SCUOLA PUBBLICA STATALE
Ai tempi dello sciopero della fame

Ho ricevuto questa mail .
Scuola,tema di interesse comune ,attualissimo,discusso e causa di divergenze ideologiche radicali.
Di fronte allo sciopero della fame,alla durezza di questo messaggio, non si può restare indifferenti e,probabilmente, questo è già un obiettivo raggiunto dagli organizzatori.
Dando volentieri un contributo alla diffusione dell'invito a partecipare,ammetto comunque di avere una idea di scuola pubblica molto critica e sicuramente controcorrente.
Poichè,anche oggi,mi hanno detto che parlo troppo,obbediente e autocritica non mi espongo per prima e rimango in silenzioso,fiducioso e costruttivo ascolto.
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E ORA SCIOPERO DELLA FAME
PER UNA NUOVA PRIMAVERA DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE
DAL 19 AL 26 MAGGIO, DAVANTI ALL'USR.
Non resta che opporre i nostri corpi allo sgretolamento della più importante istituzione culturale del nostro paese, di ogni Paese che abbia a cuore il futuro dei propri cittadini.
Pensiamoci bene. E' assolutamente inaccettabile che si voglia indebolire fino a fare ammalare in modo irrimediabile la scuola che anche noi abbiamo frequentato e che ci ha resi cittadini consapevoli dei nostri diritti, dei nostri doveri, delle nostre capacità.
Dal 19 al 26 maggio, giorno e notte, davanti all'Ufficio Scolastico Regionale, sarà sciopero della fame a staffetta di genitori e insegnanti che non sanno più cos'altro fare, se non disporre i loro corpi per fare argine al collasso della scuola di tutti. Ognuno di noi è invitato a partecipare.
Ognuno di noi è invitato a mettere tutta la propria consapevolezza ed un po' del proprio tempo a disposizione del digiuno.
Il 26 maggio a conclusione dello sciopero della fame ci troveremo in tanti dalle ore 17, a manifestare davanti all'USR per chiedere un'incontro al dirigente scolastico Vincenzo Aiello, (incontro al quale abbiamo chiesto di essere accompagnati da tutti i Sindaci ed Assessori alla scuola della provincia).
Per ribadire le nostre richieste, per chiedere che anche a Roma sappiano.
Nel corso della settimana di sciopero della fame tanti artisti andranno a solidarizzare con gli scioperanti, in particolare vorremmo essere in tanti fra le 18 e le 19. Ognuno di noi è invitato a fare altrettanto. Portiamo una parola, un fiore,
un'idea, una musica, un gesto.
Facciamo sentire a tutti quanto sia importante non rassegnarsi.





Da Il Resto del Carlino “Bologna, 23 giugno 2011 - Detto e fatto: martedi’ prossimo la giunta comunale guidata da Virginio Merola, poche ore dopo il responso definitivo sul referendum atteso per lunedi’, dara’ gia’ il via libera al milione e 50.000 euro di finanziamenti alle scuole paritarie, stessa cifra del 2010-2011.“Ritengo che su questo tema ci si debba liberare davvero dalle posizioni ideologiche”, avverte Pillati, “che si debba fare un’analisi seria ed approfondita con strumenti che ci permettano di capire esattamente di cosa stiamo parlando e soprattutto capire cosa attraverso una convenzione un Comune che ha a cuore tutti i bambini, non solo quelli che frequentano le scuole che gestisce direttamente, puo’ ottenere in termini di qualita’ ed equita’ del servizio”. Ecco un altro esempio della balordaggine dei sinistri. A difesa della scuola pubblica, evviva la scuola statale, sciopero della fame per la scuola di tutti poi votano per quelli che finanziano la scuola paritaria ed alla scuole private i radical chic sinistri mandano i loro figli. In questo caravanserraglio i matti hanno più senno. Però la colpa è della Gelmini.
