Situazione “rusco” dopo il referendum
Con il voto referendario mi pare non si sia restituita la giusta misura di buon senso in quanto nei cassonetti ripristinati dove dovrebbe andare il “non riciclabile” c’è di tutto. Molti di coloro che hanno votato “sì”, a mio personalissimo avviso non hanno mai fatto la raccolta differenziata poiché in questo cassonetto bello, nuovo, quasi d’argento… ci sono borsine il cui contenuto è molto misto e cioè: vetro, plastica, umido, ferro, ecc. (verificare per credere…). Io la raccolta differenziata l’ho sempre fatta e prima del porta a porta mi costava un po’ di fatica perché con le mie varie sportine (una per la plastica, una per il vetro, una per la carta, una per l’umido) dovevo girare da una parte all’altra della mia zona per collocare giustamente il mio “rusco”. L’indifferenziato lo tenevo e quando ne avevo a sufficienza lo portavo a Funo alla discarica. Poi è arrivato il porta a porta… all’inizio non piacque neppure a me per il modo con cui era stato imposto. Poi ho voluto provare e mi è stato di grande comodità perché mi portavano via il mio “rusco” ben diviso sotto la porta di casa. Sicuramente io, rispetto ad altri, ho le condizioni per poter essere favorevole al porta a porta. Ora sono costretta, di nuovo, a girare da una parte all’altra per riporre il mio rusco nei giusti contenitori, il che mi è molto scomodo. Ma pazienza, sono convinta che, non con la politica di parte, bianca, rossa, verde, destra, sinistra, di centro o di periferia, si risolva questo grosso problema, ma con il buon senso e la coscienza di tutti perché se non si elimina il rusco oggi, domani lo stesso rusco ci seppellirà. Concludendo, secondo me non credo che chi è contrario al porta a porta possa avere risolto il problema con la situazione attuale.
07 ottobre 2009
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