La pianura verso NORD
L'itinerario (verso la pianura nord) prende le mosse da Porta Galliera. Da qui si possono prendere due strade: quella che conduce a Castelmaggiore e quella che conduce a Bentivoglio, entrambe prossime all'autostrada e alla ferrovia per Ferrara.
Castelmaggiore
La prima variante te di itinerario prevede una sosta a Castelmaggiore, dove sorgono l'elegante Villa Salina del XVI secolo e Villa Zarri, che ha purtroppo perso le caratteristiche architettoniche originali del ‘500, ma presenta tuttavia un elegante stile settecentesco dovuto a interventi sucessivi.
San Giorgio di Piano
Dopo Castelmaggiore vi aspetta San Giorgio di Piano, una località che ha perfettamente conservato il centro storico, caratterizzato dal suo Torresotto, databile al 1321, che sorge proprio in prossimità del Palazzo Comunale, edificato alla fine del '700, e dalla Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio, originariamente di impianto romanico, poi modificata nel 1829 Altro punto di attrazione di S. Giorgio di Piano è l'antica Porta Ferrara, con le caratteristiche feritoie per il ponte levatoio. Nel luogo è la casa natale di Giulietta Masina.
Argelato
Da San Giorgio ad Argelato, ci sono pochissimi chilometri, tutti da percorrere di villa in villa: Villa Zambonelli a
Funo, dove sorge anche Palazzo Orsi dall'imponente facciata porticata del '500, Palazzo della Morte tra Funo e Casadio. Villa Beatrice si trova invece nel capoluogo, Palazzo Sampieri a Volta Reno. Queste residenze ci parlano del passato agreste di Argelato, oggi divenuto ricco di insediamenti industriali e importanti infrastrutture come il Centergross e l'Interporto.
Ma l'importanza storica di questa località è ben rappresentata dalla Chiesa Parrocchiale di S. Michele Arcangelo, costruita attorno all'anno mille e poi appartenuta alla contessa di Canossa, che la donò al Capitolo di Bologna.
Castel d'Argile
Da Argelato si raggiunge Castel dArgile, una località che già nel nome ricorda l'origine di una comunità nata e vissuta in simbiosi con il fiume Reno, i suoi argini, le sue piene. Qui si deve visitare quanto resta dell'antico centro storico, il castello che ha nobilitato il nome con cui veniva e viene denominata normalmente la località, semplicemente detta Argile.
Ma qui sarà bene vedere anche la ottocentesca Chiesa di S. Pietro. Percorrendo la strada che da Argile conduce alla frazione di Venazzano è da osservare la bella torre colombaia Marsigli. A Venazzano, o Mascarino, come la frazione si è detta a partire dal '500, forse dalla famiglia Mascarini, sorge un'opera architettonica imponente e sorprendente. Si tratta della Chiesa di S. Maria in Venazzano, una costruzione neogotica la cui cupola svetta nella pianura a 44 metri di altezza. Edificata tra fine '800 e inizio ‘900, la Chiesa di Venazzano si impone per la sua maestosità ed armonia e regge bene il confronto con l'alto campanile, eretto nel 1873. Infine è da segnalare l'Osteria della Stella, un edificio destinato alla dei viandanti fia dal ‘600 e tutt’ora adibito ad Osteria con cucina, in località Ronchi.
San Pietro in Casale
La vostra tappa successiva sarà quella di San Pietro in Casale, caratterizzata dalla bella piazza su cui si affacciano eleganti edifici storici. La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di origine romanica ha oggi un aspetto ottocentesco, ma presenta all'interno dipinti di scuola ferrarese del ‘500/’600. Cinquecentesca è anche Villa Padoa, l'edificio che ora ospita il Municipio, mentre più tarde sono Villa Rusconi, Villa Garani e Villa Luisa.
Ma la storia di S. Pietro in Casale ha un forte accento contemporaneo. Come molte altre località della pianura bolognese essa fu percorsa dalla fine del '800 ai primi del '900 da grandi tensioni sociali e vide l'emergere delle prime aggregazioni sindacali, politiche e cooperative. A San Pietro in Casale questa tradizione si riversò più tardi nella lotta di liberazione. Tra le mete da visitare c'è per questo anche un tipico “casone”, nei pressi di Rubizzano, dove ebbe sede il comando della Brigata partigiana “Paolo” che nel 1944 combatté una storica battaglia nella località "Tombe" nei pressi di Malalbergo.

GallieraL'itinerario si conclude a Galliera, oggi nodo d'acque tra il fiume Reno, il Cavo Napoleonico e il Canale Emiliano Romagnolo, che già l'antico geografo Strabone collocava tra valli e paludi e dove è possibile visitare una bella torre del secolo XII.
Nella vicina S. Agostino, già in territorio ferrarese, ci si può inoltrare in un grande monumento naturalistico: il bosco golenale della Panfilia.
BentivoglioUscendo da Porta Galliera si può scegliere la strada che costeggiando il Canale Navile conduce a Bentivoglio. Si tratta di una località notevole, "figlia" di due grandi opere: il Canale Navile che ne attraversa tutto il territorio, e il Castello, qui costruito dalla nobile famiglia bolognese dei Bentivoglio alla fine del '400. Il Canale Navile ha origini ancora più antiche e fin dal XII secolo portava l'acqua del Reno dalla chiusa di Casalecchio a Malalbergo per riconnettersi poi con le valli del Reno, fungendo lungo tutto il traciato da via di comuni¬cazione per il trasporto merci. Ancora nel 1930 il riso delle risaie di Bentivoglio arrivava a Bologna sui barconi che percorrevano il Navile. Il Castello nacque invece, come residenza di caccia e villeggiatura: domus jucunditatis si leggeva in una decorazione pittorica della corte. Non si tratta di una severa opera militare ma di un edificio elegante e dedicato appunto allo svago. Meriterebbe una visita anche solamente per la splendida “sala del pane”, dove un ciclo di dieci affreschi narra con straordinaria eleganza la storia della panificazione o per la "cappella del castello" anch'essa riccamente affrescata.
Museo della civiltà contadinaNella vicina località di San Marino di Bentivoglio è da visitare il “Museo della civiltà contadina”, assolutamente unico per la ricchezza della documentazione raccolta e per la sistematicità della sua esposizione. Qui si posono ricostruire le vicende del territorio circostante, le tipologie di case, gli strumenti di lavoro, i cicli produttivi che lo caratterizzarono: quello che presiedeva alla preparazione del terreno, con le diverse tecniche di aratura, la coltivazione, la mietitura, la trebbiatura del grano; l'introduzione della coltura del mais e di quella del riso, il ciclo della canapa fino alla tessitura. Posto nella Villa Smeraldi, il Museo è circondato da un ampio parco, con spiccate valenze non solo ambientali ma anche ricreative.

MalalbergoL'itinerario si conclude a Malalbergo, antico Porto sul Navile, vitale arteria commerciale di traffici bolognesi verso Ferrara e Venezia. Oggi Malalbergo non conserva molto degli antichi edifici, purtroppo distrutti nel corso dell'ultima guerra mondiale. Eccezione fa Palazzo Marescalchi, sede della biblioteca, mentre il Casermone, un tempo deputato al dazio e poi alla Gendarmeria è da vedere anche se è stato modificato nella sua struttura originaria. Da visitare sono anche le zone umide delle tenute “La Comune" e "La Valle", dove nidificano aironi e cavalieri d'Italia.
redazione








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