L’educazione all’ecologia, fondamentale per una cultura sostenibile
Nuove proposte sul porta a porta
Il problema della raccolta “Porta a porta” lacera il paese da oltre 7 mesi. E’ emerso con chiarezza che una parte molto rilevante dei cittadini di Argelato è fortemente e fermamente orientata a favore del mantenimento della raccolta stradale. Alcuni richiedono maggior dotazione di cassonetti, altri propongono la creazione di più numerosi punti di raccolta o isole ecologiche (integrate possibilmente dalla raccolta degli oli esausti), molti invocano una maggior sorveglianza per scoraggiare e sanzionare gli irresponsabili.
Dal punto di vista normativo si rileva un’assoluta contrarietà alle norme in materia di abbattimento delle barriere architettoniche per favorire l’accesso alle singole strutture da parte dei disabili. Tra le prescrizioni ivi contenute, si rileva la larghezza minima dei percorsi pedonali, fissata in m 1,50: esempio lampante via Gramsci. E’ una strada con problemi notevoli di spazi, con auto parcheggiate su ambo i lati, marciapiedi al limite della regolarità che di sicuro con i bidoncini fuori non saranno più a norma. Altro caso, via San Giobbe, dove c’è il complesso scolastico. Paventiamo il caso di un bambino che corre e istintivamente schiva l’ostacolo, scendendo repentinamente dal marciapiede: anche una banale scivolata comporta rischi civili e penali, non basta essere sensibili al problema. Altri esempi: le difficoltà di esposizione dei contenitori da parte di cittadini che non abitano al piano terra, ma hanno l’appartamento ai piani alti di palazzine non servite da ascensore. Si pensi ancora alle difficoltà che incontreranno i cittadini più anziani che, nell’impossibilità di provvedere autonomamente all’esposizione di contenitori nella pubblica via, saranno costretti a chiedere l’ausilio di terze persone, consentendo loro di entrare nella propria abitazione privata, con tutti i conseguenti rischi di truffe ed accessi abusivi.
Va poi sottolineato che il permanere dei rifiuti per più giorni nei contenitori, seppur ermeticamente chiusi, espone comunque il cittadino a pericolose e fastidiose esalazioni al momento dell’apertura del contenitore per lo smaltimento dei rifiuti giornalieri, soprattutto nel periodo estivo, quando le alte temperature inevitabilmente avviano processi di fermentazione dei rifiuti. Illustro, inoltre, la segnalazione da parte di un intero condominio, quello di via Centese 286, 288, 290, dove la ditta Geovest ha iniziato la consegna dei bidoni condominiali per la raccolta differenziata dei rifiuti.
Essi presentano varie tipologie di non conformità:
1. La chiusura di sicurezza è mancante (non c’è la protezione antivandalismo).
2. Manca autorizzazione condominiale.
3. Manca una definizione condivisa dal condominio dell’area di pertinenza.
4. Manca l’adeguamento igienico sanitario dell’area di pertinenza.
5. Non è chiaro chi deve provvedere alla pulizia dell’area di pertinenza dei bidoni condominiali.
L’area prescelta da Geovest per i bidoni è quella normalmente occupata dai bambini per giocare; lascio a voi immaginare che cosa può succedere in fatto di igiene e prevenzione malattie, nel periodo estivo con i bidoni mezzi aperti e una parte dei rifiuti disseminata attorno ad essi, con i bambini che giocano a fanco o addirittura sopra ai rifiuti stessi.
Considerando che i cittadini hanno rifutato i bidoncini dell’indifferenziato (manca la delibera condominiale) ora i rifiuti vengono esposti accanto ai cassonetti rimasti con buste o sacchi di plastica.
A voi ogni considerazione su quanto di schifoso sta avvenendo.
Le preferenze dei cittadini, come detto prima, si sono indirizzate all’incremento dei cassonetti stradali: in questo modo, chi è già sensibile al conferimento differenziato dei rifiuti potrà farlo più comodamente. Dalla maggior comodità nascerà l’abitudine a separare meglio ciò che si deve buttare.
