Ad argelato unazienda agricola modello già negli anni 30 del secolo scorso
Nel 1933 Leandro Arpinati acquistò da un fallimento l’azienda agricola sita a Malacappa. L’azienda, condotta a mezzadria, coltivava tabacco e i prodotti locali, cioè: canapa, grano e foraggio.
L’Arpinati iniziò subito a modernizzare l’azienda con colture specializzate e allevamenti di animali. Che fosse appassionato all’agricoltura lo dimostra il fatto che alle 5 del mattino era già nei campi a progettare e dirigere i lavori, e i molti libri che studiava sull’argomento.
Dotò subito il terreno di un impianto di irrigazione. L’acqua sollevata dal Reno, distribuita con condotte sotterranee, dava la possibilità di coltivare ortaggi e frutta. Tutte le mattine, un motofurgone portava i prodotti al mercato di Bologna ove l’azienda disponeva di posteggio. Coltivava pure rose pregiate che erano poi vendute dal celebre negozio Romanò di Via Ugo Bassi a Bologna.
Allevamenti. Per i numerosi maiali, oltre ai porcili moderni, c’era un percorso in discesa che li faceva entrare in una piscina che attraversavano a nuoto e risalivano dalla parte opposta,
e così erano lavati. Le galline, tutte numerate, entravano nel nido per deporre l’uovo. Il nido si chiudeva, così l’uovo veniva pesato e assegnato a quella gallina. L’azienda disponeva già di incubatrici riscaldate con bruciatori a nafta. Conigli d’angora. Erano circa un migliaio, allevati in gabbiette, coperti di tettoia aperta ai lati, così all’aria erano più sani. Tutte le mattine venivano pettinati e il pelo ricavato veniva flato da 20 donne addette, poi, sistemato in matasse, era venduto per la confezione di maglieria molto ricercata. Bovini. A quei tempi, le mucche erano usate quale forza per il traino dei carri, per l’aratura e altri lavori in azienda, per cui era stata scelta la robusta razza Romagnola. Per la riproduzione, l’azienda disponeva di tori in proprietà opportunamente selezionati.
Nell’azienda lavoravano circa 40 persone stabilmente e un centinaio nei periodi di raccolta prodotti. Con la morte del titolare e i cambiamenti subentrati nell’agricoltura, l’azienda è passata a mezzadria.
Romano Guizzardi
24 marzo 2011
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