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In ricordo di Renzo Marchesini

“Con lui scompare un altro pezzo di quelle famiglie rurali che costituirono l’ossatura della resistenza armata nella pianura bolognese”

Renzo Marchesini

Il luglio scorso ci ha lasciati Renzo Mar­chesini, membro del direttivo ANPI di Castel Maggiore, paziente ed instan­cabile animatore della vita dell’Associazione e del suo ruolo.

Con lui scompare un altro pezzo di quelle fa­miglie rurali che costituirono l’ossatura della resistenza armata nella pianura bolognese. E’ grazie all’apporto senza limiti di queste famiglie di mezzadri, piccoli proprietari, affittuari e brac­cianti che nacquero i primi gruppi armati clande­stini dal cui sviluppo prese forma un’originale e forte organizzazione partigiana della pianura. Esse ne costituirono al contempo la base logisti­ca, il sostegno economico ed il serbatoio di ri­fornimento di sempre nuove forze, dando prova di incredibile affidabilità anche di fronte ai più spietati interventi repressivi nazi-fascisti. Renzo era ancora un ragazzo quando, dall’autun­no del 1943 la sua casa era divenuta centro di raccolta dei primi gruppi armati ospitati nel fieni­le. Un ragazzo chiamato ad affrontare prove du­rissime, la più tragica quella della notte d’ottobre del 1944, in cui le brigate nere gli assassinarono il padre a pochi metri da casa, dando fuoco alla medesima.

Una tragica notte che lo eleva a livello di uomo adulto, che si prodiga assieme a tutta la fa­miglia a spegnere le fiamme e a contenere i danni.

Seguirono mesi tremendi per la famiglia Mar­chesini, che li seppe affrontare con grande di­gnità e senza alcun cedimento, grazie anche al calore della solidarietà diffusa della popolazio­ne e delle forze della Resistenza. Per Renzo la stagione dell’infanzia era di fatto finita: primo di altri due fratelli, secondo di tre cugini, è chiamato ad un apporto pieno a fian­co della madre e degli zii per portare avanti l’azienda mezzadrile, fonte di vita da cui parti­re per un nuovo avvenire. Fu un apporto decisivo, specie quando venne­ro meno lo zio capofamiglia e sua moglie, per cui si imponeva di abbandonare l’esperienza dell’azienda agricola e compiere nuove scelte di lavoro e di vita.

E’ in questo frangente che Renzo rivela le sue doti di uomo maturo e di mente avveduta, punto di riferimento non solo per la propria famiglia ma anche per gli stessi cugini, costi­tuitisi in autonomo nucleo famigliare. Lo sorregge in questo ruolo uno stile di vita ed una cultura che trovano alimento nell’esperien-

 

za e nei valori della Resistenza: una cultura che si è formata e sviluppata attraverso un costante impegno associativo che non abbandona mai e che persegue con responsabilità e tenacia anche negli ultimi tempi, quando le malferme condizioni di salute ne limitano le forze. Questa sua concezione di vita piena e solidale non si esprime solo nell’attività dell’ANPI, che i compagni ricordano con dolore avvertendo tutto il peso della sua mancanza, ma anche a livello più generale, nel campo politico e della società civile.

E’ quella forma di partecipazione dal basso, larga e generosa, che ha caratterizzato la ge­nerazione formatasi nel vivo della Resistenza e dei suoi valori, e che costituisce il punto di forza di una moderna democrazia. Insieme a questo costante e diffuso impegno dal basso – sia in politica che per la società civile – Renzo coltivava un particolare interesse per la poesia dialettale: ne scriveva lui stesso e spesso era chiamato a recitarle, con sorpren­dente successo, in manifestazioni locali. Per lui era anche questo un modo di comunicare e far rivivere le tradizioni e la storia contempo­ranea della nostra gente. Lo ha ricordato l’Asses­sore alla cultura del Comune di Argelato, dott. Gian Paolo Borghi, nella sua efficace orazione funebre, nel corso della quale, ripercorrendo la vita di Renzo e della sua generazione ha fatto emergere con dovuto rilievo il caro prezzo pa­gato per la riconquistata libertà e per una mo­derna democrazia che ancora oggi costituisce la migliore certezza per il futuro del Paese.

Foglio aperto è il periodico del Comune di Argelato. Gli articoli del giornale sono digitalizzati manualmente.

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Ultimi Commenti a Foglio Aperto

max il 29/10/2011 alle 21:36
Bel pezzo di storia. Grazie di avercelo raccontato Romano!
max il 05/10/2011 alle 14:11
Mi fanno notare che: la frase 'nulla si crea,nulla si distrugge , tutto si trasforma' è uno degli...
Tiziana il 26/07/2011 alle 18:31
...un giorno lontano ma...arriverà.
Salvatore il 22/07/2011 alle 22:54
Bentornata carissima Sig.ra Consigliera Bini!!! Le voglio ancora ricordare che Lei deve ancora...
Cristian il 22/07/2011 alle 20:50
Immagino ti riferisci alla delibera n°31 del 29/6. Non l'avevo letta, l'ho fatto ora. Sì, sì,...
Barbara Bini il 22/07/2011 alle 12:58
Tho, vecchio mio! In realtà se hai seguito l'ultimo consiglio comunale qualche soldino per...
Cristian il 21/07/2011 alle 21:16
Toh chi si rivede. Leggendo questo verbale che racconta anche a coloro che non hanno partecipato...

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