Lettere

Chicche argelatesi

Proseguo a modo mio nel raccontare vicende e fatti nostrani (anche perché confortato da qualche raro incoraggiamento).
L’ambulatorio medico di Argelato: si tratta di una struttura che assolve secondo me egregiamente il suo compito: in un ambiente sempre pulito ed ordinato ospita i medici che curano i nostri malanni, un servizio di filtro, centralino telefonico e segreteria davvero efficienti. C’è un ambulatorio infermieristico aperto a tutti, dove una squisita e disponibile infermiera accoglie e soddisfa le richieste più disparate che vanno dalla misurazione della pressione alle medicazioni, dalle flebo alle iniezioni endovene e inframuscolo. Ed inoltre c’è la possibilità di usufruire del servizio di podologia.
Grazie a tutti e un ottimo 9 (nove)

Villa BurziVilla Burzi ed il suo (ex) parco. Per chi non ne fosse a conoscenza ricordo che si tratta (anzi si trattava) di un complesso, praticamente nel centro di Argelato a fianco della chiesa, composto da una villa ottocentesca con un parco alberato di più di cinquemila metri quadri. Il tutto in evidente stato di abbandono. Alla fine del 2005, in pochissimi giorni lavorando anche di notte con la luce artifciale, fu abbattuta la quasi totalità degli alberi. Abitando al terzo piano proprio davanti al parco ho seguito di persona l’intera “operazione” e ora a distanza di 3 anni abbondanti domando: perché dopo quella evidentissima urgenza tutto ora è fermo? La casa padronale sempre più abbandonata, i pochissimi alberi residuati fanno desolatamente tristezza (vedi foto) ed i pochi nuovi impiantati fanno sconcerto a raffronto della folta, (anche se incolta e
trascurata) vegetazione precedente. Sarebbe opportuno e forse anche doveroso mettere a conoscenza degli argelatesi cosa sia successo, se c’è speranza di rivedere in quel sito qualcosa di decoroso e gradevole. Erano tanti gli argelatesi attaccati a quel parco e a quella villa anche per motivi sentimentali! Giudizio certamente negativo per l’attuale situazione. Speriamo che Villa Burzi non si trasformi in una seconda Villa Beatrice che da oltre venti anni dalla sua costosa acquisizione da parte del nostro comune è ancora lì “nè carne nè pesce” nonostante i costosissimi interventi per le sue parziali ristrutturazioni. Voto: cinque (ovvero un mezzo regalo)

Nuovi arredi comunali: ho notato con piacere nuovi mobili, tavoli ecc. quali arredi e corredi negli ambienti comunali e negli spazi per il pubblico; benissimo! Ma perché la medesima cura ed attenzione non viene posta anche per gli arredi (sempre comunali) esterni al palazzo comunale? Ad esempio: cosa hanno fatto di male le sgangherate ed indecorose bacheche per non meritarsi nemmeno un po’ di cura? Certo meglio sarebbe una sollecita sostituzione! Anche perché sono poste in bella (anzi in brutta) evidenza proprio davanti al comune. Le nostre bacheche sono pur sempre creature di proprietà comunale! In questo caso è necessario il “voto disgiunto”: sei per gli arredi interni e quattro per quelli esterni (anche perché non sono solo le bacheche fra le varie proprietà comunali a sentirsi trascurate!)

Rusco argelatese: vicenda nata e gestita male un po’ da tutti. Speriamo che non si deteriori. Le premesse e le prime conseguenze sono oggi sconfortanti e sono sotto gli occhi di tutti. Non potendo dare un voto all’innocente rusco darò invece un meritatissimo 0 (zero) a quegli argelatesi (e sono ancora troppi) che, a parte la raccolta porta a porta, non intendono fare (e non fanno) nemmeno quella differenziata.

Proprietari di cani: un caso constatato di persona: area verde attrezzata (per modo di dire) tra il cimitero e via Gnudi; qualche albero piantato da un paio d’anni e tre o quattro panchine. Area grande e ben curata.
C’è già una discreta presenza di bimbi e quindi di genitori e nonni (a quando qualche gioco appunto per bimbi?). Ma perché i proprietari dei cani portano i loro animali a fare i propri bisogni nelle immediate vicinanze delle panchine con il rischio che i bambini (ed i grandi) calpestino gli sgraditi escrementi? Con l’aggravante che raramente si notano gli accompagnatori dotati di paletta e quant’altro (come previsto d’altronde dagli attuali regolamenti) per la raccolta di questo materiale prodotto dai loro amici cani. Perché non mettere in tutti i nostri giardini pubblici i cartelli che ricordino ai più “distratti” certe regole e certi divieti?
Giudizio decisamente negativo e voto 2.
Non si adombrino tutti i proprietari di cani! Chiaramente il rimprovero è rivolto a chi è privo di questo minimo buon senso.

Mario Aurigi

 
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