In provincia funziona il porta a porta

No ai cassonetti

Le percentuali più alte nei Comuni con la raccolta a domicilio. E’ Geovest la società più virtuosa nel riciclaggio dei rifiuti
di Alberto Agostinis e Andreina Baccaro
La raccolta porta a porta conviene. Conviene alle società che gestiscono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, perché aumenta la percentuale di raccolta differenziata e diminuisce i costi di trattamento della spazzatura. Conviene ai cittadini in termini di comodità e diminuzione delle tariffe pagate per lo smaltimento dei rifiuti.
Monteveglio, Sasso Marconi, Monte San Pietro, Crespellano (in vigore da appena una settimana), Argelato sono i primi paesi della Provincia ad adottare il sistema integrale (famiglie, aziende, negozi) del porta a porta. Il progetto pilota è quello di Monteveglio, un piccolo paese di 5.000 abitanti, che è partito già nel 2005, con risultati sorprendenti. In due anni è arrivato al 58,7% di raccolta differenziata, percentuale più alta in provincia nel 2006. Negli ultimi mesi sono partiti anche Sasso Marconi e Monte San Pietro ed è stato il boom. A Sasso Marconi, in un mese, la raccolta differenziata è salita dal 17 al 67,3% . Nel mese di gennaio è arrivata addirittura al 70,3%. A Monte San Pietro stessa musica: un aumento schiacciante al 73,37% in tre mesi.Cartello ricicli

Ma come funziona il porta a porta? Gli addetti ai rifiuti passano a ritirare, in giorni prestabiliti, i sacchetti di immondizia di diverso colore per ogni materiale da riciclare: azzurro per la carta, giallo per la plastica, grigio per la raccolta indifferenziata.

Si ha un guadagno di immagine per le città grazie all’eliminazione dei cassonetti sulle strade (rimangono solo le campane per il vetro) e un vantaggio economico che può sembrare paradossale. Se servono più lavoratori per la raccolta, e quindi più buste paga, come può l’operazione costare meno ai cittadini? Il dilemma è presto spiegato: le amministrazioni locali pagano un costo per ogni tonnellata di rifiuti indifferenziati portati in discarica (per un comune come Monte San Pietro, la cifra è di circa 110 euro a tonnellata). Diminuendo la quantità di indifferenziata, diminuisce la cifra dovuta, e aumentano gli introiti, perché per la differenziata si ricevono contributi dai consorzi che si occupano dello smaltimento (Conai, Coreve, e altri). I benefici per i cittadini sono immediati: a Sasso Marconi per la prima volta dal 2003, la Tarsu (tassa sui rifiuti) non è aumentata. A Crespellano il passaggio al porta a porta ha permesso all’amministrazione locale di non aumentare del 20% l’annuale balzello legato ai metri quadrati degli appartamenti. Il sistema domiciliare, inoltre, consente di premiare chi effettua bene la raccolta differenziata, infatti più si differenzia meno svuotamenti saranno necessari, meno si pagherà.No ai cassonetti

Anche ad Argelato, la società GeoVest ha avviato il sistema di raccolta porta a porta e il comune, con una percentuale del 47,8%, è al quarto posto nella classifica dei 12 comuni della provincia che hanno raggiunto il tetto del 35% di raccolta differenziata, stabilito dalle normative nazionali e comunitarie. Ma tutto il territorio provinciale, nel suo insieme, vede la raccolta differenziata ferma al 29,4%.

L’azienda Geovest gestisce la raccolta e il trattamento dei rifiuti in 8 comuni dell’area della pianura nord-occidentale. Un’azienda virtuosa, visto che ben 5 di questi comuni hanno percentuali di raccolta differenziata superiori al livello minimo del 35%. E più si differenzia meno si paga: quasi tutti i comuni serviti dalla GeoVest hanno sostituito il sistema della tassa (fissa e dovuta all’amministrazione comunale) con il sistema a tariffe, che permette di modulare gli importi in base all’effettiva quantità di rifiuti e viene corrisposta direttamente alla società, sollevando le amministrazioni dal pagamento delle quote non coperte dalle tasse. A Crevalcore una famiglia paga una tassa di 1,20 euro a metro quadro, contro l’1,70 euro di Pianoro e i 2,02 di Bologna (entrambe servite da Hera).

I comuni meno virtuosi sono quelli della zona montana, serviti dalla società Cosea Ambiente, con una percentuale di raccolta differenziata del 21%. Solo uno di essi, Monghidoro, ha raggiunto il livello minimo di raccolta differenziata del 35%.

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