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I compiti, la tua croce

compitiLamentele, scenate, rinvii, distrazioni e inter­ruzioni continue sono i problemi più frequenti che molti genitori devono affrontare nel mo­mento in cui i loro fgli devono svolgere i compi­ti scolastici. Vediamo qui alcuni consigli generali, che in certi casi però dovranno essere integrati da un’approfondita conoscenza del bambino e del suo mondo familiare.

Assai di frequente le “storie” che il bambino fa rispetto ai compiti sono soltanto una valvola di sfogo di problematiche che investono tutta la rela­zione con i genitori o almeno con il genitore che lo segue nel momento dello studio. Nei casi più tipici i fgli sentono che l’eseguire i compiti è qualcosa che coinvolge molto la mamma, la preoccupa, e le fa convogliare molte attenzioni su di loro. Mol­to spesso, quindi, i compiti vengono visti il mezzo per procurarsi una sensazione di controllo rispetto alla madre stessa.

Quando è così, la cosa migliore è allentare un po’ la tensione sulla scuola ma soprattutto dare più attenzione a quegli aspetti della vita dei fgli che sono al di fuori della scuo­la. Quando si dice “sta solo cercando di attirare l’attenzione” sembrerebbe sottinteso che stiamo parlando di nulla, e che dare loro attenzioni sia negativo o li vizi.

Al contrario, i bambini hanno bisogno di attenzioni come dell’aria per respirare! Il punto è su cosa e in quale modo diamo loro attenzioni. Un genitore preoccupato esclusivamente della scuola fa sentire al fglio che quello è l’unico ambito nel quale può intrattenere una relazione stretta con lui; spostan­do le attenzioni anche su altri aspetti la relazione si fa più ricca e varia.

Occorre quindi spezzare il circolo vizioso dovuto ai frequenti pensieri tristi o preoccupati che contornano i compiti scolastici e in generale il cattivo comportamento dei fgli a scuo­la; occorre reintrodurre “pensieri felici” nel tem­po passato con i fgli, poter semplicemente gioire della reciproca compagnia sfuggendo al lugubre sguardo della “scimmia” dei compiti. Per questo è consigliabile concordare con i fgli una fascia oraria nella quale si possono solo fare i compiti oppure nientaltro, ben sepa­rata dal resto del tempo, dove non si parla di scuola né di compiti, ma ci si dedica ad altro, possibilmente qualcosa di piacevole.

C’è un ultimo aspetto da rilevare per quei bambini che durante lo svolgimen­to dei compiti si mostrano infastiditi, stanchi, distratti, a disagio: non vanno puniti né rimproverati per questo, ma soprattutto consolati e rassicurati che “ce la possono fare” a terminare il la­voro.

Questa è una di quelle occasioni in cui dev’essere il genitore a darsi dei limiti e delle regole: non gridare, mi­nacciare o rimproverare; cercate invece di svelenire il clima durante i compiti, dando soprattutto supporto affettivo al bambino in diffcoltà nell’adempie-re a un suo piccolo (ma per lui grande) dovere. Quando l’affaticamento appare superiore alle reali proporzioni dello sforzo, è opportuno anche far valutare dallo psicologo se non vi siano lievi disturbi dell’apprendimento, della lettura o dell’attenzione che sovraccaricano il bambino.

 

Foglio aperto è il periodico del Comune di Argelato. Gli articoli del giornale sono digitalizzati manualmente.

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Ultimi Commenti a Foglio Aperto

max il 29/10/2011 alle 21:36
Bel pezzo di storia. Grazie di avercelo raccontato Romano!
max il 05/10/2011 alle 14:11
Mi fanno notare che: la frase 'nulla si crea,nulla si distrugge , tutto si trasforma' è uno degli...
Tiziana il 26/07/2011 alle 18:31
...un giorno lontano ma...arriverà.
Salvatore il 22/07/2011 alle 22:54
Bentornata carissima Sig.ra Consigliera Bini!!! Le voglio ancora ricordare che Lei deve ancora...
Cristian il 22/07/2011 alle 20:50
Immagino ti riferisci alla delibera n°31 del 29/6. Non l'avevo letta, l'ho fatto ora. Sì, sì,...
Barbara Bini il 22/07/2011 alle 12:58
Tho, vecchio mio! In realtà se hai seguito l'ultimo consiglio comunale qualche soldino per...
Cristian il 21/07/2011 alle 21:16
Toh chi si rivede. Leggendo questo verbale che racconta anche a coloro che non hanno partecipato...

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