Crack finanziari, gli indennizzi per le vittime
Molti utenti della Federconsumatori si sono rivolti all'Associazione a seguito degli scandali finanziari degli ultimi anni, chiedendo che sorte abbia avuto il fondo per le vittime dei crack finanziari annunciato dal Governo nel 2005. L'operazione prevista in Finanziaria 2006 avrebbe dovuto comportare la possibilità per i risparmiatori vittime dei crack finanziari di ottenere in tempi brevi, e senza intentare una causa, un indennizzo commisurato alla perdita subita negli investimenti da parte di un Fondo ministeriale alimentato dalle somme giacenti sui così detti conti dormienti.
La Legge Finanziaria non specificava tuttavia né quali fossero nella pratica tali conti né come il Fondo avrebbe dovuto indennizzare i risparmiatori una volta che fosse stato costituito. Al primo problema ha posto rimedio il D.P.R. n. 116/07, specificando che i conti definibili come dormienti sono tutti quei rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari), in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi, da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità. Le banche e gli altri Intermediari hanno quindi provveduto ad identificare i suddetti rapporti, il cui elenco è oggi consultabile sul sito internet del Ministero dell'Economia, con l'impegno di trasferire le somme ivi contenute dal fondo entro lo scorso 15 dicembre 2008. Il secondo problema è invece ancora oggi in attesa di una soluzione. Il regolamento predisposto dal Ministero dell'Economia per disciplinare come il fondo dovesse concretamente operare una volta costituito, è stato, infatti, integralmente bocciato dal Consiglio di Stato. Tra i vari rilievi mossi dai giudici al governo figura anche quello secondo il quale il regolamento mancava di disciplinare i criteri per ripartire le somme provenienti dai conti dormienti tra le vittime dei crack finanziari che ne avessero fatto richiesta.
Le uniche certezze, al momento, sono, pertanto, che il Fondo manca ancora di un passaggio fondamentale per diventare operativo e che nel corso degli anni, alle vittime dei crack e dei Tango bond, si sono aggiunti quelli aventi titolo a partecipare alla distribuzione delle somme che lo compongono: i precari della Pubblica Amministrazione, i possessori della social card, azionisti e obbligazionisti dell'Alitalia, con l'effetto che le somme costituenti il Fondo dovranno essere divise tra una platea molto più vasta di quella iniziale. Si consideri al riguardo che, al 15 novembre 2008, erano stati segnalati 1.071.590 conti dormienti presso i quali risultava depositato un totale di 798.404.099,50 euro, anche considerando alcune recenti misure adottate dal governo per allargare le fonti di finanziamento del fondo, le stime circolanti in queste settimane ipotizzano che il patrimonio del fondo non supererà i 2 - 3 miliardi di euro. Rimaniamo dunque in attesa di sapere quando gli aventi diritto potranno finalmente ottenere l'indennizzo che era stato loro promesso e come dovrà essere calcolato tale ammontare.
redazione




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