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Il coraggio di essere “Mimma”

Irma Bandiera e le scelte dei 29 anni

Irma Bandiera Guardando le fotografi e pubblica­te sul sito del museo della Certosa (http://certosa.cineteca.it), alla voce Irma Bandiera, s’incontrano immagini ormai sbiadite, ricordi di una vita in­gialliti.

Irma è spesso ritratta con le sue ami­che, o sola con i suoi cani, mentre sembra di poter sentire ancora bisbi­gliare le loro risate: esisteva una vita, un mondo intero, oltre la guerra, dove ci si sentiva giovani comunque, nono­stante le privazioni e la paura.

Irma proveniva da una famiglia bene­stante e in fotografi a sorrideva sem­pre: non poteva neppure immagina­re che un giorno sarebbe diventata un’eroina nazionale, Medaglia d’Oro al Valor Militare, dopo aver dimostrato una straordinaria, eroica, forza d’ani­mo che le impedì di condannare alla sua stessa sorte i compagni di lotta. Aveva scelto liberamente di essere una staffetta della 7° G.A.P. G. Garibal­di, di essere insomma Mimma. Quando venne arrestata nella borgata di S. Giobbe, il 7 Agosto 1944, certa­mente si era accorta che, nell’improv­visato carcere di San Giorgio di Piano in cui era stata rinchiusa, la piantona­vano in continuazione: i fascisti, evi­dentemente, speravano di ottenere molte informazioni. Chissà quante ore avrà rifl ettuto Mim­ma, da sola, durante quella notte, pri­ma che decidessero di portarla da San Giorgio a Bologna.

Il 9 Agosto la sua stessa brigata liberò i detenuti di San Giovanni in Monte, ma di Mimma nessuna traccia.

Nessuno sa esattamente cosa sia sta­to di lei fi no al 14 Agosto, quando qualcuno, incredulo, si rese conto che il suo corpo era stato esposto in una pubblica strada non lontana dalla sua stessa casa: martoriato, accecato, del quale nessuno aveva avuto nemmeno la pietà riservata ad un corpo femmi­nile.

Mimma era morta così, sola e senza occhi, ma con tutto il coraggio che aveva in corpo: non aveva rivelato nul­la a nessuno.

Mimma

Non può essere stato solo un politiciz­zato ideale di democrazia e liberazio­ne dalla dittatura a sorreggere Mimma in quella irreversibile scelta: credo che più di ogni altra cosa, ciò che possa spingere ad un gesto di tale coraggio, sia l’immenso rispetto per la vita altrui e per la propria, dove non c’è posto per il tradimento, ma solo immenso desiderio di fare qualcosa, con i pro­pri giovani anni, che permetta ad una società civile di reagire, di mantene­re sempre saldi e mai scontati valori come quello della libertà, dell’ugua­glianza e della tolleranza.

Credo che Mimma questo debba aver avuto nel cuore, così come sapeva che se avesse parlato forse sarebbe torna­ta a casa: una casa, però, in un paese dove la libertà era una bugia, la vio­lenza lo strumento del governo. Guardare queste fotografi e, immagini di vita e non di morte, ricorda quanto sangue è costata questa Repubblica, e che un valore è vero solo se lo vivi ogni giorno, facendolo tuo. Grazie, Mimma.

Irma Bandiera e le scelte dei 29 anni

 

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Ultimi Commenti a Foglio Aperto

max il 29/10/2011 alle 21:36
Bel pezzo di storia. Grazie di avercelo raccontato Romano!
max il 05/10/2011 alle 14:11
Mi fanno notare che: la frase 'nulla si crea,nulla si distrugge , tutto si trasforma' è uno degli...
Tiziana il 26/07/2011 alle 18:31
...un giorno lontano ma...arriverà.
Salvatore il 22/07/2011 alle 22:54
Bentornata carissima Sig.ra Consigliera Bini!!! Le voglio ancora ricordare che Lei deve ancora...
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Cristian il 21/07/2011 alle 21:16
Toh chi si rivede. Leggendo questo verbale che racconta anche a coloro che non hanno partecipato...

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