Foglio Aperto

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Farmaci a misura di bambino

Farmaci a misura di bambino è la campa­gna lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per avviare un progetto che coinvolga l’intera comunità scientifica, l’industria e i governi. Si tratta di promuovere normative per favorire lo sviluppo e l’accesso alle cure più ade­guate per i più piccoli.

Nei Paesi industrializzati più della metà delle prescrizioni farmaceutiche destinate ai bambini hanno per oggetto medicinali progettati e testati su adulti.

In mancanza di formulazioni e dosaggi su misura per le varie classi di età, si adotta la soluzione di spezzare o utilizzare frazioni di compresse o dosi approntate con farmaci destinati per chi bambino non è più. Allo stesso tempo sono pochissimi i test clinici di riferimento condotti su pazienti pediatrici, rispetto a quelli condotti su pazienti adulti. La conseguenza è che l’efficacia e i possibili rischi connessi all’utilizzo che un farmaco può avere sui piccoli sono molto spesso non del tutto conosciu­ti, e in questi casi sui foglietti illustrativi si legge: sconsigliato l’uso sotto a X anni. Oltre il 50% dei farmaci tutt’oggi impiegati non è mai stato sperimentato sui bambini, e per alcune patologie si arriva fino al 90% (patologie rare, im­piego dei farmaci in paesi in via di sviluppo, dove il diritto alla cura è ancora un diritto negato). Questa situazione si è creata perchè il “mercato” del farmaco per bambini è un “mercato” relativa­mente piccolo e pertanto insufficiente a motivare le industrie a investire nella ricerca pediatrica, oltre alle forti perplessità che in genere suscita parlare di sperimentazione sui piccoli pazienti.

Cosi attualmente, se è già un problema per il pe­diatra essere costretto a volte a dover scegliere tra farmaci “per adulti” ed adeguarne la dose, la situazione diventa ancora più seria quando sono i genitori che usano farmaci da banco (farmaci acquistabili senza ricetta medica) per i loro pic­coli, ignorando le giuste quantità. Il fatto di pote­re acquistare questi farmaci liberamente finisce per farli apparire un pò meno farmaci e quindi un pò meno pericolosi. Può capitare così che ge­nitori giustamente preoccupati per il malessere del figlio finiscono per somministrare iperdosaggi per favorire una rapida guarigione. Inoltre, visto che i bambini sono soggetti più che gli adulti a contrarre, raffreddori, tossi, naso chiuso, per più volte in un anno, il contatto con questi farmaci si rinnova di conseguenza.

E non è raro a volte che genitori assonnati, nel cuore della notte versano una dose eccessiva di sciroppo, oppure un genitore dimentica di riferire all’altro di aver già somministrato il farmaco. Vi­sto che molto spesso sono i nonni a passare parte della giornata con i piccoli, davanti al bambino che sta male, fanno del loro meglio aggiungendo quel farmaco che su di loro ha fatto tanto bene. Il farmaco anche se di libera vendita, non è un bene di consumo e il suo uso comporta sempre una valutazione a monte tra benefici e rischi. A margine di questi esempi, purtroppo frequenti, si deve consigliare ai genitori di provare a superare lo stress di dover dare per forza qualcosa ai loro figli malati anche per le piccole patologie, che probabil­mente si risolverebbero da sole. Bisogna rivolgersi in primis al pediatra, oppure nel caso si acquisti un farmaco di libera vendita leggere attentamente il foglietto illustrativo e meglio ancora, consultarsi con il farmacista che potrà dare le informazioni necessa­rie circa l’idoneità dell’assunzione.

Dott. Ventura Andrea Farmacia S.Michele di Argelato

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