Visto che il tema dei 68ini e' un tema cosi amato , vorrei ricordare gli anni d'oro di quando facevo il liceo ed ero pii giovane e spensierato, facevo lo scientifico a Budrio. Ricordo del mio prof di filosofia di terza , tal professor Tagariello , strenuo sostenitore di CL. Era l'antitesi dei sessantottini , se questa categoria ha un senso , e credo che ormai sia pura mitologia. Il nostro prof , che amichevolmente chiamavamo pazzariello , ci insegnava filosofia disegnando alla lavagna schemi con i nomi del filosofi e spegava le loro idee scrivendo una parola per ognuno di essi . Nessuno dei miei compagni di classe ha mai capito un fico secco di filosofia , pero' sapevamo tutto sulle idee di CL e ci si divertiva un sacco facendo belle scampagnate. Per me non e' stato un problema , io sono cattolico ma non ho mai condiviso le idee della parte conservatrice della chiesa , pero' e' stato bello poter ascoltare idee ecc. Magari se noi avessimo studiato di piu e lui si fosse sforzato di essere un po piu . . chiaro , avrei le idee piu chiare.
A propostito del libro bianco , e' un testo del 16 settembre 2007 , di 287 pagine . Per chi vuole dormire bene questo e' il link
http://dirisp.interfree.it/norme/quaderno_bianco_scuola.pdf
Ammetto , non l'ho letto e non mi interessa leggerlo almeno per ora. E' un'analisi di quello che non va nella scuola , spero che i governi venuti dopo il 2007 lo abbiano analizzato per arrivare a qualche conclusione invece di rifare tutto da capo. Ridurlo alle 20 righe di questo intervento mi pare come ridurre la bibbia al terzo e quarto versetto del cantico dei cantici , vietato a suo tempo dalla chiesta medioevo perche ritenuto osceno. Io comincerei a leggere magari dalla genesi.
A proposito di competitivita , credo che se Mastella , Pannella o D'alema cercassero un lavoro come parlamentari in qualche democrazia evoluta , avrebbero delle belle gatte da pelare.
Spiace doverlo constatare ma l’ingegnere bstefano non ha capito quanto io ho scritto. Non posso nemmeno edulcorare la constatazione dicendo quello che alcuni, meno spicci di me, dicono in circostanze simili: “forse non mi sono spiegato”. Il fatto è che non ho addossato le colpe ai sinistri, ho scritto che anche il ministro dei sinistri Fioroni, che presentò il “libro bianco” (sarebbe meglio dire nero vista l’assenza di luci e la presenza di tantissime ombre) affiancato da prodi, è stato osteggiato. Ed aggiungo anche il ministro berlinguer che fu costretto alle dimissioni, lui disse “licenziato dai sindacati”, perchè si trovò avversato da sessantottini e sindacalisti che volevano conservare privilegi, scarso impegno, tempo libero, inamovibilità, organici pletorici. Sessantottini e sindacalisti che hanno manovrato gli studenti ai quali è difficile chiedere maturità per comprendere il valore della fatica e dell’impegno che lo studio serio richiede. Gli studenti, quando termineranno gli studi, scopriranno amaramente l'inganno nella società competitiva che premia il merito ed il valore, dove il credo egualitaristico della scuola sessantottina non si potrà spendere, salvo che nell’attuale scuola scassata. Ci fossero studenti più preparati ci sarebbero meno disoccupati. Il paragone con la Germania non tiene conto di quanto io ho riportato dal “Libro bianco”: “Ne fa parte anche un livello modesto