio all’anti politica ed al populismo, alla mancanza di idee e di programmi.
Un paese nel quale la sinistra italiana vaga in cerca d’identità e confonde per amici i giustizialisti la cui residenza politica sarebbe nella destra più estrema.
Mentre a destra si rifugiano veri e propri uomini di sinistra, perché ormai i solchi e gli steccati sono troppo profondi e alti.
Insomma, in fretta e senza ragionare troppo, ho scritto una piccola e forse confusa parte di quello che penso.
Sarebbe,però, molto bello che questo fosse lo spunto, insieme a ciò che scrive il sig lirero, così come Ermellino, per darci un appuntamento pubblico e dibattere di queste cose, in maniera sfacciatamente sincera e franca.
Insomma un incontro in teatro per parlare di cosa potrebbe essere la sinistra se abbattessimo steccati e pregiudizi.
Tutte le volte che lo chiedo, mi si dice che corrisponde a parlare del passato, invece io penso che sia l’unico presupposto per costruire il futuro.

Andrea Comastri.

PS per Ermellino: Vorrei aprire quel confronto che andava fatto prima delle elezioni e non è stato possibile affrontare. Non c’era disputa ideologica (a cosa ci si riferisce del Consiglio non lo capisco), c’era la ricerca di autonomia per non sentirsi ospiti in casa Pd. Poi è ovvio che noi stessi che abbiamo fatto la lista Sinistra per Argelato sapevamo che lungo il percorso potevamo avere visioni divergenti, ma l’obiettivo di essere soggetti ed interlocutori lo stiamo raggiungendo e lanciamo temi che potrebbero scomporre e ricomporre il Centro-sinistra di Argelato in modo più omogeneo e positivo.
Si tratta, a mio avviso, di fare politica senza fingere che tutto vada bene, mentre tutto sfugge di mano.

23 gennaio 2010
andrea comastri

non sarei così settario.
Io ho ben presente di non avere sbagliato la mia scelta di campo, forse è lei che dovrebbe aprire un po' i suoi orizzonti e capire che chiudersi in uno splendido isolamento a combattere il nemico che, tempo per tempo ci si costruisce, non porta a nulla.
Forse sublima la propria voglia di sentirsi "superiori", ma non porta a nulla.
Bisogna parlarsi, capirsi ed analizzare il perchè, in Italia, la sinistra raggiunga percentuali di consenso così basse.
Si deve dare un'anima a contenitori vuoti e per farlo abbiamo perso per strada mille occasioni.
Sarebbe il caso di cominciare

saluti andrea

L.ui

Il fatto che il Cons. Com. Comastri, voglia interloquire con il Sig. Lirero, me lo fa ritenere in possesso di un fortissima vocazione mistica all'autoflagellazione.

Il fatto che il Cons.Com. Comastri si ritenga d'accordo con il Sig. Lirero, è un Suo diritto. Ma ritengo sia ragionevole ritenere che, il Cons.re Comastri, ha clamorosamente sbagliato la scelta di campo, in politica.

Sono il primo però a convenire, che il momento è assai confuso.

andrea comastri

Peccato Lirero, si stupirebbe nel sapere su quante cose, in realtà, siamo in accordo.
Non la conosco, ma se le capita si faccia riconoscere. Mi farebbe piacere scambiare due chicchere.
Comunque, magari un giorno riuscirò ad organizzare un dibattito sui temi di cui parlavo
Ps: grazie alla sra Cevenini

In ultimo, scusatemi della stringatissima risposta, ma per motivi personali in questi giorni non trovo il tempo di andare oltre.

Alla prossima.

Giordano

Io apprezzo l’accorato resoconto che Lirero, dal suo punto di vista, fa del suo Leader ma si possono pensare altre cose al riguardo, esempio:
L’anticomunismo sviscerato come collante per prendere voti a destra e a manca? A è vero, per questo era nato e poi caduto in disgrazia, il PSDI, ma questo non era servito come insegnamento?

Il conto di svariati miliardi di Lire intestato a Lui personalmente (anche se in mano ad un fiduciario) e non al partito com’è logico che sia, visto che il segretario nel tempo può cambiare?

E’ azzardato dire che quella rete di potere che aveva messo in piedi Craxi è continuata poi con la discesa in campo di Berlusconi?

Come non vedere le molte analogie tra il Craxi e il Berlusconi sul potere e come ottenerlo?