Occorre aggiungere anche un’adeguata frequenza di svuotamento, perché spesso chi trova un contenitore troppo pieno è portato a scaricare i propri rifiuti nel primo cassonetto libero, anche se destinato ad una diversa tipologia di raccolta. Questo sistema di conferimento sarà ancora più effcace dicono i cittadini di Argelato se saranno intensifcati i controlli, assistiti anche da sanzioni progressive per chi non ottempera agli obblighi di conferimento differenziato. Da sempre infatti le norme che impongono obblighi, senza prevedere adeguate sanzioni a carico dei trasgressori, non vengono rispettate.
Un’altra necessità, imprescindibile per l’obiettivo da raggiungere, è organizzare meglio l’informazione, ad ogni livello, per aiutare tutti a differenziare perfettamente.
Sono sicuro, anche per colloqui avuti direttamente, che molti che stanno attuando il porta a porta commettono degli errori, ovviamente in buona fede, ma che rischiano di pagare nella bolletta. Dovranno essere programmate assemblee, riunioni o conferenze, per spiegare dettagliatamente la destinazione dei vari materiali che entrano nelle case di tutti e che non si sa, poi, dove buttare. Bisogna predisporre e distribuire una lista più completa e più precisa, da aggiornare in base ad eventuali successive richieste dei cittadini, disponibile nelle scuole, sul sito del Comune e della società di raccolta e in altri luoghi pubblici da designare.
L’informazione dovrebbe poi essere estesa anche alla destinazione dei materiali raccolti e riciclati. Sapere a chi sono destinate le diverse frazioni di raccolta, come viene utilizzata, che ritorno economico c’è per noi cittadini; conoscere i dati degli altri comuni, la qualità dei nostri conferimenti: tutte informazioni che rendono il cittadino attore dei progressi raggiunti, anziché semplice e muto spettatore.
Quest’opera di educazione all’ecologia e al riutilizzo di ogni tipo di risorsa, deve partire dalle scuole, fn dalle classi elementari, per preparare anche i giovanissimi al rispetto dell’ambiente e delle future generazioni. Come componente del PDCI, nella mia autonomia politico - organizzativa che ho da quando ho costituito il Gruppo Consiliare “Comunisti Italiani - Centrosinistra per Argelato”, avevo formulato la seguente proposta operativa:
Costituzione di un tavolo tecnico in cui siano rappresentati paritariamente esponenti favorevoli alla raccolta dei rifiuti porta a porta, ed esponenti favorevoli a una proposta alternativa: al termine, trovata la proposta che soddisfa entrambe le parti, porre il quesito a referendum popolare.
Continua a non convincermi il Sindaco quando parla di “mantenere impegni presi”…ma impegni presi con chi, perché? Ha anche parlato di “scommessa”, parola sconveniente quando si tratta di amministrare la cosa pubblica.
Si parla di migliorie che possono essere attuate al regolamento votato: intanto però, è partita una cosa sgradita se non alla maggioranza assoluta dei cittadini, almeno a una parte davvero molto consistente.
Troppi dubbi, troppi interrogativi ruotano attorno a questa iniziativa, senza contare le offese ricevute da alcuni cittadini “colpevoli” di aver visto alcuni operatori di Geovest buttare a casaccio i rifiuti, dando così un pessimo esempio. Il risultato di tutto questo bailamme è che la gente è furibonda, disorientata e rischia di pagare pecuniariamente e in salute tutto questo caos! Ho votato contro questo regolamento, anche se io considero il porta a porta un punto di arrivo, non immediato, però.
Occorre modificare le abitudini della gente con gradualità, non stravolgerle. C’è troppa fretta di concludere, lasciando i problemi irrisolti, lasciando a un “dopo” generico l’eventuale risoluzione.
Abbiamo sotto gli occhi quello che è successo in Campania, l’intreccio di responsabilità che ha portato questa situazione drammatica dei rifiuti, colpevoli le imprese e i rappresentanti delle pubbliche istituzioni, su tutti autorevoli membri del nuovo Partito Democratico. Attenzione, il PD sembra nascere come il Partito della questione dei rifiuti chissà se l’elettorato lo farà diventare il Partito dei rifutati.
Il testo completo dell’intervento compare nella Delibera n.2 del Consiglio Comunale del 16 Gennaio 2008.
di Mario Corticelli mario_corticelli@yahoo.it

