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ICI su terreni agricoli fabbricabili

Le Opposizioni hanno presentato due interpellanze aventi come oggetto l’applicazione dell’ICI su terreni agricoli fabbri­cabili. In entrambe le occasioni la mia risposta è stata che, in base alla legge attuale, il Comune non può esimersi dall’applicare l’imposta su terreni indicati come edificabili nel Piano Strutturale Comunale (PSC).

Anche la richiesta di applicare l’ICI solo dopo l’inserimento delle aree nel Piano Operativo Comunale (POC) non può es­sere accolta. Infatti, la giurisprudenza delle corti superiori ha definitivamente chiarito che un’area è edificabile se inserita in uno strumento urbanistico generale adottato e, di conse­guenza, diventa imponibile ai fini ICI al valore del terreno fab­bricabile.

Il Comune non può deliberare diversamente, cioè non può in­trodurre norme regolamentari in materia di imponibile e que­sto limite è posto dall’art. 52 del decreto legislativo 446/1997. È evidente che non si è compresa la differenza fra PSC e PRG (il vecchio Piano Regolatore Generale). I proprietari dei terreni, in base al vecchio strumento urbani­stico (PRG), percepivano l’ICI come un’imposta giusta poiché avevano la certezza che, in un determinato periodo, sui loro terreni si sarebbe costruito.

Viceversa, essi percepiscono come ingiusto essere tenuti al pa­gamento di un’imposta (l’ICI) su aree inserite come edificabili nel PSC, senza sapere quando sarà possibile iniziare i lavori di costruzione.

Al momento dell’identificazione delle aree edificabili per il PSC, il Comune ne ha dato comunicazione ai proprietari in­viando una lettera. Nessun proprietario ha risposto rifiutando tale inserimento: evidentemente erano d’accordo e pensava­no che, tutto sommato, possedevano un terreno che aumen­tava di valore nel tempo.

Con il PSC possono trascorrere molti anni prima che su que­sti terreni si possa costruire e nel frattempo l’imposta ICI va pagata.

Su alcune aree edificabili l’Amministrazione conta molto per il futuro sviluppo urbanistico, mentre ci sono aree marginali che, per la loro natura, hanno minore importanza e possono essere depennate dal PSC.

Su queste ultime è possibile aprire un dialogo. L’Amministrazione, dietro domanda specifica del proprietario e salvo l’interesse della comunità, si impegna a toglierle dal PSC in occasione della prossima variante, andando così incontro a coloro che pagano un’imposta per un’area marginale su cui è molto improbabile che si costruisca. Una volta modificato il PSC, queste aree ritorneranno agricole a tutti gli effetti.

Gabbriello Caparrini

Assessore al Bilancio e ai Lavori Pubblici

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Ultimi Commenti a Foglio Aperto

Tiziana il 23/03/2012 alle 21:30
Ho parlato ancora di rifiuti perchè nominata,ma non ho una idea personale politica locale basata...
Salvatore il 23/03/2012 alle 10:37
Le telecamere dovevano essere posizionate da subito e magari con la spina attaccata alla corrente...
Tiziana il 22/03/2012 alle 22:19
1)Le telecamere erano una delle tante stupide idee di Seidenari,quello che mi ha battuta dando così...
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Tiziana il 21/03/2012 alle 21:48
oddio mi ha nominata! che bello,come ai vecchi tempi! grazie salvatore*** ma il problema è che non...
Salvatore il 21/03/2012 alle 13:39
Avevi dei dubbi che nessuno rispondesse???ma esiste un pò di coerenza e un pò di dignità?o tutti...
Salvatore il 19/03/2012 alle 15:58
Forse max il mio non sarà buonsenso ma di sicuro non è ipocrisia e falsità...anzi è schiettezza e...

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