Sp4

Variante alla s.p.4 Galliera

1° INTERVENTO 1° LOTTO

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AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BOLOGNA SETTORE VIABILITÀ SERVIZIO PROGETTAZIONE E COSTRUZIONI STRADALI P R O G E T T O D E F I N I T I V O VARIANTE DALLA VIA COLOMBO IN COMUNE DI BOLOGNA ALLA S. P. 4 IN COMUNE DI S. GIORGIO DI PIANO 1° INTERVENTO 1° LOTTO S.P. N° 4 “GALLIERA” RELAZIONE DESCRITTIVA PROGETTAZIONE GENERALE Dott. Ing. Francesco Vitale Dott. Ing. Chiara Ferrari Geom. Gian Luca Piccinini PROGETTISTA Dott. Ing. Chiara Ferrari Il Dirigente del Servizio Responsabile Unico del Procedimento Dott. Ing. Massimo Biagetti Bologna, li 30.11.2006 Provincia di Bologna - Settore Viabilità Via Malvasia, 4 - 40131 BOLOGNA PREMESSA La Strada Provinciale n° 4 “Galliera” attraversa, nel suo tratto iniziale sino allo svincolo con la Strada Provinciale n° 3 “Trasversale di Pianura”, un territorio fortemente urbanizzato, passando tra l’altro anche all’interno dei centri abitati di Castel Maggiore e della frazione Funo del Comune di Argelato. La crescente mole di traffico che quotidianamente percorre questo tratto di strada provinciale provoca un degrado nella qualità della vita dei centri urbani attraversati a causa della pericolosità del traffico, anche pesante, nonché del rumore e delle sostanze inquinanti emesse dai veicoli. D’altro canto la situazione risulta estremamente critica anche per la circolazione stradale, per via dei numerosi accessi situati lungo tutto il tratto e per l’inaccettabile rallentamento dovuto all’intensità del traffico extraurbano che si trova ad attraversare zone intensamente urbanizzate. Si è reso pertanto necessario, per le motivazioni suesposte, progettare una Variante alla Strada Provinciale che garantisca contemporaneamente la sicurezza e la fluidità del traffico transitante sulla Strada Provinciale e la riduzione degli inquinamenti sia acustico che atmosferico all’interno dei centri abitati, unitamente ad una maggiore sicurezza dei pedoni. Con il protocollo d’intesa, attualmente in fase di approvazione,viene prevista la realizzazione dell’intera Variante in due Interventi: il primo da via Colombo in Comune di Bologna a via dei Giudei in Comune di San Giorgio di Piano e il secondo a proseguire fino al comune di San Pietro in Casale. I due Interventi vengono poi ulteriormente suddivisi in due lotti ciascuno. Nel 1° lotto del 1° Intervento, il progetto della Variante alla Strada Provinciale n° 4 “Galliera” prevede la realizzazione in nuova sede del tratto di strada dall’attuale inizio del tracciato, che verrà traslato in corrispondenza della via Colombo in Comune di Bologna, sino alla S.P. 3 “Trasversale di Pianura” in Comune di Argelato. DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO II tracciato della Variante è frutto di un intenso lavoro di collaborazione con i Comuni interes¬ sati che ha portato a una Revisione del Progetto Preliminare, per l’accoglimento di alcune osserva¬ zioni presentate ai Comuni di Castel Maggiore e Argelato in seguito all’adozione delle rispettive Varianti Urbanistiche. In particolar modo il tracciato è stato modificato nel tratto tra via Lirone e via Bondanello (il cui tracciato è stato modificato), è stato ridisegnato il tratto dallo svincolo con via Bondanello alla S.P. 3 per preservare il più possibile le proprietà intersecate ed è stata modificata l’intersezione con la SP 3. Nella fase di screening, attivata con la pubblicazione sul BUR del 05/07/2006, a seguito di ri-chiesta fatta da parte del competente ufficio regionale, è stata “stralciata” la rotatoria prevista su via Trebbo in Comune di Bologna e la variante alla via Colombo, sempre in Comune di Bologna; tale stralcio è stato reso necessario per la presenza di un’area di cava, attualmente concessa dal Comune alle Ferrovie, per i lavori di ampliamento della rete ferroviaria nel comune stesso. Si è quindi previsto un tratto di allaccio provvisorio con la via Trebbo, con uno svincolo aT. Il progetto definitivo della Variante relativo al 1° Lotto del 1° Intervento della S. P. n° 4 “Galliera” comprende quindi tutte le opere necessarie per la costruzione di un nuovo tronco stradale che