Foglio Aperto

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Facciamo centro

Il nuovo disegno urbanistico del comune di Argelato, una proposta partecipata

Facciamo centro

Facciamo Centro, è il progetto urbanistico svi­luppato dal Comune di Argelato con la col­laborazione del dipartimento di Architettura e pianificazione territoriale dell’università di Bo­logna. L’iniziativa ha avviato una fase di ricerca, studio e proposizione di soluzioni e metodologie per lo sviluppo urbanistico del Comune di Arge­lato. L’assetto futuro dell’area sarà sempre più caratterizzato dalla centralità di villa Beatrice, in quanto l’abitato si estende fino a racchiuderla al suo interno. Ma si tratta anche di una centralità storica e culturale per il ruolo che potrà giocare nella crescita sociale della comunità.
Facciamo Centro ha prodotto numerose occasio­ni di incontro, workshops e seminari integrati da presentazioni pubbliche, studi accademici e ses­sioni di confronto con la cittadinanza. 1/ processo di ricerca e analisi, iniziato nel 2006, ha costitui­to un importante focus sl,ll disegno della città contemporanea e la promozione della qualità urbana: una maniera dinamica, dialettica e par­tecipata per coinvolgere a tutti i livelli cittadini, politici e tecnici.
I vari incontri con i cittadini hanno evidenziato l’esigenza di potersi muovere a piedi o in bi­cicletta, poter passeggiare sotto un portico e magari incontrarsi in piazza. Tutto ciò vuoI dire una comunità con un tessuto urbano denso, una miscela di case a schiera ed edifici che definisco­no gli spazi pubblici principali. Per garantire la qualità funzionale ed estetica, /’ideale sarebbe /’inserimento di un codice urbano con regole che vadano dall’uso del suolo alle proporzioni delle finestre e ai materiali.
I partners internazionali che hanno supportato /’iniziativa sono stati, International network far braditional building, Architecture and urbanism (London), Council foreuropean urbanism (Lon­don) e Katarxis urban workshops (Luxembourg). Hanno presentato alla comunità il caso di Poun­dbury, un modello di successo che, mettendo d’accordo laburisti e conservatori, è stato assunto come progetto modello dall’istituzione britan­nica responsabile per l’urbanistica, l’ufficio del vice primo ministro incaricato di promuovere la costruzione di 4 milioni e mezzo di nuovi alloggi. La città è stata progettata secondo un principio elementare, la forma urbana consente le neces­sità quotidiane tramite una distanza pedonale dalle case, dagli uffici e dai negozi di circa 15 minuti.
La “walking ciW”sarà la vera rivoluzione della città per tutti, una nuova dignità ed integrazione per giovani, anziani, immigrati e residenti, ricchi e poveri che siano.
I materiali elaborati, raccolti in CO, e disponibili prossimamente sul sito del Comune, rappresen­tano la definizione del progetto, a scala urbana, da cui il nome “1 Project” del percorso di parteci­pazione e confronto con i cittadini.
” sindaco Luigi Pasquali ci racconta del pro­getto: idee emerse dai vari incontri e pro­spettive.
Quali sono gli obiettivi del progetto Facciamo Centro?
Possono essere brevemente sintetizzati nella ri­cerca di un filo che .. leghi la qualità del costruire alla qualità urbana, qualità sociale e alla qualità dell’ambiente.
Se la modalità del costruire corrisponde a indiriz­zi pensati e condivisi si può arrivare al migliora­mento della vita del cittadino su vari fronti. Perché la scelta del nome Facciamo Centro? Perchè la definizione dei prossimi interventi ur­banistici andrà a concludere la possibilità di svi­luppo attorno a villa Beatrice. In tutto questo la villa ed il suo parco rappresenteranno, sia simbo­licamente che materialmente, il centro della vita della comunità. Abbiamo interpellato i cittadini per ricercare un’idea condivisa di sviluppo del centro storico. Anzi l’idea di fare un nuovo centro storico.
