Quando ad Argelato c’era il mulino
Se andiamo con la memoria alla prima metà del secolo scorso, ricordiamo che ogni paese aveva il mulino. In quel periodo il pane si faceva in casa una volta la settimana. Ogni famiglia in estate faceva la provvista di grano. Gli agricoltori lo producevano e tenevano il necessario, mentre i braccianti e gli artigiani lo compravano al tempo di produzione, perché il prezzo era inferiore. Il mulino di Argelato si trovava in Via Centese (ora ai numeri civici dal 20 al 26), a due piani. Al piano primo c’era l’abitazione del mugnaio e al piano terra erano presenti due coppie di macine (“mole”), una per il grano e la farina bianca e l’altra per la polenta, soprattutto per alimentare i maiali, che quasi tutti tenevano. Le mole orizzontali erano di roccia, dura per il frumento e leggermente più tenera per gli altri cereali. Misuravano circa m 1,25 di diametro e 40 cm di spessore. La sottostante mola “dormiente” era ferma, la superiore, “girante”, era azionata da un motore elettrico. Apposite scanalature incrociate rompevano i grani e il resto della mola ruvida lo riduceva in farina che, grazie alla forza centrifuga, usciva attorno. Il grano, situato in apposita tramoggia sovrastante, entrava dal foro centrale della girante. Apposito campanello avvertiva l’esaurirsi del grano e il mugnaio o riempiva la tramoggia o fermava l’impianto. Ogni coppia macinava circa due quintali ogni ora. La farina usciva con la crusca, che si toglieva col setaccio a mano in ogni famiglia. La crusca serviva per alimentare il maiale.
Gli agricoltori portavano alcuni quintali col carro trainato dai buoi, mentre i braccianti portavano mezzo quintale con la carriola. Davanti al mulino c’era una tettoia di lamiera per riparare dalla pioggia i carri e le persone in attesa, perché si macinava in ordine di arrivo (da qui il proverbio: “chi primo arriva al mulino, macina”). La casa, ora ristrutturata e allargata coi numeri civici 18 e 28, conserva ancora la tettoia, ma di cemento armato. Nel 1938 avvenne il “grande salto”: i mugnai Mario e Giovanni Venturelli costruirono, dietro il primo, un più moderno mulino. Era un palazzo di tre piani (ora in Via XXV Aprile n. 39, con cilindri, laminatoi, setacci, filtri e canalizzazioni.
Produceva farina normale, farina “O” (zero), crusca, cruschello e semolino per circa 5 quintali ogni ora.
Durante la guerra 1940/1945 il mulino locale fu molto utile. La razione di pane era molto scarsa. Conoscendo gli agricoltori, si riusciva a trovare grano, poi nascostamente, di notte, si portava al mulino e si ritirava la notte successiva. I mugnai, con grave rischio, svolsero il servizio per tutti a prezzo normale, senza sfruttare la situazione.
Dopo la guerra, col progresso economico, si cominciò a comprare il pane giornalmente. Il mulino vecchio lavorava il granoturco, quello nuovo lavorava per i fornai.
Nel 1959, dopo una breve affittanza ad un certo signor Bellato, i Venturelli vendettero tutto e si trasferirono a Bologna: Il mulino vecchio venne acquistato dalla Ditta Veronesi e trasformato in negozi e in abitazione. Quello nuovo venne comprato dai fratelli Emo e Antonio Venturoli e continuò il lavoro ampliando il commercio coi fornai di Bologna e delle zone limitrofe. Occupava stabilmente tre dipendenti fino al 1975, quando cessò l’attività. Il palazzo fu demolito e nell’area sono state costruite abitazioni.
Romano Guizzardi
25 luglio 2010
Foglio aperto è il periodico del Comune di Argelato. Gli articoli del giornale sono digitalizzati manualmente.
Segnalazioni di errori e/o omissioni vanno inviate a questo indirizzo.
- A diciotto anni con la Costituzione in mano
- Attività in biblioteca a Funo e Argelato
- Adsl a Voltareno
- Una nuova scuola materna per Argelato
- Andamento Raccolta differenziata 2009-2010
- Argelato è Doccia Light!
- Accesso alle agevolazioni sociali: si rafforzano i controlli sui requisiti
- Il programma di “Festa in Villa 2010”
- 1° Maggio a Malacappa
- Fisco e solidarietà
- Il nuovo comitato di gestione del centro sociale di Funo
- La biciclettata di Primavera del Centro Sociale Villa Beatrice
- Mostra di modellismo navale statico al Centro Sociale di Argelato
- Immagini del saggio di ballo ad Argelato
- Circolo fotografico Funo
- A funo la prima edizione di “piazza in arte”
- Festa dell’Aria e della Mamma 2010
- La biciclettata Del circolo arci di funo
- Pausa di rifessione
- L’A.S.D. “Amore per la vita”
- I Lanzichenecchi al tempo di Giovanni de’Medici
- La tradizionale camminata ecologica di Funo
- La mostra di pittura del Gruppo “Lo Scarabocchio”
- Immagino… creo 2010
- Quando ad Argelato c’era il mulino
- Di Terra di Colori di Suoni
Ultimi Commenti a Foglio Aperto

0 commenti