raccordandosi alla via Trebbo in Comune di Bologna per mezzo di una intersezione a T, correrà più ad Ovest del tracciato attuale, mantenendosi ad esso sub – parallelo e si concluderà sulla S. P. 3 “Trasversale di Pianura” con uno svincolo a livelli differenziati. Il tracciato, partendo dalla via Trebbo interseca le Strade Comunali del Ronco, Lirone, Bondanello e la S. P. 3 “Trasversale di Pianura. Quest’ultima verrà scavalcata dalla Variante con la realizzazione di un viadotto a singola campata di m 35,00 di luce, altezza netta minima di 5,50 m e di uno svincolo “a trombetta”, così da evitare qualunque tipo di svolta a sinistra per le immissioni e le uscite tra le due strade provinciali. Le Strade Comunali avranno invece uno svincolo a livelli diffe-renziati con la Variante, costituito da un sovrappasso della Variante sulle strade attraversate e da svincoli di ingresso e uscita sulla Variante stessa, in modo da avere immissioni e svolte sempre “alla mano” per chi proviene dalla Strada Provinciale o vi accede; saranno invece consentite svolte a sini-stra per immettersi o uscire dalle strade comunali. Saranno realizzati infine due sovrappassi agricoli, uno per il superamento di una strada vicinale e due sovrappasso ad uso promiscuo carrabile e ciclo-pedonale e saranno modificate le vie comunali Ronco e Bondanello. A margine dell’intervento sarà realizzato un sottopasso sulla S. P. 3 “Trasversale di Pianura” a servizio della Strada Comunale di Funo, che attualmente attraversa la S. P. 3 con un incrocio a raso regolato da impianto semaforico. Sarà in tal modo possibile eliminare il semaforo trasformando l’incrocio attuale vietando le svolte a sinistra e realizzando le corsie di accelerazione e decelerazio¬ne sulla S. P. 3. L’eliminazione del semaforo renderà possibile la fluidificazione del traffico lungo la S. P. n° 3 “Trasversale di Pianura”, che sarà così in grado di accogliere l’incremento di traffico dovuto alla nuova intersezione con la Variante in progetto. Il progetto comprende anche la realizzazione di una “bretella” che collegherà l’attuale S.P. 4 poco oltre la zona industriale “Larghe di Funo” all’attuale svincolo con la S.P. 3; tale bretella, a senso unico a doppia corsia di marcia, percorribile per la corrente di traffico che proveniente da Nord si immette sulla S.P. 3 con direzione Ovest, servirà a snellire il traffico sullo svincolo esistente. Il presente progetto definitivo risulta conforme agli strumenti urbanistici dei Comuni di San Giorgio di Piano (delibera Consiglio Comunale n° 86 del 29/10/2004), Argelato (Delibera Consiglio Comunale n° 32 del 20/06/2006) e Castel Maggiore (Delibera Consiglio Comunale n° 50 del 28/06/2006). Come già esposto non risulta la conformità urbanistica con il Comune di Bologna, quindi non è stato possibile prevedere alcun intervento sul territorio di tale Comune, non essendo possibile pro-cedere con le espropriazioni. CRITERI DI PROGETTAZIONE I criteri che hanno guidato la progettazione , come già accennato nelle premesse, sono stati principalmente il miglioramento e la razionalizzazione della circolazione stradale extraurbana, e la contemporanea riduzione dell’inquinamento, sia acustico che atmosferico, all’interno dei centri abi¬ tati, con conseguente considerevole aumento della sicurezza e in generale della qualità della vita dei cittadini. II secondo criterio è stato soddisfatto sostituendo i tratti di Strada Provinciale correnti all’interno dei centri abitati con analoghi tratti posti in zona agricola, declassando i primi a strade comunali. Il primo criterio invece ha portato a progettare i nuovi tratti stradali con le seguenti caratteristiche geometriche: Larghezza corpo stradale ml. 13,00; Larghezza piano bitumato ml. 11,50 comprensiva delle banchine laterali di ml. 2,00 cadauna, Larghezza rivestimenti in terra ml. 0,75 cad.; Raggio minimo ml. 300; Pendenza massima sulle rampe d’accesso ai manufatti 3%. A causa della maggiore larghezza della sede stradale nonché alla maggiore lunghezza del tracciato della Variante in progetto rispetto ai tratti sostituiti, si prevede un modesto incremento degli oneri di gestione, che verranno quantificati in sede di progettazione esecutiva, tramite la