Pari Opportunita’: non solo sulla carta
di Maria Grazia Polastri
Quando sento parlare di “pari opportunità” per le donne mi sento a disagio perché nella cultura della mia generazione la parità fra uomini e donne è un concetto già acquisito.
Chi ha più o meno 40 anni oggi, è cresciuto dopo che le donne, le lotte femministe, negli anni ’60 e ’70 avevano raggiunto obiettivi molto importanti.
Sulla carta è davvero così. Esistono leggi adeguate in tutta Europa, Italia compresa, c’è un Ministro per le pari opportunità, comitati per le pari opportunità a tutti i livelli istituzionali, insomma tutto quello che serve. E allora perché l’esame dei dati, delle statistiche, è così sconfortante? Il tasso di occupazione femminile in Italia è solo del 46%, ed è tra i più bassi a livello europeo, tanto che il distacco rispetto alla media UE è del 10% che sale al 13% per la fascia di popolazione femminile tra i 45 ed i 64 anni. È risaputo quanto sia difficile l’accesso al mondo del lavoro, in più per le donne che lavorano su-bentrano le differenze di trattamento economico e le difficoltà di conciliazione tra la vita lavorativa e le necessità famigliari.
Nella nostra regione fortunatamente i dati sono migliori, il tasso di occupazione femminile si assesta intorno al 60%, e questo grazie anche ad una buona dotazione di servizi per l’infanzia e per gli anziani che ha permesso alle donne di non essere sempre costrette a scegliere tra il lavoro e la famiglia. Nella politica le cose non vanno meglio e lo leggiamo continuamente sui giornali.
C’è poca presenza femminile, il numero delle elette in parlamento, nelle legislature che si sono succedute fino ad oggi, è ben al di sotto della media europea.
C’è un incremento nella presenza di donne elette negli enti locali, ma la parità di presenza è ancora lontana. Nel nostro consiglio comunale su 16 consiglieri eletti solo 5 sono donne.
Nella giunta va meglio con 2 assessori donne su 5 (il 40% contro il 17% della media nazionale). E’ necessario far crescere il desiderio di partecipazione delle donne alla vita delle istituzioni, e proprio per soddisfare questa necessità, ad Argelato è nato e cresciuto, un gruppo di donne che si è chiamato “Le donne e la vita”. Dal gruppo emergono idee nuove che incrementano il calendario di iniziative organizzate ogni anno in primavera e che tratta temi “al femminile”. Ricordo solo alcuni degli argomenti degli anni passati: il consultorio ed i servizi a sostegno della maternità, i diritti delle donne lavoratrici, delle lavoratrici precarie, i rapporti con i figli adolescenti. Sono state organizzate mostre e iniziative cultu-rali per far conoscere i lavori di artiste del nostro territorio. La storia è sempre stata presente, quella delle partigiane, delle lotte delle mondine, della conquista del diritto al voto. E’ stato molto partecipato uno spettacolo teatrale sulla violenza subita da una donna nella propria casa. Lo stesso consiglio comunale ha convocato la “giornata contro la violenza sulle donne”. In questo gruppo, che si allarga ogni anno, sta emergendo un desiderio di partecipazione, un desiderio da non sottovalutare perché le donne che ne fanno parte esprimono idee molto interessanti in modo altrettanto appassionato. Ci siamo trovate ad esaminare situazioni, scelte, che hanno un impatto diverso sugli uomini e sulle donne anche se all’apparenza non è così, non si tratta solo di gestione di servizi sociali ma anche di scelte urbanistiche, di territorio, di maggiore conoscenza del tessuto economico presente nel nostro comune. A seguito di queste sollecitazioni è stata fatta una ricerca di notizie di tipo demografico, economico e sociale sulle donne di Argelato, è stato elaborato un piano di azione, per favorire le pari opportunità, un piano di azioni positive che sarà completato e presentato nei prossimi mesi. A mio avviso questo è il modo migliore di ricordare che quest’anno è l’anno europeo per le pari opportunità.
Gli incontri e le iniziative pubbliche non sono il solo modo di ricordarlo ma sono necessarie anche azioni volte all’aiuto che si può dare per conciliare la vita famigliare con quella lavorativa, oppure far conoscere le attività economiche gestite da donne nel nostro territorio (come ad esempio molte delle aziende che si trovano al Centergross), oppure il miglioramento della sicurezza delle donne nel nostro comune. Le pari opportunità devono essere garantite non solo sulla carta ma anche nella pratica. Si tratta di un lavoro lungo che necessita di azioni pratiche e di un cambiamento culturale, anche nelle donne.
Con “Le donne e la vita” proviamo a farne un pezzetto, un pezzo che credo sarà utile per procedere, in futuro, in questa direzione.

