Quando ad Argelato si coltivava il tabacco
Intervista al Sig. Remigio boselli
Nella fotografa Remigio Boselli con la madre.
Da tempo di cui non c’è memoria e fno al 1952, nell’Azienda Agricola del Marchese Talon, sita a Voltareno di Argelato, si coltivava tabacco della varietà Kentuky e Burley. Il tabacco è una graminacea che si sviluppa bene nelle nostre zone. Il seme è molto piccolo (13.000 in un grammo) perciò veniva posto, nel mese di febbraio, in appositi semenzai coperti con telaio di vetro per proteggerli dal freddo e dai parassiti. Dopo circa 2 mesi, le piantine venivano trapiantate a mano nei campi.
La pianta è alta un metro circa, composta da un fusto con circa 20 foglie che maturano dal basso verso l’alto, per cui in diversi passaggi si raccolgono 3, 4 foglie per volta. Le foglie raccolte, legate in mazzetti stesi su pertiche, venivano poste al sole per 12/15 giorni. Se c’era brutto tempo, si mettevano al riparo nei magazzini. Dopo questa prima, parziale essiccazione, venivano poste in un locale pieno di fumo (si bruciava legna verde lentamente) per cui si essiccavano rimanendo morbide. Esaurita la fase agricola, venivano poste in barili di legno e vendute all’industria. Durante l’essiccazione, era presente la Guardia di Finanza,
che controllava e registrava la quantità di prodotto. La coltivazione del tabacco impegnava circa 30 operai, in maggioranza donne, per l’intero anno. Il consumo del tabacco ha subito molte controversie: quando gli Europei scoprirono l’America, trovarono questa pianta che gli Indigeni masticavano come droga ricreativa. Nel 1559, Jean Nicot (da questo il nome “nicotina”), ambasciatore francese, inviò alcune piante in Europa, considerandole medicinali.
L’uso abituale però causava danni, per cui nel 1604 Giacomo I, Re d’Inghilterra, lo proibì.
In seguito, è stato proibito in diversi Stati, ma questo causava commercio di contrabbando. Fu così che i Governi optarono per dazi doganali, incassando così denaro dall’abitudine di consumare tabacco. Oggi, nel mondo, la produzione di tabacco è:
30 dicembre 2010
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