redazione dell’apposito piano della manutenzione. CARATTERISTICHE DEI MATERIALI IMPIEGATI Per la realizzazione dell’opera è stato previsto l’utilizzo dei normali materiali necessari alla formazione del corpo stradale: sabbia limosa per i rilevati; terra stabilizzata a calce e cemento per la formazione dello strato di fondazione stradale, conglomerato bituminoso per gli strati di pavimenta-zione. Per questi materiali non sono previste particolari prescrizioni oltre a quelle normalmente richieste per questi materiali nei Capitolati Speciali d’Appalto delle Strade Provinciali. Le opere d’arte di rilievo sono il ponte campata unica sulla SP 3 “Trasversale di Pianura” nonché i sovrappassi alle strade Comunali e vicinali intercettate. Tutte queste opere saranno interamente realizzate in conglomerato cementizio armato. Non sono previsti rivestimenti delle superfici del getto che rimarrà pertanto “a vista” per le parti non ricoperte di terra o dalla pavimentazione stradale. Il ponte sulla SP 3 di luce pari a m 35,00 , sarà costruito in conglomerato cementizio armato, con impalcato formato da travi in cemento armato precompresso con sezione a doppio T, collegate tra loro da una soletta in cemento armato gettata in opera. Le spalle sono anch’esse in cemento armato gettato in opera, le cui fondazioni sono di tipo profondo, costituite da pali trivellati collegati in sommità da una soletta in cemento armato. Gli scavalcamenti delle vie Comunali saranno realizzati con un manufatto scatolare in conglomerato cementizio armato di luce netta pari a m 14,00, per i sovrappassi delle vie Bondanello e Lirone, e di luce netta pari a m 10 per quello di via Ronco, con impalcato costituito da travi rettangolari prefabbricate in cemento armato precompresso a fili pretesi accostate tra loro e collegate tramite una soletta in cemento armato gettata in opera. Gli altri scavalcamenti hanno le seguenti caratteristiche: sottopasso agricolo alla sezione S.0036, sottopasso agricolo alla sezione S.0302 e sovrappasso alla strada Muraglia luce netta di m 5,00 e altezza minima di m 4,50,sovrappasso alla strada privata Passo Pioppe luce netta di m 6,00 e altezza minima di m 3,80, sovrappasso ad uso promiscuo alla sez. S.0341 luce netta di m 6,00 e altezza minima di m 3,50. La scelta della tipologia dell’impalcato, costituito da travi affiancate, rende possibile minimizzare lo spessore totale dell'impalcato (travi + soletta) in modo tale da limitare l’altezza massima dei rilevati, con ovvi benefici sia in termini di impatto ambientale che di minori costi per i materiali. Le spalle dei manufatti scatolari sono previste in conglomerato cementizio armato, gettato in opera, come usuale per questa tipologia di opere. Le spalle sono fondate su una soletta anch’essa in cemento armato. I muri d’ala di contenimento dei rilevati di accesso ai manufatti sono tutti previsti in cemento armato con fondazioni superficiali anch’esse in cemento armato. ASPETTI TOPOGRAFICI, GEOLOGICI E IDROLOGICI Per quanto riguarda l’aspetto topografico sono da rilevare la presenza del torrente Idice nonché della frazione Riccardina di Budrio, lambita dalla Variante in corrispondenza del ponte sul tor¬rente Idice. Per il resto il territorio attraversato dalla Variante è agricolo e risulta essere totalmente pianeggiante. Dal punto di vista geologico, verrà predisposta la apposita relazione da allegare al progetto esecutivo. L’interferenza tra la strada in progetto e gli strati profondi del terreno è comunque minima, essendo limitata alle fondazioni profonde (su pali) per il ponte sul torrente Idice e per i sovrappassi di attraversamento delle strade locali intercettate. Oltre a ciò si avranno soltanto effetti modesti di consolidamento del terreno per effetto del sovraccarico dovuto ai rilevati stradali, di entità trascurabile ovunque tranne che nelle rampe di accesso ai manufatti, dove, data l’altezza del rilevato, ci si può attendere un cedimento massimo del terreno dell’ordine di qualche centimetro. L’idrologia dal territorio attraversato dalla variante in progetto, è caratterizzata dalla presenza della rete di scoli artificiali e canali a uso agricolo. La strada in progetto prevede la realizzazione, ai due lati