Il Bilancio Comunale una scelta politica
Il Bilancio Comunale non è soltanto un insieme di numeri, ma un indirizzo sul vivere quotidiano dei cittadini e stabilisce le risorse finanziarie per i vari settori, (aiuti sociali, scuola, cultura, tempo libero, manutenzioni e investimenti pubblici). E’ approvato dal Consiglio Comunale su proposta della Giunta Comunale che lo redige sulla base delle risorse finanziarie che si prevedono di incassare.
Le entrate – Si suddividono in Entrate Correnti ed Entrate in c/ capitale, quelle correnti si ripetono ogni anno e sono date dagli introiti delle imposte e tasse comunali, dai trasferimenti dello Stato, Regione e Provincia, dalle rette, dai canoni e dagli affitti; quelle in c/capitale variano ogni anno e sono introiti dovuti a oneri di urbanizzazione e da alienazioni di patrimonio comunale. Le Entrate totali previste per l’anno 2011 sono 9.656.871,99 euro e si dividono in correnti per 8.699.402,93 euro e in c/capitale per 957.469,06 euro.

Le spese - L’importo delle spese deve essere uguale a quello delle entrate. Anche le spese si dividono in correnti e in c/capitale. I responsabili dei vari servizi comunali indicano qual è l’importo che occorre loro per gestire al meglio ogni servizio. Gli Amministratori, tenendo conto delle entrate, possono accogliere tali richieste per intero o parzialmente. Nel 2011, a fronte della diminuzione delle entrate, sono state accolte per intero, le richieste dei servizi che fanno parte della Funzione 4= Istruzione Pubblica, della Funzione 5= Attività culturali e della Funzione 10= Settore Sociale, mentre per gli altri c’è stato l’accoglimento parziale. Il prospetto che segue ci indica, le spese correnti per le varie funzioni del comune in ordine decrescente.
Per le spese in c/capitale (Manutenzioni straordinarie) vengono utilizzati i relativi introiti sulla base di una scala di priorità stabilita dall’Amministrazione.

In passato se gli introiti non erano sufficienti e c’era l’urgenza di eseguire lavori pubblici si è provveduto a contrarre dei mutui. Con l’accensione dei mutui si è provveduto a fare i lavori prefissati (Spese in c/capitale) senza una effettiva spesa del Comune, rimandando agli anni successivi il pagamento delle rate. I rimborsi di queste rate si sono trasformati in spese correnti, con la riduzione delle disponibilità finanziarie per i servizi comunali. Il pagamento di queste rate incide oggi per il 18% delle entrate correnti pari a 1.565.491,17 E. Che ci sia una quota destinata al pagamento delle rate è normale, tutti i comuni devono fare i conti con questo, purtroppo per il nostro comune questo importo è decisamente alto circa tre volte la media dei Comuni vicini a noi. Con la riduzione delle disponibilità per le spese correnti, in passato si è provveduto, ad utilizzare parte delle entrate in c/capitale. In questo modo si optava per un numero maggiore di servizi, con tariffe più economiche, e di questo ne beneficiavano i cittadini che utilizzavano quei servizi in quell’anno. Purtroppo la disponibilità finanziaria per le manutenzioni si è ridotta ulteriormente e sono state fatte solo quelle urgentissime rimandando al futuro tutti gli altri lavori. Oggi per fare una corretta manutenzione del patrimonio pubblico occorrono circa 12.000.000,00 E, ne abbiamo disponibile solo 957.000,00 E. Ogni scelta che facciamo influenza le altre. Oggi dobbiamo fare una scelta tra:
A - avere un maggior livello di spese correnti e servizi migliori e più a buon mercato utilizzando parte delle entrate in c/capitale, sacrificando gli investimenti e non potendo frenare il degrado del patrimonio pubblico.
B - avere i servizi sulla base delle entrate correnti e destinando le entrate in c/capitale per le spese di manutenzione ed investimenti.
C - avere i servizi sulla base delle entrate correnti e utilizzare per le spese di investimento oltre alle entrate in c/capitale anche i mutui, consci di indebitare il comune e lasciare ai successori una enorme quantità di rate da pagare. Questa amministrazione ha scelto B.
E’ un segno per ribadire che i servizi che oggi abbiamo e vogliamo mantenere sono pagati con le entrate correnti, non vogliamo drogarli con altre entrate anche se questo comporta un sacrificio oggi con tariffe un po’ più alte, ma dobbiamo guardare anche a coloro che verranno dopo di noi per non caricarli troppo di costi. Mantenere o incrementare un servizio, istituirne di nuovi, prevedere o meno nuove opere pubbliche sono scelte per le quali è necessario guardare non solo oggi ma anche domani.
Assessore al Bilancio e ai Lavori Pubblici Gabbriello Caparrini
17 luglio 2011
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