Il racconto di un voltagabbana
Quando arrivò la lettera che mi informava che da lì a pochi mesi il sistema di raccolta dei rifiuti sarebbe cambiato e che dal bidone stradale si sarebbe passati al bidone individuale con il prelevamento del rifiuto sotto casa la mia reazione fu molto negativa.
Sarei stato capace di fare ciò che mi veniva chiesto?
E soprattutto che cosa mi veniva chiesto veramente?
Come ad esempio dividere i rifiuti quando nelle confezioni non si ritrovavano i simboli riportati sul volantino informativo della Geovest?
Quanto spazio sarebbe stato necessario per ospitare in casa tutti quei bidoni?
A ogni domanda che nasceva la quantità dei rifiuti da me prodotti sembrava aumentare fino a sommergermi.
Mettere il rusco davanti a casa per la raccolta? Mi sarei ricordato di farlo nei giorni giusti, con tutte le cose che avevo a cui pensare e da fare?
E quanti animali si sarebbero radunati la notte per cercare cibo davanti alla mia casa?
Un vero incubo!
Per giorni non si è discusso di altro.
Speravo che la raccolta porta a porta non si avviasse mai, ma l’amministrazione comunale non ha desistito dai suoi propositi e ha fissato una data per la partenza.
Alla notizia che se non avessimo ritirato i bidoni ci avrebbero applicato una tariffa considerevole decidemmo di ritirarli e di avvalerci dello sconto del 25% applicato a chi compostava l’organico (mia sorella aveva già comprato una compostiera per fare terriccio per le sue piante e risparmiare, diceva lei, altro lavoro che si aggiungeva dicevo io).
Comunque ormai i bidoni c’erano e tanto valeva usarli, provare questa idea folle.
Iniziata la raccolta porta a porta tutte le ipotesi negative, i timori e le catastrofi paventate non si sono realizzate.
Non si faceva fatica a rispettare il calendario di raccolta delle diverse tipologie di rifiuto, non era così complicato differenziarle nel dettaglio, i bidoni non occupavano tanto spazio come si temeva (sono accatastabili) e mai nessun animale è arrivato a frugare fra i nostri rifiuti, neppure nella compostiera.
Però il rapporto con Geovest è stato ed è tuttora complicato, non c’è fiducia reciproca, ogni richiesta di chiarimento mi sembra venga letta come pretestuosa se non formulata in malafede.
Comunque dopo aver provato questa modalità di raccolta dei rifiuti per pochi mesi ci siamo resi conto che più che un disagio per noi è una comodità che speriamo di non dover perdere.
Ora non dobbiamo più caricare il rusco in macchina e portarlo fino in paese e il paese è più bello e più sano senza i bidoni stradali che spesso puzzano, attirano animali in cerca di cibo e permettono
a chi non vuole differenziare di nascondersi nell’anonimato del bidone stradale senza assumersi la responsabilità dei maggiori costi di smaltimento che produce e di scaricarli su tutti noi che ci siamo messi alla prova e che abbiamo ottenuto dei risultati rilevanti.
Personalmente spero di non perdere gli incentivi economici che mi sono stati riconosciuti grazie all’impegno nell’adottare la raccolta porta a porta alle necessità della mia famiglia.
Ivano Golfieri
07 ottobre 2009
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