Io ricordo che tante persone (veramente SOCIALISTE) toccando con mano questo sistema di potere negli ultimi anni lasciarono il PSI ed altre però arrivarono per portare avanti grossi interessi.

lirero

Mi sono ricordato il nome del conduttore della trasmissione di Radio Bologna 101: Valerio Grimaldi. Lo scrivo per rivivere con grande piacere e con gratitudine quei momenti di partecipazione aperta, come su questo sito di Max, e ricordare un ottimo conduttore radiofonico. In realtà questo non era che il suo hobby. Aveva altre attività ed altri interessi di più grande valore. Grazie ancora, Valerio!
Ne approfitto per completare la risposta a Max. La "Bolognina" fu una farsa, non un dramma e fu l'ennesima occasione persa di "passare" per Bad Godesberg. Io parlavo, a quei tempi, con i comunisti e mi dicevano: "Abbiamo sempre gli stessi dirigenti, frequentiamo gli stessi ambienti, leggiamo lo stesso giornale, facciamo gli stessi ragionamenti. Cosa è cambiato? Siamo sempre comunisti anche se votiamo pds".

lirero

Max, se tu avessi letto il mio commento all'articolo "Editoriale di Minzolini", quello proprio sotto il tuo rabbuffo a john, avresti avuto tutte, ma davvero tutte le risposte che ovviamente non ripeto. Intendiamoci, alcuni miei commenti sono poco invitanti alla lettura perchè prolissi e pertanto capisco siano sorvolati. Chiunque lo abbia letto avrà constatato che ho anche descritto le azioni di CRAXI che non mi sono piaciute, e che distinguono un socialista da un comunista: mai portato il cervello all'ammasso. A proposito del nucleare, ricordo che durante la campagna elettorale per i quesiti referendari, partecipavo ogni domenica, telefonando a Radio Bologna 101, ad una trasmissione: "La mosca al naso". Era ottimamente condotta da .... in questo momento non ricordo il nome, ma tutte le domeniche, io socialista craxiano, criticavo aspramente la decisione derivata principalmente da un puntiglio assurdo di Martelli che in Germania era stato, chissà come, preso dai ragionamenti (?) dei grünen. E votai convintamente per il mantenimento delle centrali nucleari. Votammo in pochi a favore del nucleare. Io non mi sono mai pentito e personlmente non devo fare autocritica, Poi sai, non si condivide tutto nemmeno della moglie, ma si convive.

max

Dichiararsi craxiani e poi appoggiare il nucleare è un po' come dirsi di sinistra e appoggiare il candidato presidente di regione che piace all'UDC.
Fu la sua opposizione al nucleare che ci portò al referendum dell'87 che adesso si vuole calpestare.
Fu una cazzata il referendum allora, è una cazzata puntare sul nucleare oggi, ma tant'è... siamo il paese degli anacronismi.

Bottino Craxi e i suoi compagni di merende del CAF hanno portato il nostro debito pubblico dal 60 al 120% in soli 12 anni. Solo durante il suo governo iniziato nell'83 e durato 4 anni (il + lungo della prima repubblica) il debito passò dal 70 al 92% del PIL
E' grazie a lui (e ai compagni di merende) se oggi abbiamo una ottantina di miliardi di euro di interessi da pagare all'anno.

Il dramma dei comunisti che non ricordi Lirero, è legato alla "svolta della bolognina" di Occhetto.
Si trattava di fare autocritica. Metabolizzare il fatto di aver creduto ad un sacco di panzane e confuso la società reale con quella ideale.

I craxiani del terzo millennio la conoscono l'autocritica?