del rilevato stradale, di fossi di guardia inerbiti che hanno il compito di intercettare le acque provenienti dai terreni agricoli confinanti e di raccogliere l’acqua piovana che sgronda dalla superficie stradale. Gli scoli più importanti intercettati dal tracciato stradale saranno ripristinati nei modi più opportuni, e i fossi di guardia della strada saranno anch’essi convogliati nella rete di scolo esistente. Per minimizzare i rischi di contaminazione delle acque in caso di versamenti accidentali di li-quidi inquinanti sulla piattaforma stradale, nei punti di interconnessione tra il reticolo dei fossi e degli scoli esistenti e i fossi stradali si installeranno delle paratoie mobili che permetteranno di isolare questi ultimi dal reticolo esistente. VINCOLI AMBIENTALI E URBANISTICI Il progetto preliminare Rev.1 della variante in oggetto è stato sottoposto alla procedura di verifica (screening) prevista dalla Legge Regionale 18/05/1999 n° 9 e successive modifiche e integrazioni, con la pubblicazione sul Bur del 05/07/2006. In data 01/08/2006 la Regione ha richiesto delle integrazioni puntuali, a cui si è dato risposta con invio tramite lettera Ns PG 278767 del 03/10/2006. Alla data odierna non è giunta informazione relativa alla procedura in atto. Sono già stati attivati i rapporti con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna per verificare l’esistenza di tracce antropiche dell’età antica. Il tracciato studiato è conforme con gli strumenti urbanistici dei Comuni di Argelato e Castel Maggiore in virtù delle rispettive varianti Urbanistiche sopra citate. L’art. 7 della L.R. 31/02 specifica che alle opere pubbliche non vanno applicate le disposizioni sui titoli abilitativi e dunque non sono soggette a permesso di costruire (già concessione edilizia) o DIA; il presente Progetto Definitivo sarà comunque trasmesso, dopo l'approvazione, in ottemperanza ai disposti dell' art. 25 del D.P.R. 554/99, ai Comuni interessati per gli eventuali atti di loro competenza. CAVE E DISCARICHE Gli inerti necessari alla costruzione del rilevato stradale e agli strati di fondazione e pavimentazione saranno reperiti in apposite cave di prestito, la cui scelta è demandata all’Appaltatore e sarà soggetta al preventivo gradimento della Direzione Lavori. Si può comunque osservare che la scelta dovrà ricadere nell’ambito delle cave previste dal vigente Piano Infraregionale Attività Estrattive e che in un raggio massimo di venti chilometri di distanza dal luogo di ubicazione del cantiere esistono diverse possibilità di scelta. IDONEITÀ RETI SERVIZI La costruzione dell’opera comporterà un uso prevalente della rete viaria esistente, per l’approvvigionamento dei materiali. Si ritiene tale rete adeguata a sostenere il traffico generato dal cantiere, in considerazione anche del fatto che sarà possibile utilizzare prevalentemente la rete viaria principale, costituita da strade provinciali, limitando l’interferenza con la viabilità locale delle strade secondarie, le quali hanno spesso caratteristiche non compatibili con il transito di mezzi d’opera. TEMPO NECESSARIO PER LA REDAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO Il progetto esecutivo sarà realizzato entro un tempo massimo prevedibile di 180 giorni dall’approvazione del presente progetto definitivo: tale tempo si rende necessario per la progettazione esecutiva delle opere d’arte presenti lungo il tracciato e per la soluzione degli aspetti di dettaglio. Le lavorazioni previste dal progetto ricadono nell’ambito di applicazione del D.Lgs. 14/08/1996 n° 494: il progetto esecutivo sarà pertanto corredato di opportuno piano di sicurezza e coordinamento. ESPROPRIAZIONI Per l’attuazione del progetto è necessario occupare in via permanente una notevole quantità di terreni di proprietà privata; le aree interessate dall’esproprio sono prevalentemente agricole, in parte condotte in affitto ed in parte coltivate dagli stessi proprietari, e sono tutte esterne al centro edificato. In esito a ciò, si provvederà, nel rispetto dell’art. 16 della L.R. n° 37/2002 ad assicurare la partecipazione degli espropriandi alle fasi procedimentali prodromiche alla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, eventualmente