della spesa in conto capitale, per attrezzature e strutture”. Questo in relazione alla eccessiva spesa per il personale sovrabbondante voluto ed ottenuto dai sindacati con assunzioni di massa ope legis senza concorso. Le tre “i” di Berlusconi ( inglese- internet-impresa) sono ottime intenzioni che forse in Germania hanno da tempo messo in pratica. Ma in Germania non esiste il populismo che impera da noi e nemmeno sindacati come quelli della scuola. Là i sindacati, realisticamente, accettano licenziamenti e decurtazioni di salari, quando necessario, per risolvere i problemi del lavoro. Se volesse una ulteriore dimostrazione che anche altri noti personaggi sinistri vorrebbero una scuola diversa, le cito quelli che fanno frequentare la scuola privata ai loro rampolli: santoro, moretti, finocchiaro, berlinguer (la zarina del TG3, ed è nacessario aggiungere manconi), Rutelli e molti, molti altri. Allora, non serve a niente la scuola privata? Sicuramente nelle scuole private scelte dai sinistri non si troveranno insegnanti che non rispettano, oltre alla severa docenza, la forma che diventa sostanza in coloro che devono rappresentare la serietà di quella disciplina che si chiama studio. Dica cosa pensa quando vede un docente scamiciato, barba lunga, vertito in multicolor, jeans di rigore, magari scarpe da tennis ed aspetto poco lindo. Crede possa imporre ad uno studente di presentarsi vestito decentemente senza il bracalone over size? Crede possa imporre ad una studente di vestirsi senza che necessariamente debba mostrare l'ombelico, le mutande e il lato B? Queste ultime visioni, a me e ad altri un po' all'antica, possono anche far piacere ma oggi ci sono tanti con orientamento.... diverso. Suvvia, un po' di attenzione! A parte le facezie, con franchezza, le piace la pagliacciata già strombazzata dal TG3 regionale?
Mah , non so se siano soltanto i SINISTRI i colpevoli. Come premesso , i sinistri e i destri hanno mostrato la loro incompetenza e indifferenza in modo vermante da primato. Inviterei il sig Lirero a farsi un giro in un laboratorio di una scuola media inferiore tedesca se ne ha occasione , mia figlia ci e' stata con una gita pagata come al solito dai genitori , e arrossire notando che esiste (udite udite !!) l'aula di scienze , l'aula di informatica , e tutte le varie cose base di cui si abbisogna per imparare seriamente. Esistono le palestre e nessuno si farebbe ridere dietro facendo i compiti in classe di ginnastica per mancanza di strutture.
Nelle nostre scuole , normalmente , siamo abituati a portarci da casa lo scotch e la carta per le fotocopie. Come dico , non e' questione di destri o sinistri , anzi , dopo le 3 I propugnate dal signor B , l'inglese l'informatica e non so bene cosa , sono sparite .
La preparazione non e' semplicemente ritenuta un must dalla nostra classe politica e quindi non si ritiene di dover fare investimenti in questa cosa.
Visto che l'azienda e' il modello a cui vogliamo rifarci , in un'azionda , scaricare la responsabilita su colleghi di un altro reparto , e' ritenuto segno di immaturita' . Eppure , mentre i nostri studenti instupidiscono davanti al grande fratello e ad 'amici' , nell'azienda Italia si continua a senir parlare di 'non loro ma noi' , non noi ma loro. I destri e i sinistri . Veramente avete un po rotto i kabazizi.
