Istruzioni per la raccolta differenziata
Carta, cartone e cartoncino possono vivere quasi all’infnito. Basta separarli accuratamente, in casa, a scuola e al lavoro, non gettandoli insieme ai rifuti. Un semplice gesto quotidiano che consente il loro recupero, perché possano tornare ad essere nuova carta, cartone e cartoncino. È un circolo virtuoso, dove ognuno fa la sua parte: tu separi la carta dai rifuti, il tuo gestore incaricato, provvede alla raccolta differenziata e Comieco garantisce l’effettivo riciclo. Già oggi, in Italia, la produzione cartaria viene effettuata per la maggior parte con macero, proveniente anche dalla raccolta differenziata.
Tutto ciò significa risparmiare risorse preziose e contribuire alla tutela dell’ambiente. Quindi: separa carta, cartone e cartoncino dai rifiuti e conferiscili negli appositi contenitori della raccolta differenziata.
La carta non è tutta uguale. Il 38% della carta è impiegato per libri, giornali e riviste, il 7% per usi domestici e igienico sanitari, il 55% per imballaggi.
La carta ha due limiti: si scioglie con i liquidi e fa passare la luce e perciò spesso si utilizzano i poliaccoppiati, dove la carta è unita ad altri materiali.
La carta di casa si può “salvare” scrivendo sul retro dei fogli e riutilizzando più volte sacchetti e imballaggi. Ma se va buttata, una buona mossa è dividerla tra riutilizzabile, ricilabile e non. La frazione più “nobile” da destinare alla differenziata è rappresentata da: giornali, riviste, quaderni, scatole, opuscoli, sacchetti, fotocopie.
Invece meglio non inserire: carta con residui di colla o molto
sporca, carta chimica dei fax, scontrini, bicchieri e piatti. Quanto al tetrapak si raccoglie con la carta e viene avviato al riciclo.
Quale carta. I giornali, le riviste, i fumetti, tutta la stampa commerciale (dèpliant, pieghevoli pubblicitari), ma anche i sacchetti per gli alimenti, per il pane o per la frutta, i sacchetti di carta con i manici, i fogli di carta di ogni tipo e dimensione (dai poster ai foglietti di istruzioni dei farmaci).
Quale cartoncino. Tutte le confezioni e gli imballaggi in cartoncino. Contenitori di prodotti alimentari, come astucci per la pasta, per il riso, per i corn fakes ecc. Tutte le fascette in cartoncino di prodotti come conserve, yogurt e bevande. E ancora, le scatole delle scarpe, tutte le confezioni, grandi e piccole, di prodotti come detersivi per lavatrici e lavastoviglie, le scatole dei medicinali, del dentifricio, ecc. Non importa la grandezza della confezione, basta che sia di cartoncino.
Quale cartone. Tutti gli imballaggi in cartone ondulato di qualsiasi forma o misura (ad esempio, per apparecchi televisivi o elettrodomestici), ma anche contenitori in cartone per frutta e verdura. I cartoni per bevande (come ad esempio quelli di latte, succhi di frutta, vino, panna e similari) svuotati, sciacquati e appiattiti. Non importa la grandezza dell’imballo, basta che sia di cartone.
Non vanno nella raccolta differenziata. Tutti i materiali non cellulosici, i contenitori di prodotti pericolosi, carte sintetiche, ogni tipo di carta, cartone e cartoncino che sia stato sporcato (ad esempio carta oleata, carta e cartone unti e fazzoletti di carta usati).
Promemoria. Queste sono le sigle ed i simboli della carta e cartone:

29 ottobre 2011
Foglio aperto è il periodico del Comune di Argelato. Gli articoli del giornale sono digitalizzati manualmente.
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- Delibere della Giunta Comunale
- Il Comune di Argelato vende a trattativa privata lotto residenziale in via Larghe a Funo
- 15° CENSIMENTO POPOLAZIONE E ABITAZIONI
- La Staffetta Podistica in memoria del 2 agosto 1980
- Grazie, Alessandro!!!
- Associazione Culturale Alchemy - Il Pranayama
- Nozze d’oro e d’argento!
- Degusti BO
- I matrimoni a Villa Beatrice
- Un nuovo automezzo per l’Auser
- Le Giornate del Patrimonio Europeo a Villa Beatrice
- Operativo il Piano Intercomunale di Protezione Civile: sinergie e sicurezza
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- ICI su terreni agricoli fabbricabili
- Tempi di realizzazione dei lavori pubblici
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- Festa della famiglia a Funo
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- La gita sulle Dolomiti del Gruppo Disabili DLF di Bologna
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