Foglio Aperto

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Prevenire è meglio che curare

L’attenzione a particolari accorgimenti possono evitare situazioni spiacevoli

Prevenire meglio di curareSempre più spesso la cronaca ci porta a co­noscenza di episodi che hanno come vitti­me le donne. Sostanzialmente le aggressioni, riferendomi ad un ambito extra domestico, avvengono per due motivi: per impossessarsi dei beni (scippi o rapi­ne) o ancor peggio aggressioni a sfondo sessuale che possono arrivare alla violenza consumata. Sono istruttore di difesa personale e di tecniche operative da una decina d’anni, sono del parere che comunque sia meglio, ove possibile, evitare il contatto con l’aggressore in quanto natura vuo­le che noi ometti siamo fsicamente più forti. Ci sono degli accorgimenti che si possono adot­tare, per esempio si possono evitare zone noto­riamente mal frequentate oppure se c’è la possi­bilità farsi accompagnare. A chi ha l’abitudine di portare la borsa, è consigliato metterla a tracolla non tenendola verso il centro della strada, ciò im­pedisce l’agevolazione dello scippo. Lo zainetto è bene che sia portato davanti per evitare di essere borseggiati senza accorgercene. Se mentre si passeggia, notiamo un “capannello” di persone sconosciute e per proseguire dobbia­mo passare in mezzo a loro, cambiamo strada e cerchiamo di avvicinarci a locali pubblici. Molto importante è anche il grado di attenzione che si presta a ciò che ci circonda, mentre cam­miniamo cerchiamo di individuare obiettivi che in caso di necessità possano fornire l’aiuto di al­tre persone (bar, negozi ecc.) Consiglio prima di uscire, prendere l’abitudine di tenere il danaro contante diviso in più tasche, questo fa si che in caso di aggressione non tutto ciò che è nostro ci venga tolto.


Nel caso si venga fatte oggetto di rapina, sempre che solo di rapina si tratti, consegnare spontane­amente quanto ci viene richiesto senza opporci, meglio essere alleggerite di qualche euro e rifare i documenti che farsi medicare. Diverso è se le attenzioni che vengono rivolte sia­no palesemente finalizzate alla violenza sessuale, è evidente che in queste circostanze la prudenza che è stata adottata è stata insufficiente o inutile e dobbiamo affrontare la situazione. Teniamo conto che in caso di aggressione fsica improvvisa e non preventivata il nostro corpo reagisce in maniera involontaria: forte scarica adrenalinica, essicazione della salivazione, re­stringimento del campo visivo, notevole rallen­tamento dei movimenti muscolari e difficoltà ad esprimersi. In questa ipotesi (mi rendo conto che è più facile a dirsi che a farsi), è fondamenta­le riuscire ad essere calme così facendo sarà più facile dominare le reazioni controproducenti cau­sate dalla situazione. Il fatto di riuscire a gridare induce l’aggressore, nella maggior parte dei casi, a desistere.

Partecipare a corsi di difesa personale aiuta mol­to ad avere un miglior controllo di se, ovviamen­te la tecnica ci darà qualche possibilità in più di limitare i danni.

Se durante lo shopping o la passeggiata notiamo qualcuno o qualcosa che ci insospettisce allertia­mo immediatamente le Forze dell’Ordine, il tele­fono cellulare sul quale sono precedentemente stati salvati i numeri di Carabinieri, Polizia di Sta­to o Polizia Municipale si rivelerà un buon aiuto. Nelle ultime settimane si è assistito ad un in­teresse mediatico sul fenomeno dello stalking, forse perché ad esserne interessata è stata una famosa donna dello spettacolo. Questo fenomeno è oggetto di studio negli Sta­ti Uniti da diversi anni. Il termine inglese “stalking” (letteralmente: perseguitare, fare la posta) indica quegli atteggiamenti tramite i quali una persona affigge, perseguita un’altra persona con intrusioni, appostamenti, tentativi di comunica­zione ripetute e indesiderate, come ad esempio lettere, telefonate, email, sms, tali da provoca­re nella “vittima” ansia e paura, e da renderle impossibile il normale svolgimento della propria esistenza.

Lo stalker può essere un conoscente, un collega, un completo estraneo, oppure nella maggior par­te dei casi un expartner. In genere essi agisco­no per recuperare il rapporto precedente o per vendicarsi per essere stati lasciati. Alcuni stalker agiscono con l’intento di stabilire una relazione sentimentale, questi sono individui che in genere hanno gravi difficoltà nell’instaurare una normale relazione.

Altri, invece, possono soffrire di gravi disturbi mentali che li inducono a credere con convinzio­ne all’esistenza di una relazione, che in realtà non c’è, o comunque alla possibilità di stabilirne una. Altri stalker molestano persone conosciute o sconosciuti allo scopo di vendicarsi per qualche torto reale o presunto.


di Claudio Balboni Ass. Sc. Polizia Municipale Reno Galliera

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