Se almeno leggessero il «Libro bianco» presentato nel 2007 dal loro (DEI SINISTRI) ministro della istruzione pubblica, si renderebbero conto che la scuola è stata condotta allo stato preagonico da una massa di sessantottini e sindacati acefala e vive una marginalità sconfortante e mortificante non essendo più al centro di processi innovativi, fuori dalla cultura, permeata da piagnucolii di armenti portatori di ignoranze militanti. Sissignori, è tutto certificato dal vostro ex ministro Fioroni. Devo citare, in modo forzatamente breve, il suo cahiers de doléances: “A) - L’Italia registra una performance meno soddisfacente rispetto a quella dei paesi avanzati e anche di molte economie emergenti, sia in termini di quantità di istruzione, sia (più tardi di altri paesi) in termini di estensione dell’alfabetizzazione e, più recentemente, di partecipazione all’istruzione secondaria superiore, il nostro paese mostra ancora criticità e ritardi che assumono nel Mezzogiorno carattere di emergenza nazionale. B)- Sul piano della qualità, tutte le indagini internazionali convergono nel mostrare che gli studenti italiani hanno un significativo ritardo nei livelli sia di conoscenza, sia di competenza, ovvero nella capacità di utilizzare conoscenze e abilità in contesti specifici che caratterizzano le condizioni di vita odierne. E’ più alta in Italia rispetto ad altri paesi, sia per la matematica, sia per la lettura, la percentuale di studenti poveri di competenze (che non raggiungono il livello necessario per svolgere i compiti più elementari); è assai più bassa la percentuale di studenti capaci di affrontare situazioni complesse (il 20 per cento contro il 34 nella media dei paesi avanzati, nel caso della matematica, secondo l’indagine OCSE-PISA 2003). Altre rilevazioni periodicamente promosse a livello internazionale, come PIRLS (lettura) e TIMSS (matematica e scienze) dell’IEA, prevalentemente riferite alle conoscenze e abilità, segnalano simili difficoltà per la scuola secondaria, inferiore e superiore. C) - il rapporto insegnanti per 100 studenti è decisamente più alto che negli altri paesi OCSE (di oltre il 20 per cento), effettuando il confronto per il 2004 su aggregati comparabili), in tutti gli ordini di scuola; il rapporto raggiunge il valore di 11,5 quando si includono anche gli insegnanti di sostegno agli studenti diversamente abili e gli insegnanti che svolgono studente normalizzato perattività diverse dall’insegnamento (entrambi esclusi dal confronto internazionale). Il rapporto presenta una forte variabilità territoriale, che non appare correlata con la quantità del servizio offerto. Più alta della media internazionale è anche la spesa per istruzione misurata per studente, o anche per ore di lezione (circa 5,1 mila euro per ora di lezione, contro una media OCSE di 4,6, sempre nel 2004). Al netto delle necessarie cautele,la combinazione di questo dato con gli insoddisfacenti esiti qualitativi indica che esiste un serio problema di allocazione delle risorse finanziarie. Ne fa parte anche un livello modesto della spesa in conto capitale, per attrezzature e strutture. D) -La maggioranza dei paesi economicamente avanzati è dotata di sistemi nazionali di valutazione. Fino a oggi l’Italia ha fatto eccezione. E) - In base all’esperienza internazionale, la limitazione della misurazione degli apprendimenti alle sole conoscenze e competenze misurabili e la sofisticazione dei metodi con cui valutare il contributo della scuola a questi risultati (scontando le origini sociali degli studenti e il contesto territoriale) richiedono che l’utilizzo della valutazione, qualunque esso sia (per azioni rimediali, promozione di voice o exit degli studenti, incentivazione delle scuole e degli insegnanti integrazione dell’autovalutazione), non avvenga con automatismi. Gli automatismi, specie se perduranti e rigidi nel tempo, tendono a produrre effetti perversi sulla qualità della scuola, quali la distorsione dei contenuti dell’insegnamento, la penalizzazione delle eccellenze e delle situazioni di massimo ritardo, fino all emarginazione delle sezioni più deboli della popolazione studentesca.” In soldoni, testimoniano che la scuola voluta da loro è sfasciata ma guai a rimuovere qualche incrostazione. Sentire i privilegiati piagnoni a tempo indefinito proclamare la carnevalata dello sciopero della fame credendo e chiedendo di avere il conforto di tutti, è solo comicità. Torna in mente De Gaulle che, assediato un giorno dalla folla che gridava “ a morte i coglioni" mormorò “ Vaste programme".
In effetti non facevo una questione di destra e sinistra, dato che per quanto ho visto negli ultimi anni , sul tema della famiglia come su tanti altri c'e' stata una latitanza generalizzata. Se vogliamo parlare di stipendi e competitivita delle aziende , personalmente non credo di avere le carte in regola per affrontare il discorso , so solo che , in italia questi sono INSUFFICIENTI per una vita normale e con figli , in Cina un appartamento non costa dai 600 ai 1000 euro al mese di affitto e le imprese non soffocano sotto il peso della burocrazia. Sarebbe bello che un imprenditore aprisse un nuovo post. Questo riguarda la scuola ( che , come ripeto , in questo momento non e' assolutamente competitiva , a prescindere dagli stipendi dei prof ).
