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Disturbi del comportamento alimentare

Un attento resoconto dei ragazzi sull’incontro con gli esperti

comportamento alimentare Il giorno 6 maggio 2009 alle ore 21.00, presso il Teatro Comunale di Argelato, si è tenuto un incontro indetto dalla Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Argelato, con il patrocinio del Comune di Argelato. Tale incontro, rivolto ai genitori e alla cittadinanza, è stato tenu­to dal Professore Emilio Franzoni, direttore della Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale S. Orsola di Bologna, e dalla psicologa Raffaella Valentini, sui di­sturbi alimentari: “Anoressia e Bulimia“.

I disturbi del comportamento alimentare sono pato­logie e sono colpite in maggior numero le bambine, fin da piccole, dai 3 ai 18 anni, ma anche dai 18 ai 24 anni. Ultimamente i casi di patologia rispetto agli anni 1980 sono in aumento. Presso l’Ospedale Gozzadini dell’Ospedale S. Orsola di Bologna opera l’Associazione FA.NE.P., Associazione Famiglie Neu­rologia Pediatrica. È un’associazione volontaria ed è stata fondata nel 1983 dai genitori di bambini af­fetti da malattie neuropsichiatriche e dal personale medico e paramedico della Neurologia della clini­ca Pediatrica Gozzadini dell’Università di Bologna. Secondo il Prof. Franzoni il rifiuto del cibo induce nell’organismo umano 3 azioni: psicologico, biolo­gico e sociale.

II cibo è una relazione che implica un gesto di Amo­re. Durante l’adolescenza c’è sofferenza da parte del ragazzo o della ragazza nel distacco dai genitori, nel­la ricerca di autonomia e di identità. Perciò il Prof. Franzoni sottolinea che durante l’adolescenza nascia­mo di nuovo ed è un periodo molto delicato della nostra vita. È facile, infatti, avere problemi e provare

disagio in famiglia e con i compagni, disagio che si può tramutare anche in disturbi del comportamento alimentare. Inizialmente il rifiuto del cibo non è pa­lese e si può ancora nascondere il problema. Questo periodo viene chiamato di: “luna di miele“, tanto il benessere fisico sia inizialmente reale. Poi però di­venta evidente ai genitori che la figlia o il figlio rifiu­tano ostinatamente e costantemente il cibo. I genito­ri si recano allora dal medico di base che prescrive gli esami di laboratorio che spesso risultano perfetti, ma bisogna anche effettuare l’elettrocardiogramma che in molti casi evidenzia un rallentamento cardiaco ed è una spia della patologia. Successivamente dovrà essere svolta una tac e una risonanza magnetica per rilevare un’atrofia celebrale. Bisogna allora guardare “ dentro “ perchè il disagio è ciò che porti dentro. La causa può derivare da un lutto, da un tradimento, da un abuso sessuale, dalla separazione dei genitori o la separazione dai genitori.

La bulimia è una sofferenza profonda e consiste nell’abbuffarsi di cibo e poi “liberarsi di tutto”. Que­sta patologia porta alla morte per arresto cardiaco durante l’emissione del cibo o al suicidio. Tale pa­tologia è invisibile, perchè è difficile accorgersene e viene da lontano, cioè dalla storia personale e familiare. Secondo la Psicologa Dott.ssa Valentini l’aiuto della famiglia è fondamentale assieme all’aiuto di alcuni specialisti, quali il neuropsichiatra, gli psico­logi, il dietista, insieme ad un gruppo di aiuto che, avendo personalmente vissuto il dramma, fa “ ri­specchiare “ i problemi che diventano evidenti e, allo stesso tempo, comuni. Secondo il Prof. Franzoni c’è una predisposizione genetica all’essere più fragi­li.

Ognuno di noi è diverso dagli altri, infatti, ognuno di noi è unico ed irripetibile. Ognuno di noi ha perciò una reazione diversa di fronte agli eventi e al dolore. La Psicologa sottolinea come le famiglie siano, per loro esperti dei disturbi alimentari, preziosi alleati e una grande risorsa per l’attività di aiuto. Tale attività ha inizio con l’anamnesi dalla storia del ragazzo e la storia familiare, ancora prima del concepimento. I ragazzi, oggi più che mai, hanno paura di affron­tare le nuove prove che iniziano con il crescere, con i cambiamenti fisici e psichici, con l’adolescenza. Ma soprattutto la paura che incombe è la “ paura di amare “, di “ essere amati “ e di conseguenza rifiu­tati. La paura è perciò la “ paura dell’abbandono ”.

AlimentiGli psicologi lavorano sulla persona affetta da distur­bi alimentari, sui genitori e fratelli facendo riflettere sulla genitorialità, sul rispecchiamento nell’altro per capire meglio il problema. Vanno perciò ricordate le cause per trovare solo nel tempo e faticosamente, le soluzioni. La famiglia, anche quella disastrata e “ scassata ”, è sempre una grande risorsa. Quest’ulti­ma frase ci è piaciuta molto, perchè una cosa per noi senz’altro sicura è proprio questa: “la nostra famiglia ci ama e vuole solo il nostro bene “. Dopo alcuni interventi di genitori per chiedere de­lucidazioni al Prof. Franzoni, è stato letto da quattro alunne della classe I B Elena, Francesca, Marilena e Martina un articolo del giornale: “ Il domani di Bologna “ del 7 ottobre 2007, dal titolo: “ Quella ragazza in guerra con se stessa “.

L’articolo della giornali­sta Alessandra Testa racconta una testimonianza di Serena su ciò che ha vissuto e sofferto. Serena, ora trentottenne, nel suo percorso di vita ha incontrato l’Anoressia e la Bulimia, un mix da quando aveva 14 anni. Serena dice che, quando aveva capito che sa­rebbe morta, si è rivolta allo psicologo per chiedere aiuto, per non morire. Grazie alla terapia è arrivata a pesare da 25 KG a 30 KG per poter stare in piedi, per uscire, per andare a cena con la sorella. La sua paura è oggi quella di guarire e non avere più atten­zioni per lei, costringere gli altri cioè a comprender­la sempre. L’esperienza è risultata coinvolgente ed istruttiva per noi, per i nostri familiari e docenti. In classe abbiamo discusso su questa problematica che ci ha fatto molto riflettere.

 

 

a cura degli  alunni della classe 1  B
della Scuola secondaria di primo grado

Foglio aperto è il periodico del Comune di Argelato. Gli articoli del giornale sono digitalizzati manualmente.

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Ultimi Commenti a Foglio Aperto

max il 29/10/2011 alle 21:36
Bel pezzo di storia. Grazie di avercelo raccontato Romano!
max il 05/10/2011 alle 14:11
Mi fanno notare che: la frase 'nulla si crea,nulla si distrugge , tutto si trasforma' è uno degli...
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