STAVOLTA NOI CI ESPONIAMO
"PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE": per la scuola della Repubblica, di tutti e per tutti, laica, libera, democratica e pluralista.
Siamo i genitori eletti nel Consiglio dell'Istituto Comprensivo di Argelato e il nostro ruolo istituzionale non ci consentirebbe di esporci politicamente.
Tuttavia, stante il clima e le parole utilizzate dal Capo del Governo italiano, sabato 26 febbraio scorso, nell'ambito del convegno dei Cristiano-Riformisti e che qui si riportano integralmente: “… potere educare i figli liberamente e liberamente vuol dire di non essere costretti a mandare i figli a scuola, in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell’ambito della loro famiglia...” riteniamo doverose alcune considerazioni che esulano dalle idee e dalle scelte politiche di ciascuno.
Chiediamo a voi genitori, insegnanti, educatori e chiunque abbia a che fare quotidianamente con la scuola pubblica, se questa scuola inculca ai vostri figli valori contrari a quelli che cercate di trasmettere; chiediamo se i vostri figli frequentano una scuola di stampo illiberale o se invece ritenete che si debba sempre preservare il diritto al libero arbitrio ed al confronto tra diverse opinioni ma basato sempre sul rispetto degli uni verso gli altri.
L’azione “demolitoria” messa in atto dal Presidente del Consiglio con netto disprezzo e denigrazione nei confronti della scuola pubblica, la quale è tra i pilastri dei suoi compiti istituzionali come azione di governo, è stata ampiamente dimostrata, precedentemente con le politiche adottate, ed ora anche mettendo in atto una censura di principi educativi.
Resta da capire la ragione di cotanto accanimento che riteniamo abbia quale motivazione solamente la mera propaganda politica.
Questa animosità verso ciò che è pubblico mal collima con il ruolo istituzionale del Capo del Governo che al contrario dovrebbe in primis difendere una scuola laica, liberale e dove ci si possa confrontare senza subire censure educative, politiche, religiose, razziali ecc.
Anche interpretando questo attacco unicamente quale opportunismo elettorale, ci si deve profondamente indignare nel vedere che la scuola dei nostri figli viene disprezzata e attaccata senza precedenti, con accuse insensate ed offensive sia per chi ci lavora, ma anche per chi ancora ci crede ossia noi genitori ma soprattutto i nostri figli che devono essere formati in un clima sereno e aperto al confronto.
Crediamo quindi che il nostro ruolo di consiglieri debba essere quello di difendere la scuola dei nostri figli non solo da continui tagli economici, ma anche da attacchi di tipo culturale-ideologico.
I rappresentanti dei genitori in Consiglio d’Istituto
Vincenzo Angelini, Luisa Carpani, Marina Madurga, Massimiliano Magli, Lucia Maiorano, Monica Selleri, Maria Paola Sulli, Silvia Veronesi.
Il comunicato riprende i contenuti della lettera aperta firmata da oltre 30 Presidenti di Consiglio di altrettante scuole bolognesi.
Vogliamo ricordare a tutti che:
A Bologna, il 12 marzo (Piazza XX Settembre, alle ore 15:00), il mondo della scuola scende in piazza "PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE": per la scuola della Repubblica, di tutti e per tutti, laica, libera, democratica e pluralista.





"...il nostro ruolo istituzionale non ci consentirebbe di esporci politicamente."
E' vero. Infatti avete fatto molto male ad esporvi.Così come,per farvi un esempio, male ha fatto la Direttrice della scuola in occasione della "mia prima riunione" alla quale ho partecipato prima dell'inizio dell'anno scolastico in corso, avendo iscritto i miei due figli alla scuola pubblica primaria di primo grado di Argelato;riunione utile per acquisire le informazioni basilari ,informazioni utili per un genitore come me che non conosce,non sa,ed è armato di blocchetto e matita per non dimenticare nulla di ciò che imparerà:materiale occorrente,organizzazione della giornata scolastica,regole,mensa,insegnanti,..non so...qualcosa del genere.Invece ho assistito ad un comizio politico.Badate bene,non dico che ho assistito ANCHE ad un comizio politico di sinistra, ma ho assistito SOLO ad un pessimo comizio politico antiberlusconiano. Altri esempi sono evidenti,evidenti solo a chi ha una visione reale dell'effettivo degrado in cui la scuola pubblica è precipitata.Carenze,impreparazione,maleducazione esistono e non possono essere negate.Allo stesso modo occorre sottolineare le eccellenze della scuola di Argelato e dell a scuola pubblica in generale.Per riconoscere entrambi le realtà,occorrerebbe non essere schierati politicamente. Avete iniziato bene l'articolo,con l'onestà di ammettere che non siete in grado di ricoprire un ruolo istituzionale che richiede una ovvia e democratica distanza dalla politica,almeno nel momento in cui si rappresenta quella istituzione.Io credo che avreste dovuto firmare l'articolo come genitori-cittadini e non come Rappresentanti dei Genitori in Consiglio d'Istituto,in quanto non potete avere la presunzione di rappresentarci tutti politicamente.Il rispetto per l'opinione politico-religiosa-etico-morale dovrebbe essere uno dei pilastri per una educazione laica e liberale,come voi dite ma non applicate per primi esponendovi politicamente.