Comunque , tra gli imprenditori italiani , per ora , ci sono forze secondo me in grado di competere con altre potenza , ma non con la palla al piede delle mafie e dei governi che ci siamo ritrovati a oggi.
Stefano
Stefano, secondo me la questione è un po' più complessa.
I governi per quanto male facciano non hanno responsabilità nel fatto che le nostre aziende devono competere con i cinesi.
Se continuiamo a vederla in modalità destra/sinistra allora la sinistra dirà che dobbiamo mettere tasse sulle importazioni e la destra dirà che dobbiamo esportare in Cina i nostri sindacati.
Se invece la vediamo da un po' più in la, possiamo notare che l'epoca dove il 20% degli abitanti del pianeta si succhiava tutte le risorse dello stesso sta finendo e qui in occidente dobbiamo rimboccarci le maniche da un lato (lavorare di più) e stringere la cinghia dall'altro (spendere meno).
I guru dell'economia la chiamano globalizzazione.
A volte passeggio vicino ai giardinetti con le altalene e gli schivoli, di sabato pomeriggio , ma anche di mattina.
Tutto e' vuoto , sembra terminator 2 , la scena del giardinetto deserto.
Perche mai le giovani coppie sono cosi restie a fare figli.
Tra l'incudine e il martello.
Da un lato gli ultimi governi , e attenzione , non ne faccio questione di destra e sinistra perche le differenze sono vermanete poche, non hanno fatto che spingerci a competere coi cinesi favorendo stipendi sempre piu magri e insicuri.
Dall'altro , gli ultimi governi ( vedi sopra ) , si sono aumentati senza ritegno i loro compensi.
E poi , dulcis in fondo , dopo averci costretto a lavorare marito moglie , cane gatto , nonno nonna e anche canarino se vogliamo mai sopravvivere, tempo non ce n'e piu per i figli , ma neppure per i nostri vecchi, e tolgono il tempo pieno.
Bene bene , cosa dobbiamo fare ? Forse indignarci ?? Si salvino pure dicendo che questo e' qualunquismo , e allora come definire l'atteggiamento dei nostri de pu ta ti ?
Stefano
ALTRA MAIL,COPIO E INCOLLO.DIFFONDO COME RICHIESTO.
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Rispetto all'appello alle istituzioni locali di cui vi avevo dato notizia qualche giorno fa (copioincollo sotto per ricordarvelo), il ns comune - tramite le loro reti informative - ne è venuto a conoscenza e ha deciso di aderire.
Ne ho parlato con l'assessore Benfenati e abbiamo pensato di fare una comunicazione unitaria Ente Locale, genitori e la proporrò anche in consiglio d'istituto per un'eventuale adesione anche della scuola. Quando avrò il testo lo faccio girare per condividerlo.
Se qualcuno di noi potesse essere presente il 26 sotto l'ufficio scolastico regionale potrebbe portare la comunicazione condivisa.
Luisa
APPELLO ALLE ISTITUZIONI LOCALI
PER LA DIFESA DELLA SCUOLA STATALE
L'azione del governo ridisegna una scuola non più rispondente al compito affidatole dalla Costituzione, per garantire il diritto allo studio per tutti.
La nostra Regione è in assoluto più penalizzata: i tagli al personale docente raggiungono le 6000 unità e quelli al personale Ata arrivano a 800 unità, a fronte di 5500 alunni in più rispetto allo scorso anno scolastico.
Queste sono solo alcune delle drammatiche conseguenze:
* Centinaia di bambini non avranno accesso alla scuola dell'infanzia statale o comunale.
* Il tempo pieno della scuola primaria è via via sempre più negato e compromesso, nonostante sia il più richiesto dalle famiglie
* Un numero sempre maggiore di famiglie dovrà chiedere l'intervento pomeridiano di strutture private a pagamento, per il prolungamento dell'orario scolastico.
