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Ma il buon senso si compra al mercato… di Funo?

di: Annamaria Barsantini Antonella Barbieri Morena Gambini Ramona Comastri Roberta Nardi

C’era una volta un piccolo gruppo di mamme quarantenni che, una volta cresciuti i figli, o quasi, si ritrovarono con uno scampolo di tempo libero e la passione comune di creare cose con le proprie mani, ma soprattutto con la voglia di fare finalmente anche qualcosa per loro stesse. Un giorno un principe azzurro propose loro di riunirsi in un luogo dove poter stare insieme e condividere queste loro passioni. Cominciarono così a riunirsi nella grotta del Centro Sociale di Funo, dove dopo le iniziali diffidenze da parte degli abitanti, dovute alla troppo giovane età per quel luogo, furono accolte con affetto ed ammirazione. Un giorno, tra le molte chiacchiere qualcuno disse: “Perché non facciamo sì che la nostra passione possa essere utile a qualcuno? Perché non orga­nizziamo dei mercatini e devolviamo il ricavato in beneficenza”? Qualcun altro disse: “Ma sei matta? Chi crediamo di essere diventate? Chi volete che compri queste cianfrusaglie che piacciono solo a noi?”: Intervenne il Principe Azzurro che, non si sa come né perché, ogni tanto spuntava da qualche anfratto e che con una iniezioni di energia e di ottimismo fece sì che questo “sogno” di alcune di noi si realizzasse: e così iniziò l’avven­tura…

I mercatini delle mamme presero forma e, dopo vari esperimenti, diven­tarono gli appuntamenti fissi di Natale e Primavera. Contente ma non ancora soddisfatte, osarono ancora di più e si inventarono “Palla pallina” e “Pasqua Creativa”, cioè due domeniche pomeriggio dove i bimbi del paese preparavano dei lavoretti da regalare alle loro mamme per Natale e per Pasqua, aiutate dal Centro Sociale Funo che offriva a grandi e piccini la merenda. Naturalmente facevano tutto questo puramente per il piacere di farlo e quando la sera, stremate, tornavano dalle loro famiglie, i loro occhi erano lucidi, ma i loro cuori leggeri e felici.

La gente del paese, quasi tutta, con le dovute eccezioni, capiva l’intento delle mamme e rispondeva sempre con affetto alle loro iniziative, ben sapendo che ogni centesimo ricavato andava devoluto direttamente alle varie associazioni come Bentivoglio Cuore, AIL AGEOP, Komen Italia per la lotta contro i tumori al seno, Equipe chirurgica Ospedale di Bentivoglio per la cura dei tumori, Scuole di Argelato, Funo e Castel Maggiore, tutte regolarmente documentate dai ringraziamenti ricevuti. Ma le mamme non cercavano ringraziamenti, anche se ne erano mol­to grate, a loro bastava rendersi conto di quanto fosse gratificante fare qualcosa per gli altri senza aspettarsi niente in cambio. Certo, l’impegno è tanto: lunghe nottate tra risate, pennelli, colori, colla che ustiona le dita, cose riuscite bene, altre meno bene (che però c’era sempre qualcuno disposto a comprare), spedizioni dall’alba al tramonto in fiere e negozi, in ogni parte d’Italia, per carpire materiali e nuove idee. Serate di discussioni, contrasti, confronti, ma la volontà di andare comunque avanti anche con­tro chi non capiva i loro sforzi, giudicandoli inutili. Ma, si sa, le mamme vanno avanti sempre e comunque per difendere le loro “creature”. In una bella giornata di sole un giorno apparve al mercato del paese un oscuro cavaliere che, vedendo queste “fanciulle” d’altri tem­pi, pensò: “Come osano, costoro, imporre alla gente queste cianfrusaglie? Ma faranno davvero quello che dicono? Non sarà una scusa, la benefi­cenza?” Incuriosito, indagò e per fortuna! Perché, in effetti, qualcosa nel Reame non aveva funzionato nel modo giusto. Cavilli, permessi, tempi non rispettati e le mamme si ritrovarono a dover pagare una tassa perché non avevano richiesto per tempo il permesso per il mercatino. Purtroppo gli impegni di tutti i giorni le avevano assorbite a tal punto da non sapere che le leggi erano cambiate e la loro ingenuità era tale che non le portò a controllare se le abituali richieste fossero effettivamente state accolte. Per fortuna, il cavaliere si accorse in tempo di questa grave mancanza e, sfruttando il suo potere, fece in modo che il Reame beneficiasse della tassa di Euro 52 che, a quei tempi, “faceva brodo”: era il suo modo di fare beneficenza! Peccato però che le mamme avessero deciso di aiutare con le loro iniziative Bentivoglio Cuore e l’AGEOP, per l’acquisto di una casa d’appoggio per i bambini malati di tumore e le loro famiglie, ovviamente lo fecero lo stesso, perché intervenne il Principe Azzurro che si fece carico della tassa.

II cavaliere, in disparte, si gustava la vittoria, fiero di avere fatto trionfare la giustizia e le mamme presero atto che aveva avuto ragione lui… Le mamme, però, avrebbero voluto dare un piccolo consiglio al cavaliere:
passare un pomeriggio con i bambini malati di leucemia e rendersi conto di quanto un piccolo gesto fosse per loro importante e di quanto potesse cambiare il corso della loro giornata di lotta per sopravvivere.
La giustizia deve sempre trionfare, ma a volte dovrebbe prevalere il buon senso e il valutare quali sono le cose veramente importanti per le quali investire la propria energia e intelligenza, sicuramente superiore alla nor­ ma. Dal canto loro, le mamme, deluse e amareggiate, rimasero comunque contente e soddisfatte dei risultati, grandi, ottenuti perché per fortuna tante persone apprezzavano quello che facevano e non mancavano mai di contribuire con quello che potevano alla loro causa; ma soprattutto erano consapevoli che nessun cavaliere oscuro avrebbe mai potuto sconfiggerle perché loro avevano uno scudo molto potente: il loro cuore.

Annamaria Barsantini
Antonella Barbieri
Morena Gambini
Ramona Comastri
Roberta Nardi

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Ultimi Commenti a Foglio Aperto

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Avevi dei dubbi che nessuno rispondesse???ma esiste un pò di coerenza e un pò di dignità?o tutti...
Salvatore il 19/03/2012 alle 15:58
Forse max il mio non sarà buonsenso ma di sicuro non è ipocrisia e falsità...anzi è schiettezza e...

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