Gli articoli dei lettori
Chi ci obbliga a differenziare?
Alla fine è inevitabile chiedersi:”Ma tutto questo ambaradan sul rusco da cosa deriva?
Dalla melagomania del sindaco? Dall’iperattivismo di Geovest?”
Così a forza di leggere su questi forum di informarsi, alla fine ad informarsi uno ci prova…
E qualche informazione la si trova.
1) Tutto questo ambaradan ha una data di inizio: 14 aprile 2006, data di pubbblicazione del Decreto legislativo 152. E’ preceduto da una sfilza impressionante di “visto…la direttiva del Parlamento Europeo “” oppure ” vista la direttiva del Consiglio europeo” che inizia nel 1991 e termina nel 2004 .
2) Il più interessante “visto…” è questo “Vista la direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, che, in vista di questa finalità, «istituisce un quadro per la responsabilità ambientale» basato sul principio «chi inquina paga»”
3) L’art.205 di questo decreto stabilisce che “deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:a) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006;b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008;c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.)
4) In base ai dati presenti sul sito di Geovest, nel comune di Arlegato , nel 2006, si è raccolto in modo differenziato il 47.2% : quindi ad Argelato, in cinque anni (2008-2012) si deve rincrementare del 17.80% la raccolta differenziata. I dati storici della raccolta differenziata, dicono che ad Argelato dal 2003 al 2006 si è passati dal 35.3 % di draccolta ifferenziata al 47.2%; si è avuto cioè un 11.9% in più in quattro anni.
5) Mi sembra ovvio che la costruzione di una tariffa in cui ci sia una parte vairabile in funzione del principio “chi inquina paga” sia inevitabile, anche perchè, sempre l’art. 205 del decreto 152/2006 stabilisca al comma 3 che “Nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti dal presente articolo, e’ applicata un’addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell’Autorità d’ambito, istituito dall’articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce l’onere tra quei comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla base delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni.
Insomma o impariamo a differenziare o tra qualche anno ci arriverà una stangata MICIDIALE. E siccome io differenzio da qualche lustro, non mi va per niente l’idea di dovere pagare per chi non lo fa. Sono dieci anni che esistono cassonetti dell’organico, che rappresenta il 35% dei rifuti domestici: la percentuale di organico del 2006 di Argelato era del 16%, cioè la metà di quella possibile. Perdinci se ‘c’è una differenziazione facile da fare è l’organico! Chissà, dovendo sborsare di tasca propria, qualcuno capirà più in fretta i vantaggi del differenziare…
Mariarosa



Mariarosa: ottima e corretta analisi del quadro normativo attuale… poi, qualche illustre partecipante al forum sarà in grado di girae la frittata facendoci credere che i risultati imposti dalle leggi sarebbero abbondantemente raggiungibili e superabili aumentando i cassonetti stradali o chissà.
Mi sento solo di puntualizzare che le percentuali minime di raccolta differenziata da raggiungee obbligatoriamente, furono introdotti già dalla precedente normativa nazionle in materia, con il D.Lgs. 22/97, poi ripreso dall’attuale D.Lgs 152/06 da te citato… n. 22 del 1997!!!
Purtroppo, anche sborsando sempre di più (i maggiori costi di smaltimento e del servizio di trasporto e svuotamento si riversano sulla Tassa-Tariffa) non siamo stati in grado di aumentare in maniera determinante la raccolta differenziata e i vantaggi del differenziare non interessano al cittadino che si vuole semplicemente sbarazzare del rifiuto prodotto (troppo spesso con l’atteggiamento poco consapevole: io pago le tasse e butto il rusco quando, dove e come mi pare… pago per questo, poi qualcuno ci penserà!).
Abbiamo la possibiltà di provare un sistema che offre risparmio economico (seppur da verificare), miglioramento dell’ambiente, recupero di risorse e minore sfruttamento di materie prime… DOBBIAMO PROVARCI!