rielaborando il presente progetto definitivo per tenere conto delle possibili osservazioni da parte dei proprietari interessati, che potranno essere accolte, in tutto od in parte, ove possibile o, in caso contrario, respinte fornendo le necessarie spiegazioni Ad esaurimento della suddetta procedura ed a seguito della eventuale fase di controdeduzioni che dovranno essere fornite agli interessati, si procederà all’approvazione del progetto definitivo con contestuale dichiarazione di pubblica utilità. Per l’acquisizione dei terreni occorrenti si procederà secondo il disposto del D.P.R. 327/01 e succ. modifiche. QUADRO ECONOMICO Nell’importo di progetto sono già state stimate tutte le opere di finitura, regolamentazione acque meteoriche, bonifica e completamento per dare l’opera finita a regola d’arte e tutte le categorie di lavoro necessarie, nonché le espropriazioni, le spese tecniche di collaudo, gli imprevisti, lo spostamento di impianti tecnologici, la bonifica da ordigni bellici e ovviamente la quota I.V.A. al 20%. Si dovranno eseguire indagini geologiche e geotecniche con sondaggi e prove penetrometriche a campione per la verifica delle caratteristiche dei terreni che formeranno il piano di posa dei rilevati stradali, e dei sovrappassi sulla strade intercettate. Il conseguente progetto esecutivo sarà corredato di un progetto completo di segnaletica previsto nelle Somme a disposizione. Il progetto esecutivo sarà altresì corredato del Piano di sicurezza e di coordinamento allegato al contratto, per il quale l’appaltatore è tenuto a dare completa e puntuale attuazione, dovendo attenersi anche alle indicazioni del coordinatore per l’esecuzione dei lavori da nominarsi prima dell’affidamento dei lavori, fatta salva la possibilità di presentare al suddetto proposte di integrazione. Resta comunque escluso l’ottenimento di modifiche o l’adeguamento dei prezzi pattuiti. Si ricomprenderanno altresì, nel progetto esecutivo, le predisposizioni di canalizzazioni per l’eventuale illuminazione delle intersezioni principali, qualora, una volta a regime il nuovo tratto, si ritenesse necessario dotare le stesse di adeguati impianti illuminanti, che saranno a cura e onere dei Comuni. L’importo complessivo del 1° Lotto del Intervento risulta pari a € 19.000.000,00, e sarà suddiviso fra i vari titoli di spesa con le seguenti ripartizioni a stima: B) [TABLE=5] Con la realizzazione della nuova opera conseguiranno maggiori oneri di gestione per l’Amministrazione, anche se in quantità modesta,e pertanto non di rilievo, senza necessità di variazione dell’organico del personale in luogo, in quanto il nuovo tratto di S.P. n° 4 “Galliera”, risulta avere larghezza della carreggiata maggiore del tratto dell’attuale S.P. 4, all’incirca di pari lunghezza alla variante, che verrà declassato a Strada Comunale. Il primo Intervento è inserito nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche della Regione Emilia Romagna 2003-2005, aggiornamento 2004-2006, Delibera Consiglio Regionale n° 551/04, per l’importo di 28.000.000,00 €, dei quali 26.000.000,00 € a carico della Regione Emilia Romagna e 2.000.000,00 € a carico dei Comuni di Argelato e Castel Maggiore. Il 1° Lotto del 1° Intervento verrà così finanziato: € 18.000.000,00 da parte della Regione E-milia Romagna e € 1.000.000,00 da parte del Comune di Castel Maggiore: relativamente al finanziamento a carico del Comune di Argelato di 1.000.000,00 €, il Comune si trova nell’impossibilità di erogarlo; pertanto le opere di cui al progetto sono state riviste, mantenendo lo strato d’usura unicamente per l’asse principale e gli svincoli con la SP 3 “Trasversale di Pianura” stralciando quindi per i rami di svincolo. Il primo lotto del 1° Intervento, per un totale di € 19.000.000,00, si chiede che venga inserito nell’annualità 2008. Il Responsabile del Procedimento è il Dott. Ing. Massimo Biagetti, Dirigente del Servizio Pro-gettazione e Costruzioni Stradali del Settore Viabilità. Bologna, 30 Novembre 2006 IL TECNICO PROGETTISTA: (Dott. Ing. Chiara Ferrari) Visto: IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO, DIRIGENTE DEL SERVIZIO PROGETTAZIONE E COSTRUZIONI STRADALI (Dott. Ing. Massimo Biagetti)

