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Il telefono, la tua croce
Avv. Paolo Garagnani consulente legale Federconsumatori Bologna
E’ un dato l’invadente susseguirsi di telefonate attraverso le quali ci vengono descritti a ritmo martellante servizi e piani tariffari. Sempre dipinti come irrinunciabili per la loro convenienza e spesso formulati in maniera da farci dubitare della nostra intelligenza se, dopo aver avuto la fortuna di divenire destinatari di cotanta offerta, osiamo improvvidamen-
te rinunciare ai doni della sorte.
Capita così di trovarsi nonostante il nostro diniego e nostro malgrado, coinvolti in attivazioni di linee mai volute, in passaggi, indesiderati, da un operatore ad un altro, forniture onerose di servizi minori (segreteria telefonica virtuale, identificazione del numero chiamante, ecc..)
Spesso avviene che l’utente, seppur avvedutosi della sussistenza di questo arbitrio, rinunci a far valere i propri diritti, convinto che lo sforzo richiesto per farsi giustizia sia maggiore del beneficio. Vale la pena allora segnalare una recente pro-
nuncia emessa dal Tribunale di Genova, che ha duramente sanzionato una primaria compagnia telefonica.
Il consumatore, accortosi dei fatti mediante un esame della fattura, ha richiesto la disattivazione delle prestazioni indesiderate e, non perdutosi d’animo di fronte all’atteggiamento della controparte, si è rivolto agli organi di giustizia per vedersi risarcire il danno patito.
Ebbene, il Giudice, ha riconosciuto meritevole di tutela tale aspettativa risarcitoria.
L’utente quindi ha ottenuto, come detto, il rim-
borso delle spese imputa bili ai servizi non richiesti, nonché il riconoscimento di 500,00 euro per il risarcimento del danno esistenziale, oltre a vedersi sollevato dalle spese processuali, addossate integralmente alla compagnia.
Certo, non si tratta di una somma particolarmente rilevante, ma in via di principio è importante sapere che è possibile vedersi riconoscere i propri diritti pure nellè piccole liti, e ciascuno di noi dovrebbe compiere, senza perdersi d’animo a priori, ogni azione per non piegare la testa al cospetto dei soprusi.


