Foglio aperto è il periodico del Comune di Argelato. Gli articoli del giornale sono digitalizzati manualmente. Segnalazioni di errori e/o omissioni vanno inviate a questo indirizzo.

Associazioni

I martedì di villa beatrice

Gli anziani e le badanti, un connubio sempre più importante

di Dora Carapellese

anziani con badanti al seguitoVilla Beatrice, il martedì, grazie alla puntuale organizzazione del centro Sociale omonimo, accoglie gli anziani con badanti al seguito.
Una giornata in cui la socializzazione e ricreazione fanno da protagonisti.
Un momento particolare in cui gli anziani giocano a tombola, passeggiano, chiacchierano. Da non sottovalutare le prelibatezze culinarie che con grande instancabile passione, la signora Dealma con il suo staff prepara per l’occasione.

Il martedì della socialità diventa anche momento di confronto per le badanti, sia per le problematiche che vivono quotidianamente con i propri assistiti e sia perchè ci si incontra con colleghe, amiche spesso dello stesso paese di provenienza.
Ma qual è l’identikit della badante? Età media dai 35 ai 60 anni. Per lo più provenienti dai paesi dell’est, donne in prevalenza. L’età non conta tutte arrivano in Italia rimettendo in discussione la loro vita, lasciando la propria famiglia nel proprio paese, mariti, figli e genitori. Il motivo è la sopravvivenza economica che nel proprio paese è difficile. staff villa beatrice
“Lo stipendio medio è di 300 euro al mese, - racconta Mirella, una badante rumena, che assiste una nonna di Argelato non autosuffciente. - I prezzi, nel nostro paese, purtroppo sono alti rispetto alle entrate e questo ci impedisce di avere una vita dignitosa”. Una vita sacrificata se si pensa alla dedizione totale che la maggior parte di loro devono dare a questo lavoro. Un contratto tipico prevede un servizio di 24 ore su 24, con un giorno al mese di riposo, infatti, molte di loro alloggiano presso il proprio assistito.
“La notte per me non esiste, aggiunge Mirella, la mia nonnina soffre di una particolare demenza che la rende irrequieta tutto il tempo. Però mi consolo quando su internet
vado su google earth, che mi da la possibilità di vedere in tempo reale le foto della mia casa in Romania”.
Non hanno vita sociale vivono in funzione dei loro assistiti, che diventano la loro unica famiglia qui in Italia.
La solidarietà, l’affetto per loro è fondamentale per colmare la mancanza dei loro familiari.
Ad Argelato racconta Maria, di origine anche lei rumena, ha avuto molta solidarietà, anche se non sono mancati episodi di razzismo, dovuti ai pregiudizi che i cosiddetti zingari
diffondono in giro.
sindaco pasquali e dealmaIl centro sociale villa Beatrice è molto attivo in questo senso, sono in previsione con la collaborazione del comune di Argelato una serie di incontri, tra I quali un corso di
cucina pensato per creare uno scambio di culture culinarie, tra badanti e donne indigene.
La quantità delle domande in questo ambito ha fatto nascere strutture apposite come Casabase che ha anche una sede a Funo.
Si tratta di un’agenzia che si propone come tramite tra la domanda di famiglie in cerca di personale per l´assistenza e l´offerta da parte di lavoratrici immigrate. Giorgio Mattarozzi, amministratore delegato di Casabase, dice: ” sono 1800 circa le famiglie che nel Bolognese, escluso il comprensorio di Imola, si avvale di badanti. Stando ai dati del nostro database. Di queste famiglie 16 sono nel comune di Argelato e 130 negli otto comuni della Reno Galliera. Senza contare che ci sono anche badanti sprovviste del permesso di soggiorno. Ogni mese ci sono mediamente 120/130 nuovi contratti e 70/80 chiusure”.

Per iscriversi al database di Casabase è necessario recarsi in via Galliera, 143 presso la casa del popolo di Funo e compilare una scheda identificativa e soprattutto essere in regola con I documenti.provenienza geografica lavoratori

Dalla tabella 1 si evince la provenienza geografica, delle collaboratrici domestiche, badanti, colf, ecc, per lo più rumena.
È evidente come si tratti di un lavoro ad esclusivo monopolio degli stranieri considerando la percentuale esigua del 2% di italiane impiegate in questo settore. Stando
alle stime di una recente ricerca fatta dalla provincia, a dicembre 2007 a Bologna, nell’ambito dei “fussi”, ci sono registrate circa 21.000 domande di assunzioni di cittadini
stranieri da parte di datori di lavoro; circa 10.000 di questi sono state per lavoro domestico, di cui si stima che almeno 4/5.000 siano già realmente nelle case delle famiglie
bolognesi (ovviamente, senza permesso di soggiorno e retribuite in nero) a fare le assistenti famigliari, colf o baby sitter. La regolarizzazione per le colf straniere clandestine (e per le famiglie italiane fuorilegge) è con il nuovo governo uffcialmente aperta.
Precedenza assoluta alle badanti che assistono persone non autosuffcienti, che dimostrano di avere un reddito e un alloggio in regola e di conoscere l’italiano. Le carte
scoperte lo scorso maggio a Napoli dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi sono le prime di una partita molto attesa che si annuncia lunga e impegnativa. Che premierà le lavoratrici straniere in attesa di un permesso di soggiorno e di un contratto di lavoro, tranquillizzando le famiglie che si sono impegnate ad assumerle.
Al tempo stesso metterà ulteriormente a dura prova gli Sportelli unici (cioè gli uffci delle Prefetture) chiamati a valutare “selettivamente” le domande di assunzione.
Per informazioni rivolgersi allo sportello Migranti del comune di Argelato il primo e terzo giovedì del mese in p.zza Caduti della Libertà, 11, mentre il secondo e quarto giovedì del mese a Funo presso la biblioteca comunale.
Orari 14,30-18,00.

 
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