06 febbraio 2008
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Commenti
Variante alla sp4 Galliera

[...] Relazione descrittiva Computo metrico/economico 120 Kb Sezioni asse principale 2026 Kb Planimetria 1° Lotto scala 1:10000 8702 Kb Planimetria 2° Lotto scala 1:10000 9350 Kb Planimetria 1° Lotto scala 1:5000 10039 Kb Profilo Longitudinale 4609 Kb Sezioni tipo 560 Kb Opere d’arte tipo 869 Kb Sottopasso via Ronco 699 Kb Sottopasso via Muraglia 662 Kb Sottopasso via Lirone 716 Kb Sottopasso via Bondanello 714 Kb Ponte SP3-SP4 587 Kb Sottopasso agricolo sez.S.0036 675 Kb Sottopasso agricolo sez.S.0302 686 Kb Sottopasso agricolo sez.S0341 709 Kb Sottopasso privato Passo Pioppe 663 Kb Sottopasso Funo 491 Kb [...]

silverino

Nessuna uscita di tema,era solo un particolare sul sottopasso prossimo venturo. Certo i tempi sono lunghi, lunghi e ancora lunghi ma almeno nel PSC si possono riscontrare le volontà. C'è la Nuova Galliera con già esplicito il tracciato da Primo Maggio fino alla Trasversale e poi ci sono i "corridoi" dove la strada passerà fino a San Pietro in Casale. Per quanto riguarda Funo è già praticamente indicato il tracciato della variante della Trasversale che passerà più a Nord. Quando (?) queste due opere saranno ultimate avremo Funo libero dalla mole di traffico che lo attraversa (Galliera) o che lo affianca (Trasversale).

lirero

Mi sembra che la discussione si stia svolgendo con espressioni ed opinioni fuorvianti rispetto al tema proposto : il progetto definitivo della "nuova Galliera". La nuova Galliera, la tangenziale. la circonvallazione. Chiamatela come vi pare, ma questa realizzazione è la assoluta necessità e priorità urgente dei cittadini di Funo, di Castelmaggiore, da San Giorgio di Piano e non solo. Ed allora dovremmo tutti chiederci e chiedere alle varie amministrazioni che devono prendere la decisione : "perchè queste esasperanti lungaggini, queste avvilenti non decisioni, questo tirare a campare mentre i vostri amministrati vivono col rischio dell'incolumità fisica, respirano ogni giorno il "rusco" determinato dal traffico, soffrono notti insonni per il rumore prodotto?" Quando si è presentata l'occasione, ho posto queste domande. Le risposte, sempre evasive o dietro il paravento di quanto è contenuto nel documento della provincia : c'è il progetto, c'è il finanziamento, non sarà la strada dei sogni. Quest'ultima risposta è difficile da contestare : infatti le notti insonni non consentono sogni. Mettiamoci in testa che i palliativi non servono e non risolvono il disastro a cui siamo sottoposti. E per questo occorre una opinione pubblica che non si disperda in tanti rivoli, in diverse proposte. E' indispensabile la condivisione dell'assoluta necessità di una tangenziale, con urgenza, Altrimenti gli amministratori non si sentono spronati e perdono tempo. Certo, è naturale che il documento che si legge sopra non sia preso in considerazione e si parli di altre proposte. Vi pare possibile che sia pubblicato, e si prenda sul serio, un "progetto definitivo" del 30/11/2006 che stabilisce un termine di gg 180 per la redazione del "progetto esecutivo" dall'approvazione del "progetto definitivo", che però sarà approvato dopo gli espropri che causeranno ricorsi, controdeduzioni, vertenze e che porteranno a chissà quali dilazioni e sicuramente ad una rielaborazione del "progetto definitivo" (SIC!) e come al gioco dell'oca si tornerà all'approvazione entro gg 180 del "progetto esecutivo" dalla approvazione del ecc. ecc.? Insomma, una burla o quasi. Per questo, dopo la lettura di un simile documento, non resta che parlare di caccia e pesca. PIU' UTILMENTE.

silverino

Sicuramente il sottopasso sarà più sicuro della rotatoria, ma forse se prima veniva fatta la variante della SP3 prevista nord del cimitero , una rotaria sarebbe stata sufficiente. Sulle code ridotte in Trasversale non concordo, anzi aumenteranno perchè il tracciato previsto della Nuova Galliera alzerà il volume del traffico in direzione di Funo per proseguire poi verso San Giorgio di Piano. L'eliminazione di un semaforo, il recente sovrappasso della Saliceto sulla trasversale lo conferma, spesso "sposta" solo le code e invoglia più automobilisti a percorrere quel tratto di strada che magari prima evitavano appunto per il semaforo stesso.

