QUANDO AD ARGELATO SI COLTIVAVA LA CANAPA
Nell’antichità, la canapa veniva coltivata principalmente per consumare il seme quale legume ricco di proteine, mentre la fibra tessile era considerata sottoprodotto. Nel secolo XIII, con le Repubbliche Marinare, aumentò la richiesta della fibra di canapa, adatta per la corderia e le vele. Nel secolo XVI, poi, la crisi della seta aumentò ancora la richiesta di fibra di canapa per confezionare vestiti e telerie in genere. La canapa nelle nostre zone era di ottima qualità, con altezza di 3 metri. La maggior parte veniva acquistata dalla “Corderia della tana” di Venezia, azienda che occupava 1.380 persone e lavoranti per la Marineria. Partiva da Corticella, transitava sul canale Navile fino a Ferrara, poi, attraverso le valli e il mare, arrivava a Venezia. Il libro “La via della canapa”, riporta le spese per un trasporto effettuato da 7 barcaioli nel dicembre 1637, non cita di che moneta si tratta e le quantità trasportate:
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Trasporto dai poderi al porto di Corticella e facchinaggio |
7 |
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Noleggio barche |
10 |
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Trasporto e facchinaggio |
45 |
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Tasse e mancie |
52 |
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Pasti per 8 giorni |
45 |
Il commercio della fibra di canapa era molto consistente a Bologna. Nel 1700 l’attuale via dell’Archiginnasio si chiamava: Via della Canapa.
Il prodotto canapa dava un buon reddito, ma richiedeva molta manodopera. Nella nostra zona coi terreni concessi a mezzadria, ove la manodopera era a carico del mezzadro, creava vertenze contrattuali.
Per brevità, elenchiamo le fasi della lavorazione senza spiegare il come operare:
Mese di marzo: semina su terreno preparato e pulizia piante nate.
Agosto e Settembre: taglio, distendimento a lisca di pesce, battitura, impilatura, tiratura, affasciatura, cimatura, trasporto al macero, costruzione zatteroni, affondamento con circa 200 sassi da 5-8 kg., controllo dopo 8 o 9 giorni se la fibra fosse staccata dalla bacchetta, sfondamento (togliendo i sassi), lavatura, trasporto canapa bagnata su campo erboso, stenditura per l’asciugamento, legatura in fasci e trasporto sull’aia, scavezzatura, gramolatura, ammazzamento, abballamento.
Da uno studio effettuato per il Consorzio Canapa di Ferrara nel 1950, risulta che per coltivare un ettaro di canapa occorrevano 163 giornate-uomo, mentre un ettaro di grano ne richiedeva 55.
Le giornate erano dal sorgere del sole fino al tramonto, per cui c’era il detto: agosto, moglie mia non ti conosco. Per questi lavori i mezzadri assumevano braccianti detti mesaroli, perché si fissava una cifra per tutto il mese, poi il bracciante lavorava da sole a sole e mangiava assieme al mezzadro.
Per la tiratura, che era un lavoro che richiedeva molto tempo, venivano impiegati artigiani, specialmente sarti e calzolai, che in agosto non avevano clienti.
Questi lavoravano a cottimo, cioè venivano pagati un tanto a fascio prodotto e non avevano obbligo di orario.
Le bacchette frantumate dalla scavezzatura diventavano canapuli, usati quale combustibile povero.
I maceri erano grandi vasche.
Dopo le macerazioni e ripuliti erano usati per allevare pesci (carpe, tinche, pescigatto) che venivano raccolti prima o subito dopo l’affondamento della canapa. Finita la fase di produzione agricola, le balle venivano vendute all’industria. Operai specializzati, i gargiolai , le pettinavano e dopo la filatura e tessitura diventava tela. II mercato libero era soggetto a speculazioni, per cui i vari Stati intervenivano con leggi e istituzione di Enti per arginare la crisi. In Italia, nel periodo fascista, il Governo soppresse i vari Enti e costituì il “Consorzio Nazionale Canapa”, a cui i produttori dovevano obbligatoriamente consegnare la canapa.
Dopo la Guerra 1940-45, con l’importazione del cotone e l’avvento delle fibre sintetiche (rayon, nailon), la canapa iniziò un lento declino, mentre aumentava il consumo di cannabis che produceva stupefacenti.
Nel 1990 la legge n. 309 pose limiti alla coltivazione sia della canapa che della cannabis.
Per questi motivi e specialmente per l’aumento del costo della manodopera, la coltivazione della canapa è cessata.
14 maggio 2011
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