Biologico: ad Argelato il 100% di bio nelle mense
Tiberio Rabboni: “distributori automatici di frutta per diffondere un nuovo stile di vita” di Dora Carapellese Lo scorso 7 marzo si è tenuto ad Argelato il covegno dal titolo Argelato Bio?Logico! Ristorazione scolastica: una scelta a favore della salute e dell’ambiente. L’interesse all’argomento ha riempito il teatro di Argelato che per l’occasione si è trasformato in un palcoscenico di interventi che hanno abbracciato la filiera del settore focalizzando l’attenzione sul territorio di Argelato in rapporto ad altre realtà e opportunità regionali. “È stata la prima occasione, - ha detto Anna Campanini – responsabile settore servizi alla persona del comune di Argelato, - per fare il punto sull’applicazione nei comuni del nostro Distretto Socio-sanitario Pianura est della Legge Regionale n. 29 del 2002, che ha prescritto l’introduzione nella ristorazione collettiva di prodotti provenienti da coltivazioni biologiche per una percentuale non inferiore al 70% “. Tra i presenti Tiberio Rabboni Assessore all’Agricoltura Regione Emilia Romagna e Gabriella Montera, Assessore provinciale all’Agricoltura. “Bisogna puntare all’educazione alimentare, - ha detto Rabboni – l’educazione nelle scuole, nella famiglia e anche da parte delle istituzioni. Nell’esperienza Emiliano Romagnola ci sono alcuni casi impegnati in questa direzione, seppure ancora ad uno stadio iniziale, si tratta di distributori automatici nei luoghi di lavoro di frutta fresca, o confezioni formato snack di parmigiano reggiano. - Continua Rabboni – dobbiamo dare forza a queste esperienze per diffondere un nuovo stile di vita”. Nei 15 comuni del distretto della pianura est sono stati prodotti e somministrati nell’anno 2007 1.770.479 di pasti consumati in gran parte dai bambini da 1 a 13 anni. Questo dato dà la dimensione e la misura dell’impatto che ha la produzione dei pasti sulla salute della popolazione infantile. Tutti i comuni del distretto fanno uso di prodotti biologici e la maggior parte di essi per una percentuale che va dal 70 al 100 dei prodotti reperibili sul mercato. Il comune di Argelato ha gestito direttamente la propria mensa fino alla fine del 1999 utilizzando prodotti solo convenzionali. Dall’inizio del 2000 è partita la gestione in appalto con l’introduzione di alcuni prodotti biologici. Questa fase è stata molto importante per cominciare a misurarne l’impatto sugli utenti e sulle famiglie. Nel frattempo usciva la legge regionale 29 e il comune di Argelato, da sempre sensibile e operativo sui problemi ambientali, ha optato per una ristorazione biologica per tutti gli utenti dai piccoli del nido fino agli anziani assistiti. Dal settembre 2003 il comune di Argelato gestisce il servizio tramite appalto alla società Concerta S.p.A, e vengono offerti ai propri utenti pasti interamente biologici. “Il servizio di refezione scolastica è uno dei servizi alla persona più difficili, e complessi da gestire - afferma Campanini - per le diverse implicazioni coinvolte: il benessere individuale, la grande platea di utenti, le tradizioni diverse delle famiglie, i diversi approcci culturali al cibo, l’evoluzione del gusto e solo per dirne alcune”. Il comune di Argelato quando nel 2003 ha predisposto la base d’appalto per la mensa interamente biologica, ha previsto un aumento del 50% di tutti i prezzi delle materie prime, che ha significato un incremento del costo effettivo di ogni pasto del 16% (da 4,93 a 5,72 euro). La tariffa agli utenti ha subito un incremento analogo passando da 4,25 a 4,90. Questa tariffa è poi rimasta inalterata per i successivi 3 anni scolastici. E’ vero che i prodotti biologici costano, in generale, di più di quelli convenzionali, però in molti casi si avvicinano molto e c’è una forte variabilità rispetto al la tipologia, alla stagio -nalità e a tanti altri fattori. Risulta allora di fondamentale importanza lavorare molto sul menù cercando di conciliare dietetica, gradimento e contenimento dei costi. “L’agenzia regionale degli acquisti – ha detto Rabbo-ni può far abbassare i prezzi acquistando grandi par- tite per tutta la regione. Questo significa aumentare la domanda a fronte di prezzi più competitivi. Si tratta di un bando a cui ogni comune può partecipare”. Sempre sul fronte riutilizzo delle risorse a favore della solidarietà e dell’ambiente. Il comune di Argelato è l’unico comune dei 15 del distretto che applica la legge del “Buon Samaritano”. Il provvedimento grazie al quale è possibile distribuire agli indigenti le enormi quantità di cibo inutilizzato, che mense scolastiche e aziendali, ristoranti e supermercati erano, fino a poco tempo fa, costretti a distruggere. Due le comunità del territorio che beneficiano di questa iniziativa. In poco più di due anni il comune ha consegnato loro prodotti per un valore di oltre 10.000 euro. Il convegno ha avuto il suo epilogo con un pranzo tutto biologico, naturalmente.
Approvvigionamento del prodotto Sul fronte approvvigionamento del biologico, molti sono ancora i miglioramenti possibili anche ad Argelato a cominciare proprio dal versante prodotti puntando al consolidamento del biologico ma privilegiando le risorse e i prodotti locali. “La situazione ottimale sarebbe – ha detto Daniele Ara della PROBER (Associazione produttori biologici Emilia Romagna) - la filiera corta intesa come possibilità di fruizione di un prodotto che, tendenzialmente, è portatore di cultura locale, maggiore freschezza, minor impatto ambientale e, teoricamente, un costo inferiore”. E’ ormai dimostrato che un prodotto alimentare fresco che viaggia di meno conserva con minor difficoltà le proprie caratteristiche nutrizionali e, se consumato nel giro di poche ore, necessita di input minimi per la sua conservazione. Va da se che fare meno km riduce automaticamente l’impatto ambientale dei trasporti. “Possiamo affermare che la situazione ottimale, - continua Ara - per tanti motivi, sia quello di riuscire a garantire alla ristorazione scolastica un prodotto di qualità da agricoltura biologica, che sia il più possibile del territorio e la dimensione di questo territorio, per forza di cose, non può che essere quella del sistema regionale. Una regione, la nostra, che sul biologico riesce a mettere in campo tutte le filiere produttive necessarie per garantire le forniture”.
16 aprile 2008
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