ludu

indubbiamente in quel punto basterebbe una rotatoria be realizzata...ma continuo a non vederne l'utilità. Se l'idea è di togliere traffico dal centro abitato, aprire a traffico "provinciale" una strada interna non mi sembra che realizzi l'obbiettivo.
Come ho già detto in un altro post, il problema non è l'incorcio tra via Nuova e trasversale che può essere tecnicamente realizzato, ma il fatto che via Nuova, dal semaforo all'incrocio con via Funo, a parte che non è così larga, passa di fianco al centro sportivo, area del mercato e unico parco giochi per bambini di Funo...aprendo una zona del genere, bisognerebbe necessariamente mettere un limite di velocità talmente basso da sconsigliarla (oltre che una piccola rotonda all'incrocio che diventerebbe pericolosissimo con via Vivaldi e via Matteotti e una all'incrocio con via Funo)...un semaforo e due rotonde in 500 metri farebbero venire il delirio, pensiamo poi al sabato di mercato.
soprattutto non credo toglierebbe un gran traffico alla Galliera...lo userebbero solo quelli che da Funo o Castelmaggiore andrebbero verso Sala e San Giovanni e viceversa (che già comunque usano più questo tratto per poi immettersi al semaforo di via Funo, più che l'incrocio dal ponte...e al semaforo di via Funo, non ho mai visto grosse code per immettersi dal paese sulla trasversale), per il resto i camion diretti verso la zona industriale di Castelmaggiore continuerebbero a usare la Saliceto, quelli diretti verso la zona industriale delle Larghe o verso l'autostrada, da qualsiasi direzione, non credo userebbero via Nuova.
insomma, non mi sembra una gran bazza.

@silverino...probabilmente basterebbe una rotatoria all'incrocio trasversale-via Funo...ma sicuramente un sotto o sovrappassaggio ridurrebbe enormemente il rischio code sulla trasversale...oltre ad essere molto più sicuro (magari i ragazzini che vanno alla Chiesa per catechismo o per giocare a basket o calcio, potrebbero andarci in bici anzichè essere accompagnati dalla mamma col SUV....d'altra parte, io non ho fatto catechismo ma a giocare sui campi della parrocchia sono andato per anni e attraversavo bellamente da solo l'incrocio senza semaforo...e avevo 9-10 anni)

Mariarosa Cevenini

Chistian ha ragione; oggi basterebbe una rotatoria. Ma allora le rotatorie non sapevamo neanche cosa fossero, in Italia. Noi italiani abbiamo scoperto le rotatorie solo da una decina di anni, con il solito ritardo sugli altri stati europei. E quando le abbiamo scoperte sono frullate per la testa dei tecnici strane idee: a me fu detto nel 1997 che una rotatoria doveva avere un raggio di almeno m.30 (l'altezza di un palazzo di 8-9 piani!) . Siccome all'epoca io avevo già girato una buona metà della Francia (che è stata la prima ad usarle su vasta scala), sapevo benissimo che la stragrande maggioranza delle rotatorie francesi avevano, quando erano grandi, un raggio di m. 15-16! Per un motivo ovvio: meno raggio hanno, più gli autoveicoli sono costretti a rallentare; altrimenti gli autoveicoli all'interno della rotatoria sfrecciano da matti e non si riesce mai ad immettersi.
Se mettere o meno impianti semaforici sulle strade, se fare o no rotatorie, lo decide il proprietario della strada: la trasversale è una Sp, ergo bisogna smuovere la Provincia, perfino per modificare i tempi dei semafori che insistono su incroci strade comunali-strade provinciali!
Non sono un tecnico e non so se una rotatoria, tra espropri e messa in opera, sia più conveniente di un ponte o un sottopasso. Ma ogni volta che arrivo al groviglio di svincoli, che si trovano prima di S. Pietro in Casale, penso che all'ufficio progettazione strade della Provincia debba lavorare qualcuno con strane fisse...
Per la memoria storica:
1) la rotatoria sulla Galliera all'altezza delle Larghe fu fatta solo dopo una serie impressionante di incidenti mortali; a quel punto la Provincia si rassegnò alle richieste dei comuni (Argelato, S. Giorgio, Bentivoglio) e, con i soliti “tranquilli” tempi delle opere pubbliche ;-), avemmo la rotatoria;
2) il progetto per il cavalcavia del maledetto incrocio sulla Saliceto (un quarto di secolo di file!) porta la data del 1996 con tanto di quantità di soldi che Centregross e Interporto erano disposti a versare. Quello fu l'anno in cui il progetto fu presentato ai cittadini di Argelato... assieme al progetto della Nuova Galliera.
3) correva l'anno 1980 (o 1981, ho qualche difficoltà a mettere a fuoco il ricordo) quando per Funo distribuivano cartoline postali da spedire alla Ferrovie dello Stato e con le le quali richiedere la stazione per la fermata di Funo... (allora esistevano amcra le cartoline postali e le Ferrovie erano un ente pubblico!)

