Passioni tristi in famiglia
Molti pensano che i bambini non conoscano depressione, ma al massimo qualche tristezza passeggera. Questo è vero per molti, ma non per tutti. Riconoscere una depressione infantile è compito del clinico e può richiedere valutazioni complesse, mentre lo scopo di questo articolo è di aiutare i genitori a riconoscere certi segni premonitori che non indicano di per sé l’esistenza di un problema, ma se trascurati possono peggiorare la situazione.
I principali segnali depressivi nel bambino si presentano assai spesso sotto mentite spoglie, e somigliano forse di più a quegli stati passeggeri in cui i bambini sono definiti “noiosi” o, alla bolognese, “gnoloni”, ma di durata e intensità molto più elevate: forte e persistente irritabilità, cronica e gratuita disobbedienza, intolleranza alla noia, facile affaticabilità, dolori addominali, cefalee tensive o con origini non precisate, irrequietezza persistente e, talvolta, aggressività. Un altro segnale da non sottovalutare è il sopraggiungere talvolta improvviso di costanti lamentele di incapacità (”non ci riesco”, “non sono capace”, ma anche “sono cattivo”) seguite da rifiuto di eseguire compiti che alcuni casi ciò è accompagnato da cambiamenti rilevanti nelle abitudini alimentari, ad esempio nella quantità (in più o in meno), oppure nella forte restrizione della gamma di cibi gradita. Va sottolineato che questi segnali, per essere significativi, devono perdurare per qualche tempo (uno, due mesi, indicativamente) senza sostanziali cambiamenti; a quel punto è necessario consultare lo psicologo per valutare bene la situazione. Trascurare questi momenti di “crisi”, che di per sé possono anche risolversi spontaneamente, comporta, infatti, il rischio di applicare a questo bambino reazioni, rimproveri, punizioni e prediche che meriterebbe in condizioni normali: dato che il suo comportamento negativo è molto forte e ripetitivo, si arriva facilmente a una “overdose” di punizioni che non fa che aggravare il suo stato, creando un circolo vizioso da cui è necessario invece uscire. È inoltre importante completare la valutazione del bambino con un colloquio aperto con i familiari, in quanto spesso si verifica una “circolazione” di passioni tristi tra i componenti, che se le scambiano un pò come la classica patata bollente, ma con una differenza: le passioni tristi sono spesso contagiose e adesive, e diventa difficile scrollarsele di dosso senza uno sguardo esterno.
07 ottobre 2009
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