* La riduzione degli organici innalzerà il numero degli alunni per classe, a scapito della loro sicurezza e dell'azione didattica.
* Non verranno rispettate le norme sull'inserimento ed il sostegno dei ragazzi certificati
* Il taglio al personale ATA comporterà ulteriori difficoltà per gestire l'apertura degli edifici, la sorveglianza, il funzionamento dei laboratori e delle segreterie.
E' giunto il tempo di dire BASTA!
Chiediamo alle Amministrazioni locali delibere ed iniziative legali che garantiscano il rispetto delle leggi sulla sicurezza e l'handicap e che respingano i tagli, anche alla luce della sentenza del Tar del Lazio che rende illegittime le circolari ministeriali relative ai tagli 2008/2009 e 2009/2010.
"LA SCUOLA E' ALLA FAME, ABBIAMO FAME DI SCUOLA"
Il 19 maggio inizierà uno sciopero della fame a staffetta davanti all'Ufficio Scolastico Regionale al quale parteciperanno mamme e papà, insegnanti e studenti e chiunque abbia a cuore l'istruzione pubblica.
Il 26 maggio chiediamo a tutti i cittadini di Bologna e provincia di unirsi a noi davanti all'Usr (in via de' Castagnoli, dalle 16,30 a sera) per testimoniare con forza le nostre ragioni per una scuola pubblica statale non più abbandonata e mortificata ma rafforzata e rilanciata.
Mentre fuori tante voci si alterneranno a sostegno delle nostre richieste con un "microfono aperto" a genitori, insegnanti, studenti, artisti, associazioni, una delegazione dell'Assemblea delle scuole e del Coordinamento dei Presidenti dei consigli d'Istituto chiederà di incontrare il Dirigente scolastico regionale affinchè faccia giungere la nostra protesta e le nostre ragioni fino a Roma.
Chiediamo esplicitamente a tutti gli amministratori locali - al Presidente ed assessore scuola della Regione, al Presidente ed assessore scuola della Provincia, ai Sindaci ed agli assessori all'istruzione dei Comuni della provincia di Bologna - di far parte di questa delegazione, a testimonianza che tutta la comunità di questo territorio, insieme ai suoi rappresentanti istituzionali, è unita e ferma nella difesa della scuola dei suoi ragazzi.
Il Coordinamento Presidenti dei Consigli di circolo e d'Istituto di Bologna e provincia
L' Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia
Franco Tinarelli
in rappresentanza del Coordinamento dei Presidenti dei Consigli di Circolo e di Istituto e di Bologna e provincia
Ambrogio Vitali
in rappresentanza dell'Assemblea genitori ed insegnanti delle Scuole di Bologna e provincia
Mediamente , i ragazzi che escono dalla scuola pubblica hanno una preparazione tecnica ( parlo da ingegnere ) , abbastanza scandalosa. Mio figlio ha fatto l'isit a Cento , specializzazione di elettronica. E' uscito senza aver mai visto cosa fosse un microprocessore , cioe' quella specie di ragnetto che alloggia in ogni telefonino , computer o elettrodomestico costruito dopo il 1990: gliel'ho dovuto spiegare io !!. Se i docenti non si aggiornano , sara' pure colpa loro , ma invece di parlare di aria fritta andate a vedere come sono messi i laboratori , e andate a chiedere quanto prende un'insegnante. Poi chiedetevi : perche un professionista che potrebbe guadagnare il doppio dovrebbe fare il docente in una scuola pubblica ? Non sono tutti missionari. CI sono anche tanti bravi insegnanti , ma se la vostra paladina voleva fare una riforma , doveva fare una riforma seria e incece di dare i soldi alla scuola privata , fare una vera selezione sugli insegnanti , e prevedere seri incentivi. Dopo di questo , il confronto e' aperto . Se qualcuno fa una seria proposta saro il primo ad appoggiarla . Se qualcuno vuole demolire la scuola e la sanita pubblica a favore degli amichetti , avra' la mia opposizione.
Stefano
Dimenticavo anche i 3 mesi di inattività...e si lamentano...
