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Torino e dintorni...qualche esempio per rifettere

Nel giorno stesso della tragedia di Torino stavo effettuando un sopralluogo presso una azienda metalmeccanica del nord italia. Quanto ho rilevato dovrebbe permettere a tutti di capire quali e quanti fattori e comporta­menti possono portare ad eventi che creano con­dizioni di rischio per i lavoratori. Ambiente di lavoro: il rapporto superfici illumino-ventilanti-- dimensioni/ambiente di lavoro è insufficiente, sorge spontanea una domanda: chi ha realizzato il progetto era a conoscenza delle norme tecniche che regolano tali situazioni? Se si perchè non le ha messe in atto? E chi verifica ed eventualmente concede pareri perchè ha dato il via ai lavori? Una attrezzatura di lavoro per asporto truciolo lavora schizzando olio ovunque; dove sono le protezioni per evitare tale dispersione di olio (pericolosa per la salute)? Sono in sede ben montate ed attive ma sono di dimensioni ri­dotte rispetto alla reale necessità di protezione. Questa macchina da lavoro ha una marcatura di conformità CE che avrebbe dovuto garantire il datore di lavoro nella fase di acquisto di una attrezzatura sicura, ed il lavoratore che effetti­vamente utilizza una attrezzatura sicura, invece così non è. Reparto manutenzione, un lavoratore utilizza un tornio tradizionale per lavorare un particola­re metallico; la protezione è posizionata corret­tamente ma il lavoratore eludendo le protezioni posiziona la pistola ad aria compressa vicinissima al pezzo in lavorazione rischiando così di venir preso dall’utensile che gira vorticosamente, (si rischiano amputazioni traumatiche degli arti o peggio ancora) inoltre soffiando aria compressa sul pezzo in lavorazione i trucioli metallici volano ovunque, chiaramente il lavoratore non ha oc­chiali di protezione rischiando così di venire col­pito e di fnire al pronto soccorso. Sempre in manutenzione un lavoratore sale sul­le forche del carrello elevatore mentre il collega compiacente aziona i comandi per portarlo all’al­tezza giusta per sostituire una lampada. Forse il datore di lavoro non li ha formati all’utilizzo cor­retto del carrello elevatore. Questo appena riportato non è un giorno di or­dinaria follia in una azienda cinese, ma solo una serie di esempi per ribadire quanto complesso sia il mondo della sicurezza negli ambienti di lavoro, e quanto debba essere pressante il nostro impe­gno per riuscire ad eliminare consuetudini come quelle appena riportate. Dott. Alberto Santi Esperto in sicurezza

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Ultimi Commenti a Foglio Aperto

max il 29/10/2011 alle 21:36
Bel pezzo di storia. Grazie di avercelo raccontato Romano!
max il 05/10/2011 alle 14:11
Mi fanno notare che: la frase 'nulla si crea,nulla si distrugge , tutto si trasforma' è uno degli...
Tiziana il 26/07/2011 alle 18:31
...un giorno lontano ma...arriverà.
Salvatore il 22/07/2011 alle 22:54
Bentornata carissima Sig.ra Consigliera Bini!!! Le voglio ancora ricordare che Lei deve ancora...
Cristian il 22/07/2011 alle 20:50
Immagino ti riferisci alla delibera n°31 del 29/6. Non l'avevo letta, l'ho fatto ora. Sì, sì,...
Barbara Bini il 22/07/2011 alle 12:58
Tho, vecchio mio! In realtà se hai seguito l'ultimo consiglio comunale qualche soldino per...
Cristian il 21/07/2011 alle 21:16
Toh chi si rivede. Leggendo questo verbale che racconta anche a coloro che non hanno partecipato...

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