I lavori pubblici e il patto di stabilità
Come ho avuto modo di spiegare nelle assemblee di gennaio, per quest’anno i lavori pubblici si limiteranno alle più stringenti manutenzioni straordinarie del nostro patrimonio. Le risorse per fare questi lavori sono date fondamentalmente dalle entrate riguardanti gli oneri di urbanizzazione. Ad oggi l’importo incassato è di circa 759.000,00 euro. Purtroppo spendere quello che incassiamo non è così facile, in quanto abbiamo l’obbligo di rispettare le regole del cosiddetto Patto di Stabilità che ha lo scopo di contenere l’indebitamento degli Enti.
Nel 1999, infatti, i vari Stati dell’Unione Europea si sono dati dei parametri per rispettare un tetto massimo del proprio indebitamento pubblico. Lo Stato Italiano tramite le leggi fnan-ziarie stabilisce pertanto tali regole da seguire per rientrare in questi parametri stabiliti.
Applicando le regole previste, il nostro Comune è costretto a rispettare un obiettivo del patto particolarmente gravoso. Già nel 2009 è stato impossibile rispettarlo in quanto si sono avute spese eccezionali, e questo ha comportato delle sanzioni che per tutto il 2010 graveranno sugli Amministratori e sul bilancio: A – il taglio del 5% del contributo ordinario trasferito dallo
Stato; B – il divieto di contrarre mutui o prestiti per investimenti; C – il divieto di nuove assunzioni a qualsiasi titolo ed il divieto di stipulazione di qualsiasi contratto che eluda tale divieto di assunzione (ad esempio lavoro interinale, appalti mascherati ecc.. – quindi se un dipendente raggiunge l’età pensionabile non può essere rimpiazzato); D – Riduzione del 30% delle indennità degli amministratori:
Sindaco, Assessori e Consiglieri Comunali. La situazione per l’anno 2010 è comunque complicata. Il nostro obiettivo non si è modifcato e considerato che non possiamo di nuovo non rispettare le regole imposte abbiamo calcolato che possiamo spendere per investimenti una cifra massima di E 1.300.000,00 per i lavori pubblici (costruzione e manutenzione straordinaria di opere pubbliche, come strade, fogne, scuole, palestre, cimiteri, giardini edifci pubblici e per l’acquisto di beni strumentali).
Questo importo, che potrei spendere per lavori nuovi, in realtà comprende anche pagamenti relativi ad opere fnanziate negli anni precedenti e che non sono state pagate o sono state ultimate nel corso di quest’anno (perché hanno richiesto del tempo per la loro realizzazione). Questi importi sono chiamati residui passivi ed ammontano a circa E 800.000,00. Questo signifca che in opere nuove si può investire una cifra di circa 500.000,00 euro.
La prima domanda che ho posto agli uffci competenti è stata questa: perché abbiamo un importo così alto di residui passivi? Questi riducono quel poco che potevamo spendere per le manutenzioni straordinarie.
Mi è stato spiegato che fsiologicamente a fne anno rimangono sempre spese da pagare per gli investimenti fatti, soprattutto per lavori ingenti che necessitano diversi mesi per essere completati e per lavori iniziati nella seconda metà dell’anno che per il loro iter tra impegno, assegnazione, esecuzione e termine lavori, vengono pagati spesso nell’anno successivo. Ho riscontrato che rispetto al passato sono presenti residui passivi di ammontare minore, anche perché nel 2009 si è cercato di pagare tutto il possibile, dato che non si poteva evitare l’uscita dalle regole del patto. L’importo pagato nel 2009 è stato di circa euro 5.533.000,00 di cui E 3.469.000,00 relativi a residui (quindi ad opere fnanziate in anni precedenti). A questo punto mi sono fatto questa domanda: se il Comune per motivi vari ha risorse da spendere in investimenti come è possibile spenderle se il patto di stabilità ci impone una spesa inferiore agli introiti avuti?
L’unica alternativa a cui avevo pensato per riuscirci era quella di sforare di nuovo il patto di stabilità, nel momento in cui le entrate mi avrebbero consentito di fare tutti i lavori programmati e magari utilizzando anche eventuali avanzi di amministrazione.
Questo se le sanzioni non fossero variate rispetto al 2009, avrei solo chiesto al sindaco il suo benestare perché è il suo
stipendio quello più colpito con la sanzione della riduzione delle indennità del 30%.
Questa che poteva essere una soluzione al problema delle risorse da spendere per i Lavori Pubblici, purtroppo con la nuova “legge” n. 122 del 30/07/2007 non può più essere posta in essere senza subire gravi conseguenze! La Legge 122 ha, infatti, inasprito ulteriormente le sanzioni per gli Enti che sforano il Patto di Stabilità.
Quella più pesante è la diminuzione dei contributo ordinario che ci trasferisce lo Stato, pari alla differenza tra l’obiettivo da raggiungere e l’effettivo risultato ottenuto. Ad esempio se il nostro limite è di 100 e, sforando il patto, arriviamo a 500, il taglio è di 400.
Se questa sanzione ci fosse stata anche per il 2009 il Comune avrebbe subito un taglio complessivo dei contributi di circa 3.500.000,00 euro (importo dello sforamento), considerate che l’importo annuo dei contributi è di circa E 1. 360.000,00. Insomma per due anni non avremmo avuto questa entrata e per il 2012 avremmo avuto solo E 580.000,00. Con le minori entrate correnti avremo dovuto: aumentare le rette di tutti i servizi erogati fno alla copertura della cifra che lo Stato si fosse trattenuto, e non riuscendoci di sopprimerne qualcuno.
In questi giorni si apprende di Comuni che per protestare contro il Patto di Stabilità fanno le cose più strane: una in particolare che mi ha colpito è l’ordinanza del sindaco del Comune di Roncadelle (BS) che vieta ai cittadini di morire perché il cimitero non ha più capienza e nonostante il Comune abbia i soldi per ampliarlo non può farlo per i vincoli del patto. Non credo che arriveremo a tanto, di sicuro rispetteremo il Patto di Stabilità con la speranza che sia modifcato per quei comuni che hanno risorse da spendere in investimenti senza bisogno di indebitarsi.
Gabbriello Caparrini Assessore al Bilancio e Lavori Pubblici
28 novembre 2010
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