Tiziana Cardea
Sarebbe ora di essere onesti verso i nostri figli, invece di continuare a tapparci gli occhi e far finta di non vedere.
La scuola italiana è allo sfascio, i nostri bambini e i nostri ragazzi non sono competitivi con i coetanei delle altre nazioni europee, e noi continuiamo a voler mantenere questa sistema che ormai è fallimentare visti i risultati che si stanno ottenendo.
Sarebbe ora di finirla di avere questo atteggiamento di finto perbenismo, quando molti dei nostri ragazzi erano costretti ad andare alle manifestazioni di sinistra con le bandiere arcobaleno della pace legate attorno alla vita in modo da poter avere più considerazione nei giudizi derivanti dalle successive interrogazioni svolte da insegnanti accondiscendenti verso alcuni tipi di protesta tipici della sinistra.
Il problema è sempre uno solo: se una determinata cosa la si fa nel verso giusto (quello di sinistra) è legge, se la stessa identica cosa la si fa nel verso contrario (cioè di destra) è un attacco deliberato verso l'autonomia culturale del nostro paese.
E' come la Rai: se Bruno Vespa fa pubblicità a Berlusconi, si grida allo scandalo e al pluralismo dell'informazione; se Santoro tutte le sante settimane ci propina un continuo spot contro Berlusconi, si grida evviva evviva siamo in un paese libero. Così è per la scuola.
Altra mia cosiderazione: sarebbe ora di finirla con queste false ipocrisie sulla scuola pubblica e su quella privata, sempre lamentarsi perchè si toccano alcuni privilegi acquisiti di quella che può essere considerata un'altra casta.
Il lamentarsi sempre delle decisioni che vengono prese è sempre controproduttivo quando in alternativa non si hanno proposte concrete su come cercare di migliorare questa situazione.
La realtà è ben diversa, caro Magli.
Ci sono bambini che escono dalla scuola elementare con gravi lacune dal punto di vista dell'insegnamento acquisito in senso stretto e dal punto di vista discplinare, e hanno grosse difficoltà nell'approcciarsi ad un mondo diverso che è quello della scuola media inferiore.
Ci sono ragazzi che a 14 anni escono dalla scuola media totalmente impreparati, e di questa situazione prprio i nostri ragazzi ne pagano le conseguenze nell'approccio alla scuola media superiore (non a caso il maggior numero di bocciature è nel primo anno di scuola superiore).
Ci sono ragazzi che a 19 anni terminano la scuola superiore e si iscrivono all'università e proprio all'università pagano le conseguenze di ciò che non hanno fatto negli anni precedenti.
Ci sono ragazzi che terminano l'università, si laureano e non sanno fare niente, sia dal punto di vista pratico che dal punto di vista teorico e vengono catapultati nel mondo del lavoro senza alcuna minima preparazione, trattati alla stregua di pezzenti solamente perchè per almeno due anni si dovranno fare le ossa a 500 euro al mese (quando va bene).
Ma noi continuiamo a difendere questo sistema, continuiamo a difendere l'ignoranza che si sta creando tra i nostri ragazzi.
Continuiamo a difendere la classe degli insegnanti, che ogni settimana producono per ben 18 ore, mentre ci sono operai in catena di montaggio che si spaccano la schiena 40 ore alla settimana per 800-1000 euro al mese e ora sono in cassa integrazione. Ma poi salta fuori che gli insegnanti hanno i corsi di aggiornamento, la correzione dei compiti e bla bla bla bla. Ma rimangono comunque dei privilegiati come coloro che lavorano nei posti pubblici. Non a caso proprio questi sono quelli che si lamentano di più.
Questa situazione è molto grave.
Non entro e non voglio entrare nel merito della riforma Gelmini, che può essere condivisa o meno, che ha diversi aspetti critici e alcune peculiarità. Ma qualcosa va fatto e andava fatto. Siamo indietro anni luce rispetto agli altri paesi europei e quindi in qualche modo questa situazione deve essere cambiata.
Gli operai in cassa integrazione stanno facendo grossi sacrifici, è giusto che anche le classi più privilegiate (partendo proprio dai politici, ma passando anche per gli insegnanti e per i lavoratori pubblici) inizino a rimboccarsi le maniche per il bene dell'Italia e inizino a fare i sacrifici che gli operai già da tempo, troppo tempo stanno sopportando.
Invece di lamentarvi, cari rappresentanti dei genitori del Consiglio d'Istituto, iniziate a proporre nuove idee per la crescita culturale della nostra amata scuola e dei nostri amati figli!!!!