(ome è percepita dal cittadino l’idea della città? Dal confronto sono emersi il limite e l’insuffi­cienza dell’identità urbana del paese e che “fare centro” non è soltanto un insieme di costruzioni singolarmente piacevoli. La città non è solo illuo­go dove si dorme, ma si lavora, si vive. Quindi un insieme di spazi privati e pubblici, del commercio e del tempo libero, di ambiente naturale e co­struito, dove c’è spazio per muoversi a piedi, ma anche in automobile.
Quali sono i punti più importanti su cui inter­venire?
Assieme allo spazio nuovo va riqualificato l’esi-
Facciamo Centro, è il progetto urbanistico svi­luppato dal Comune di Argelato con la col­laborazione del dipartimento di Architettura e pianificazione territoriale dell’università di Bo­logna. L’iniziativa ha avviato una fase di ricerca, studio e proposizione di soluzioni e metodologie per lo sviluppo urbanistico del Comune di Arge­lato. L’assetto futuro dell’area sarà sempre più caratterizzato dalla centralità di villa Beatrice, in quanto l’abitato si estende fino a racchiuderla al suo interno. Ma si tratta anche di una centralità storica e culturale per il ruolo che potrà giocare nella crescita sociale della comunità.
Facciamo Centro ha prodotto numerose occasio­ni di incontro, workshops e seminari integrati da presentazioni pubbliche, studi accademici e ses­sioni di confronto con la cittadinanza. Il processo di ricerca e analisi, iniziato nel 2006, ha costitui­to un importante focus sul disegno della città contemporanea e la promozione della qualità urbana: una maniera dinamica, dialettica e par­tecipata per coinvolgere a tutti i livelli cittadini, politici e tecnici.
I vari incontri con i cittadini hanno evidenziato l’esigenza di potersi muovere a piedi o in bi­cicletta, poter passeggiare sotto un portico e magari incontrarsi in piazza. Tutto ciò vuoI dire una comunità con un tessuto urbano denso, una miscela di case a schiera ed edifici che definisco­no gli spazi pubblici principali. Per garantire la qualità funzionale ed estetica, /’ideale sarebbe l’inserimento di un codice urbano con regole che vadano dall’uso del suolo alle proporzioni delle finestre e ai materiali.
I partners internazionali che hanno supportato l’iniziativa sono stati, International network far braditional building, Architecture and urbanism
stente, per valorizzare ciò che già c’è attorno al­l’attuale nucleo che snoda lungo la via Contese, anche nella prevista ipotesi di costruzione di una strada di circonvallazione esterna.
In questo orizzonte si conferma la necessità di valorizzare villa Beatrice, come luogo di vita so­ciale, polmone verde e luogo di ritrovo. obiettivi che si confermano e che troveranno una prima realizzazione nella nuova sede del centro sociale, con il recupero della stalla/torre e con il progetto di localizzazione della biblioteca con funzioni po­tenziate all’utenza giovanile.
Questa nuova concezione del (omune preve­de degli accorgimenti particolari?
Si prevedono particolari attenzioni, dal recu­pero di culture tradizionali per l’arredo urbano, all’adozione delle moderne tecniche costruttive per il risparmio energetico che potranno essere prescritte come elementi di qualità.
Cosa succederà nell’immediato futuro?
Il lavoro iniziato è un laboratorio di idee che con­tinuerà con altri appuntamenti di approfondimento sempre più specifici. Nel prossimo, a giugno, vor­remmo chiamare gli esperti di altre nazioni, per con­frontare esperienze, in particolare sulla sostenibilità ambientale delle tecniche di progettazione.
Il materiale raccolto finora servirà per la prepara­zione del piano strutturale comunale, che potrà tradurre in norme ed indirizzi quanto riterremo utile emergerà da questo lavoro. Un disegno ur­bano per i prossimi 20 anni e oltre. Ma l’aspetto più significativo è che segnerà, in maniera de­finitiva, le caratteristiche del nucleo urbano di Argelato.

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