lirero

Sig. Comastri ho letto e apprezzato il Suo accorato articolo, ma ho compreso che le strade che percorriamo, un tempo parallele, oggi e forse non solo da oggi, sono profondamente divaricate. Nemmeno l'ossimoro di Aldo Moro potrebbe essere richiamato come speranza possibile. Mi spiace esprimere con franchezza un rigetto al Suo cortese e pacato invito che può apparire sgarbato a fronte di tanta disponibilità, senza prima avere argomentato i motivi del rifiuto. Il fatto è che altre volte ho letto i Suoi orientamenti ed i Suoi intendimenti che, seppure in forme diverse ma concordanti nella sostanza, mi trovano in posizione antagonista. Il Sig L.ui troverà in questo scritto un conforto, perchè pensa che steccati e pregiudizi siano da una parte predeterminata, ma non è così. Potrei ora chiudere senza ulteriore argomentare ma poichè non desidero darLe l'impressione di scarsa urbanità, ed anche perchè Le rinnovo il pregio con cui ho accolto il Suo invito ed il Suo civile porgersi, cercherò di precisare i punti di dissenso insuperabili. Parto da un ricordo di CRAXI che rammentava, a otto anni dalla morte di NENNI, un insegnamento di questo grande socialista che traggo da una rivista "Argomenti socialisti" genn./febbr. 1988 N. 1/2 (ne conservo alcuni numeri): "Ci ha insegnato a temere i vuoti di potere, l'inefficienza dei governi, l'indebolimento della politica". E' proprio il contrario di ciò che hanno fatto Intini, Boselli (non ha le palle, diceva CRAXI di lui) che sostennero frodi e tutti i comunisti, e, se ho capito bene, anche Lei alleandosi e sostenendo residui del fallimento di rifondazione khomeinista e degli ecocitrulli. Tutti questi hanno massacrato CRAXI ed il PSI (anche Intini e Boselli oltre a Del Turco, Martelli e tanti altri che sembrava non avessero mai conosciuto CRAXI ne' goduto dei finanziamenti), si sono alleati con la magistratura più politicizzata, hanno contribuito alla distruzione di governi, alla subordinazione della politica, all'annientamento della volontà espressa con il voto. Che i comunisti abbiano vissuto un dramma non lo ricordo, loro sono stati artefici di quello degli altri. Gli spiccioli sono volati addosso a CRAXI. I comunisti hanno sempre usato tutti, disprezzando chiunque. IO non posso stare da quella parte. Tra le grinfie dei magistrati sono finiti tutti i maggiori partiti anticomunisti. E' stata usata quella clava che ha prodotto una rottura insanabile. Io valuto che quanto affermato da NENNI e riaffermato da CRAXI, non possa far collocare a sinistra, ormai una etichetta posta su un cartone vuoto a perdere, chi voglia un governo che decide, poteri politici non surrogati da corpi estranei e irresponsabili. Non vedo perciò assolutamente come errore la collocazione dei socialisti con BERLUSCONI ma ravviso anzi una decisione di valore e saggezza quanto mai necessaria. Lo stupore causato dai successi immediati del CAV è stato solo di chi non aveva e non ha ancora compreso che al centro della vita politica non c'erano e non ci sono più i partiti con i loro rituali stantii ma i cittadini che votavano e votano chi prende impegni con loro e li mantiene, lontano dalla fallimentare egemonia culturale della sinistra. Per evitare di restare ancorati a dichiarazioni buone per ogni occasione, le faccio alcuni esempi di argomenti che, a mio parere, ci vedono con intenti diversi. Io credo che la scuola debba essere riqualificata, da quella primaria (un fallimento) a quella superiore che non prepara e ben sta lavorando Gelmini; i PACS, una boiata; il cibo biologico, un indecente e insano imbroglio; l'energia atomica è indispensabile se si vuole evitare di vivacchiare; l'energia alternativa, il vento ma soprattutto il fotovoltaico, un parassitismo ed una distorsione immonda del mercato con incentivi assurdi; l'immunità parlamentare deve essere reintrodotta sempre pensando a NENNI e CRAXI; Israele è parte dell'occidente a deve essere sostenuto; la costituzione può (deve) essere cambiata anche nella prima parte; la legge elettorale rispetta la costituzione e si dovrà procedere alla modifica solo per quella parte voluta da Ciampi che l'ha resa una porcata ( per questo e SOLO per questo Calderoli usò quel termine); gli stranieri devono essere respinti se entrano clandestinamente; bisogna fare e non mettersi sempre di traverso guidati dal politicamente colretto no TAV, no Mose, no variante di valico, no ponte, no autostrade, no inceneritori, no Dal Molin, no nucleare, no ripetitori dei cellulari ( ma i telefonini li usano e si lamentano se non c'è campo), no OGM, e principalmente no al cervello funzionante. Comprendo che si tratti di argomenti buttati come coriandoli, ma su quali potremmo essere d'accordo? Temo nessuno.

Mariarosa Cevenini

Che bella lezione di stile ci ha dato il signor Comastri!
Toni pacati, rispetto per le scelte altrui, difesa sobria delle proprie convinzioni, riflessione autocritica, gentile ostinazione di dialogo.
Di idee esposte in questo modo si sente un gran bisogno, nei nostri tempi gridati di verità assolute.

L.ui

Per quel che conosco, dai Loro scritti, credo che discutere sul come abbattere steccati e pregiudizi con i Sig.ri Lirero ed Ermellino, sia lodevole ma impossibile. Costoro, è la Sinistra che vogliono abbattere, erigendo steccati e pregiudizi.

A parte il particolare citato, mi trovo in gran parte d'accordo Lei. Raccogliere i cocci e rimettersi in cammino, è quel che rimane da fare per gli uomini e le donne di Sinistra. Ma conoscendo bene, molto bene, tutti i compagni di strada.

Il sig Comastri la Sinistra i Socialisti ed i Comunisti.