P.s. Uno dei motivi della nostra arretratezza rispetto agli altri stati europei non sarà mica il ritardo con il quale realizziamo opere pubbliche? Sono affetta da sentimenti antipatriottici, se penso questo?

silverino

Il ponte della Saliceto sulla Trasversale lo abbiamo perchè co-finanziato dal Centergross e dall'Interporto! Le rotatorie sulla Trasversale la Provincia NON le vuole, il megaponte a Sala Bolognese e il nuvo svincolo a Medicina lo confermano. A Funo è già progettato il sottopasso per la Chiesa ma non sarebbe bastata una rotonda ed utilizzare i soldi per iniziare prima la variante della Trasversale già prevista a nord del cimitero ??

Cristian

Basterebbe una rotatoria delle giuste dimensioni (cioè grande e non un'aiuola) per risolvere il problema nell'ex incrocio di via Nuova, ma dubito che venga presa in ascolto.. Così come ne servirebbe un'altra di fronte al casello dell'autostrada dove si creano ancora code enormi. Gli automobilisti che uscendo dall'autostrada si devono dirigere verso Budrio incrociano le dita e dicono anche una pregherina mentre passano. Mi sembrano due soluzioni razionali e non impossibili, non so di chi sia la competenza su quel tratto di strada. Boh, certo che se dopo avere finalmente eliminato il maledetto semaforo del Centergross (quanti anni?), poi ci hanno messo oltre un anno a capire che dovevano cambiare i tempi del semaforo della Chiesa di Funo altrimenti c'erano più code di prima, beh, non è che uno possa essere ottimista.

Mariarosa Cevenini

Quando venni ad abitare a Funo (1979), ci si poteva immettere sulla Trasversale dalla via che ora è chiusa. Allora andavo ogni mattina a Crevalcore e, per un paio di settimane entrai sulla Trasversale da quella strada: poi, la PAURA mi fece decidere per l'immissione sulla trasversale dallo svincolo del ponte rosso. Eh, sì paura: l'immissione sulla trasversale era in leggera semicurva
Per chi voleva svoltare a sinistra (direzione Sala) ciò significava invadere per almeno un metro la Trasversale, per vedere chi preveniva dal Centergross; solo che questo esponeva il fianco (anzi la fiancata del lato guidatore dell'auto) a possibili impatti con chi proveniva dalla direzione Sala. Il traffico allora era meno intenso, ma la velocità che tenevano le auto e i camion era sempre superiore al limite di velocità: si è mai visto uno rallantare in prossimità di una strada laterale, se transita su una strada con diritto di priorità? Gli incidenti c'erano e troppi di questi furono mortali. Allora esisteva ancora la nebbia, che non ti faceva vedere a 15 metri e , garantisco, da ottobre in poi c'era davvero da avere paura ad dentrare sulla trasversale.
Quanto sono costate alla collettività le cure e l'assistenza ai feriti e agli invalidi permanenti causati da quella strada?
Quanto è costato alla collettività l'avere perso la capacità produttiva di decine di persone? E non parlo di danni morali ed affettivi.
Era un'opera pubblica progettata senza tenere conto del comportamento umano e della potenza progressivamnete crescente dei mezzi a disposizione: quando si decise di chiudere l'accesso, fummo in tanti a tirare un sospiro di soliievo.

silverino

Tutto molto utile, ma da cittadino non capisco perchè costruiamo nuove strade ma teniamo chiusi dei tratti già fatti e disponibili come la via Nuova a Funo che, superato via degli Orti, finisce proprio sulla SP3 (La Trasversale di Pianura) ma da decenni è chiusa e sigillata dalla barriere. La strada è asfaltata, larga, insomma basterebbe ben poco per renderla transitabile. Mi hanno riferito che ci sono stati numerosi incidenti....mah...ditemi dove non ci siano stato incidenti. Così spendiamo soldi su soldi per altre opere......

Sp4