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Il nuovo piano strutturale comunale di Argelato

Intervista al sindaco sull’urbanistica del comune
di Dora Carapellese

pasquali sindaco di argelatoE’ tempo di PSC (piano strutturale comunale): lo strumento di programmazione destinato a governare e ad armonizzare lo sviluppo degli insediamenti residenziali e produttivi, il sistema della mobilità, la tutela dell’ambiente. Il nuovo PSC avrà una validità di 15 anni. Tra luglio 2006 e marzo 2007 la conferenza dei sindaci della Reno-Galliera ha realizzato un Documento preliminare, di cui si è tenuto conto per la realizzazione del PSC dei singoli comuni, tra i quali quello di Argelato. Il documento contiene le relazioni e le tavole grafiche condivise con gli obiettivi generali e le scelte strategiche di assetto del territorio per il suo sviluppo sostenibile. Il PSC di tutti i comuni viene realizzato sulla base del PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale) approvato dal Consiglio provinciale nel marzo del 2004. Il documento prodotto viene comunque sottoposto ad una concertazione finale con la provincia per l’approvazione. Tra gli obiettivi che emergono dal Documento preliminare è evidente una progettazione ideata in maniera policentrica: ossia non si può continuare a pensare che in ogni singolo comune deve esserci una quota di sviluppo residenziale, una quota di sviluppo produttivo e tutta la rete dei servizi, ma occorre individuare realtà in cui è meglio costruire le case e realtà in cui è meglio realizzare gli ambiti produttivi. Questo lavoro di programmazione permette di creare delle armonie sul fronte edificazione sia di abitazioni che di infrastrutture per i servizi. La programmazione viene fatta anche sulla base della risoluzione di problemi che non dipendono direttamente dal singolo comune, come quello del trasporto pubblico, per il quale diventano determinanti le risorse che la regione è in grado di mettere a disposizione.
La realizzazione di case e ambiti produttivi è strettamente legata all’utilizzo del territorio, che, occorre ricordarlo sempre, non è un bene “infinito”. Per questo un altro obiettivo del Documento preliminare è quello di valorizzare il patrimonio storico e naturalistico e di alleggerire la pressione sulle risorse naturali, prima di tutto quelle energetiche. Il PSC comunque si colloca in un programma più ampio che la provincia e la regione hanno previsto per questa zona geografica. Qual è il PSC del comune di Argelato e cosa prevede per il 2008, risponde Luigi Pasquali.

Sindaco come è cambiato il territorio argelatese negli ultimi anni?
La provincia ha concentrato nella parte nord di questo territorio oltre allo sviluppo industriale già presente dagli anni 70, anche la parte logistica con l’Interporto e commerciale con il Centergross. Sin dagli anni novanta abbiamo assistito all’insediamento di nuovi abitanti che ha riguardato la fascia della seconda cintura come San Giorgio di Piano, Argelato, ecc… I motivi sono stati diversi: la minore congestione del traffico, quindi avvicinamento al posto di lavoro, prezzi degli alloggi più bassi e il livello dei servizi sul territorio qualitativamente più alti rispetto alla grande città.

Come si intreccia il nuovo PSC con i comuni limitrofi?
Il PSC prima di essere realizzato per il singolo comune è stato concertato con i comuni di Reno-Galliera, attraverso il Documento preliminare. E’ quel documento che ha messo insieme lo sviluppo di questa parte del territorio seguendo criteri di coerenza e fattibilità. Per esempio, i progetti relativi alla linea ferroviaria non possono riguardare solo il comune di San Giorgio, ma devono riguardare tutti i comuni situati lungo la linea ferroviaria. Dal punto di vista della viabilità si individuano delle strade su cui si può convogliare il traffico. L’idea è quella di riflettere sulle esigenze di sviluppo di questo territorio per i prossimi 15 anni, e pensare a quali sono le esigenze infrastrutturali. L’individuazione dello sviluppo in alcune aree vuol dire ridistribuire le risorse in modo coerente.

Qual è l’obiettivo principale del PSC?
Partiamo dal presupposto che Argelato e Funo hanno delle dinamiche diverse. L’obiettivo generale è fare in modo che gli insediamenti urbani abbiano un’adeguata gamma di servizi e che gli abitanti si sentano parte centrale di una comunità. Nella fattispecie per Funo si tratta di dare una conformazione al centro abitato che potrà essere migliorata anche in previsione della realizzazione della nuova Galliera già finanziata, e che vedrà nel 2009 l’inizio dei lavori. Altro versante su cui si lavorerà è la stazione ferroviaria che nella prospettiva del progetto metropolitano avrà treni che passeranno con una cadenza di trenta minuti. Nel paese di Argelato il PSC tra le altre cose prevede il potenziamento della centralità di villa Beatrice, sia da un punto di vista di insediamento urbano, che di valorizzazione della villa come luogo centrale per la vita del capoluogo. È parte integrante della pianificazione tutto ciò che riguarda la mobilità alternativa (piste ciclabili, corsie preferenziali, ecc…). Ancora, all’interno della pianificazione della provincia, per Argelato si svilupperà l’asse stradale a nord del paese (via della Costituzione), e sarà il percorso alternativo alla via Centese per il traffico di attraversamento.
Quali sono le prerogative sui temi di risparmio energetico?
Nel pensare allo sviluppo del territorio sono stati inseriti elementi nuovi alle regolamentazioni vigenti, uno di questi è la possibilità di qualificare le costruzioni da un punto di vista energetico. Si cercherà di favorire insediamenti che vanno in questa direzione.

Il piano strutturale comunale è già pronto per essere operativo?
Il PSC è già il frutto di una concertazione e studio con tutti gli organi che studiano la fattibilità delle proposte. Tutte le ipotesi presenti nel PSC sono pronte per essere già messe in atto.
Cosa è il piano strutturale sociale?
Il piano strutturale comunale serve anche a pianificare lo sviluppo delle dotazioni dei servizi sociali. Di qui l’idea di costruire anche un piano strutturale sociale che viaggia in maniera parallela al PSC.
Si tratta di un progetto che prevede a priori le infrastrutture necessarie per un lotto di nuova costruzione.
Funziona così, ogni terreno ha una sua possibilità edificatoria che il privato utilizza per costruire, la parte avanzante non edificata normalmente viene data al comune, il quale aggiunge un’altra quota di edificabilità, che cede a chi costruisce qualcosa. Questo qualcosa è quello che farà parte del piano strutturale sociale, cioè si decide se costruire una scuola piuttosto che una mensa piuttosto che una palestra. Le scelte delle infrastrutture oggi possono essere regolamentate in modo che lo sviluppo del territorio risulti più armonico. L’idea del piano strutturale sociale è proprio questa, scegliere con criterio cosa è meglio per la comunità, questa si chiama perequazione urbanistica già adottata con successo in Lombardia e Veneto.

 
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