Sarà un caso che tutti i dipendenti pubblici si lamentano appena vengono sfiorati, sarà un caso che i dipendenti pubblici (insegnanti compresi) sono coloro che oggi hanno più privilegi, perchè hanno un'unica grande certezza: il posto di lavoro sicuro...ma hanno il coraggio di lamentarsi...e alcuni insegnanti politicizzati vanno a scuola dai nostri figli a lamentarsi della Gelmini e a fare propaganda politica...
Ribadisco che coloro che fanno lo sciopero della fame hanno della gran noia...li vorrei vedere in fabbrica in agosto con 40° a spostare del ferro...vedrai che la noia gli va via...
questa è l'italia (con la i minuscola)...
PS: sarebbe divertente andare tutti alla manifestazione muniti di panini con mortazza o prosciutto e passare davanti a questo branco di annoiati pubblici e mangiarglieli in faccia...per vedere se digiunano...
Nel nucleo familiare in cui vivo c'è un attento tredicenne che ogni volta che viene a casa da scuola lamenta il fatto che hanno avuto una, due o addirittura tre ore buche. Nei gironi scorsi ricevo un'informativa che l'assenza media del corpo docenti per quanto riguarda quella classe di seconda media è del 7,8%.
Temo che un dipendente nel privato non faccia molta strada con queste percentuali.
Io lavoro circa 45/50 ore settimanali e le mie percentuali di assenze sfiorano lo 0,37%.
Ricordo a Salvatore che gli insegnati non lavorano tutto l'anno ma hanno almeno 3 mesi di inattività al quale vanno aggiunte elezioni e scioperi.
Parlate con i vostri figli. qualcuno di loro vi dirà anche del tentativo di alcuni docenti di screditare il Ministro dell'Istruzione o l'attuale Governo in carica. Altri invece, molto professionalmente, si limitano ad insegnare la materia.
Penso che qualsiasi siano le proprie ideologie, diffonderle e imporle a una ventina di preadolescenti sia veramente un comportamento di bassa leva..
C'è tanto bisogno di una sferzata in certi rami dell'amministrazione pubblica e soprattutto nella scuola.
p.s. ai professori e ai genitori che parteciperanno all'iniziativa. Il 26 maggio alla conclusione dello sciopero della fame (sempre che venga rispettato) andate a mangiare un boccone. Se non avete il fisico come Pannella e la Bonino che ormai sono abituati a questi digiuni, ne potete risentire fisicamente. Propongo a qualche piadinaro con furgone di presentarsi anche lui alla manifestazione e di accendere la piastra. Secondo me in quei giorni diventa milionario.
MAESTRI E PROFESSORI DELLA SCUOLA PUBBLICA: 18 ore alla settimana di lavoro, 1200-1300-1400 euro al mese, poca fatica...
ASSEGNISTI O BORSISTI DI RICERCA ALL'UNIVERSITA': 3 giorni a settimana (24-30 ore), 1600 euro lordi al mese, molto poca fatica...
OPERAI IN FABBRICA: 40 ore alla settimana, 1100 euro al mese, possibilità di cassaintegrazione, possibilità di rimanere a casa senza lavoro, tanta, troppa fatica...
MA DI COSA VI STATE LAMENTANDO???
VERGOGNA!!!
ANDATE A LAVORARE!!!
Avete rotto con le vostre lamentele da dipendenti pubblici...
Ho un amico della Giordania che mi raccontava che quando era giovane, alle 8 a scuola suonava l'inno e tutti i bimbi erano schierati in fila a cantarlo...se uno arrivava in ritardo erano botte...se uno faceva l'asino a scuola, erano botte sia dai professori che dai genitori a casa...questo succede ancora oggi...questo succedeva in italia quando eravamo giovani noi...ma di cosa ci stiamo lamentando???che il brodo è grasso???
ci sono troppi sprechi nella scuola pubblica, ci sono troppe persone che non hanno voglia di fare una mazza e si lamentano, bisogna stringere la cinghia...soprattutto oggi...