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Dall’Europa: Argelato, un esempio da imitare

Il comune premiato a Bruxelles per aver rinunciato all'uso delle uova da galline allevate in gabbie di batteria

di Dora Carapellese
Luigi Pasquali sindaco di Argelato e Annamaria Pisapia della LAVTra le importanti aziende e istituzioni europee e nazionali che hanno scelto di smettere di rifornirsi di uova provenienti da galline allevate nelle strette e crudeli gabbie di batteria, c’è anche il comune di Argelato.
E’ per questa ragione che lo scorso aprile ha ricevuto a Bruxelles il premio “Good Eggs”. Tra gli altri premiati: il Parlamento Europeo, il comune di Verucchio (Rimini), alcuni ristoranti NaturaSì, varie multinazionali McDonald’s Europa, Unilever e Google, oltre a numerose aziende europee di spicco.
Grazie a questa nuova scelta, più di 5 milioni di galline saranno liberate dalle gabbie di batteria, portando così il numero complessivo di galline non più allevate in gabbia - a partire dall’istituzione dei premi “Good Eggs” - a più di 10 milioni all’anno (lo scorso anno per il nostro Paese fu premiata Coop Italia). I premi “Good Eggs” sono assegnati dall’associazione internazionale per il benessere animale Compassion in World Farming e, per l’Italia, dalla LAV - Lega Anti Vivisezione, da anni impegnate in una storica campagna per l’abolizione dell’allevamento in gabbia delle galline ovaiole.
La crescente preferenza di uova prodotte in maniera più etica deve indurre più di tre quarti dell’industria avicola Europea che si serve ancora di gabbie di batteria, a riconvertirsi verso sistemi d’allevamento con galline libere, secondo quanto stabilito dalla Direttiva UE approvata nel 1999.
Scopo: sensibilizzare l’opinione pubblica relativamente al rispetto della direttiva europea che prevede l’abolizione di questo tipo di allevamento dal 2012, mentre alcuni stati membri chiedono che questa data venga ulteriormente prorogata.
Il comune di Argelato ha 9.463 abitanti, 2 nidi e 2 scuole per l’infaniza, 2 scuole primarie e 1 scuola secondaria di 1° grado; produce circa 700 pasti al giorno e dal 2003 ha prodotto oltre 500.000 pasti biologici.
Dopo l’uscita della legge regionale 29/2002 che prescriveva l’obbligo per la ristorazione scolastica dell’uso di prodotti biologici per una certa percentuale differenziata a seconda del livello di scuola, il comune di Argelato ha scelto di proporre un pasto interamente biologico per tutti gli utenti dai piccoli del nido fino agli anziani assistiti.
Galline allevate all\'aperto al podere Santa CrocePertanto dal settembre 2003 vengono usati i prodotti biologici per tutte le tipologie di alimenti compreso la carne, uova e latticini.
Con tale scelta  il comune di Argelato, da sempre sensibile e operativo sui problemi ambientali, agisce a favore della salute dei propri cittadini ed in particolare dei più vulnerabili cioè i bambini; nel contempo favorisce e sostiene il benessere degli animali.
La cerimonia italiana si è svolta al podere Santa Croce di Argelato.
L’agriturismo è a conduzione diretta ad indirizzo cerealicolo-vitivinicolo-zootecnico. Annamaria Pisapia coordinatore regionale LAV Emilia Romagna ha consegnato il premio al sindaco di Argelato, Luigi Pasquali.
L’agriturismo è in linea con il premio, infatti, dal 2003 l’azienda ha ottenuto la certificazione biologica con metodo biodinamico.
Oltre alle galline, alleva conigli, maiali, cigni, anatre, bovini, tacchini, pecore tutti allevati al pascolo con metodo biologico-biodinamico. “Non siamo fanatici del biologico - ha dichiarato il sindaco - ma l’uso dei prodotti biologici rappresenta per noi una buona base di partenza per una mensa di qualità perché propone alimenti puliti cioè senza additivi chimici e pesticidi e utilizzando unicamente ovoprodotti e carni biologiche contribuisce ad assicurare migliori condizioni di vita e di salute agli animali.
Il ruolo pubblico è fondamentale nella diffusione della cultura biologica ed essere qui al podere Santa Croce signifca proprio questo: promuovere una realtà che abbraccia la cultura del cibo sano.
Il premio europeo è per noi una ulteriore conferma della strada intrapresa ed un incentivo a continuare in questa direzione.
Ci sentiamo molto onorati, ha continuato - il sindaco - di ricevere un premio europeo che riconosce valide le scelte da noi compiute fno ad oggi e ci sentiamo
incentivati a proseguire nel cammino intrapreso di tutelare nello stesso tempo la salute dei nostri cittadini, l’ambiente e il benessere degli animali”.
“E’ importante publicizzare questo premio, ha detto Annamaria Pisapia, e mostrare agli altri l’esempio di Argelato che può aprire gli occhi a tutte quelle realtà che
continuano ad usare uova provenienti da galline in gabbia, che vivono tra I loro escrementi e che a guardarle non sembrano più neanche delle galline.
L’impegno del consumatore è importante per far scegliere alle aziende di cambiare il loro modo di operare, siamo noi che dobbiamo rinunciare a mangiare uova provenienti da galline in batteria, solo così le aziende si sentiranno costrette a cambiare le loro modalità di produzione”. Galline in batteria
Sulla scia della sensibilizzazione, alla presenza del sindaco e dei suoi collaboratori, il premio è stato presentato, al teatro di Argelato, ai bambini della quarta e quinta elementare della scuola di Argelato.
I piccoli consumatori si sono mostrati molto interessati a capire come le galline vengono trattate nelle gabbie, tanto che alla fine della proiezione del video documentario, si è sviluppata una curiosità che ha dato inizio ad un dibattito.
Lo scopo della presentazione è stato l’inizio di una campagna di sensibilizzazione che l’amministrazione d’accordo con il personale docente pensa debba partire dai più piccoli, non è escluso che venga esteso alle altre scuole.

 

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