Rifiuti: Peccato per l’occasione sprecata
Ieri sera si è svolta al Centro Civico di Funo l’assemblea organizzata dall’APA (Argelato Per l’Ambiente). Ho partecipato in quanto mi interessa la posizione dei “disobbedienti” Argelatesi che non si rassegnano alla raccolta domiciliare. Immagino che se rifiutano il porta-a-porta , avranno comunque delle ottime e percorribili alternative per incrementare la quantità e la qualità della nostra raccolta differenziata
La partecipazione è stata notevole, almeno 200-250 persone riempivano l’afosa sala nella quale non erano state previste così tante sedie e in molti ci siamo ritrovati in piedi.
Il malcontento per l’iniziativa comunale serpeggia tra i partecipanti e il presidente dell’assemblea verso le nove da inizio ai lavori illustrando le motivazioni della protesta (le stesse illustrate qui) e le ragioni per aderire al Comitato. La discussione prosegue, tra qualche intervento del pubblico e del consigliere Marco Mazzanti. Molti si interrogano sul ruolo di Geovest e sulla tempistica di attuazione della delibera comunale e di acquisto/consegna dei bidoncini. In diversi sono preoccupati che i loro soldini siano già stati spesi per l’acquisto dei contenitori e/o dei furgoni necessari al loro svuotamento, altri si interrogano sulle questioni di responsabilità civile nei confronti di chi eventualmente si faccia male inciampando nei bidoni.
Finalmente dopo una abbondante oretta di discussione, si scoprono le carte: “Noi non facciamo proposte alternative per la raccolta dei rifiuti. Mica siamo tecnici. Le proposte sulla soluzione del problema le deve fare Geovest. La soluzione che vi consigliamo di adottare è di NON RITIRARE I BIDONCINI!”
Meraviglioso… anzi geniale. C’e’ un problema (arrivare all’80% di differenziazione dei rifiuti) e la soluzione proposta da ApA è NON RITIRARE I BIDONCINI! Cazzo… ma è meglio la soluzione del Comune, almeno va nella giusta direzione. Possibile che nessuno si interroghi su cosa succede NON ritirando i bidoncini?
Ah, finalmente… qualcuno domanda.
Nulla si rischia se non si ritirano i bidoncini, se non che i cassonetti saranno comunque smantellati e chi non ha i bidoncini non saprà dove mettere i rifiuti.
Mi rendo conto che i comuni limitrofi soffriranno di ciò, ma sono dell’idea che questo porterà anche loro ad adottare velocemente delle opportune politiche per la raccolta differenziata dei rifiuti.
Non posso fare a meno di chiedermi per quale motivo il comitato che si è costituito immediatamente dopo la famigerata delibera comunale, ha pensato esclusivamente al proprio orto… pardon, giardino, ingombrato dai bidoncini e non al problema principale della differenziazione dei rifiuti. Hanno forse perso di vista l’obiettivo della delibera? Non sarebbero forse stati più convincenti investendo in proposte anzichè in proteste?
Invece di chiedere pareri legali avrebbero potuto chiederne di ambientali . Invece di organizzare un referendum si possono visitare in loco comuni che stanno facendo altre esperienze. Non basta videoproiettare gli articoli della stampa che mostrano le difficoltà di alcuni comuni dove si pratica la raccolta porta-a-porta. Anche perchè per tanti che l’hanno o l’avranno e non la vogliono, sarebbe necessario citari i tantissimi che non l’hanno ma la vorrebbero fare (e sono quelli che maggiormente stanno vivendo il problema rifiuti). Altri la stanno già facendo e ne sono contentissimi.
Diversamente si rischia di assomigliare a certa stampa che fa informazione a senso unico esclusivamente per pilotare l’opinione pubblica a piacimento.
Peccato… questo comitato avrebbe anche potuto piacermi, invece devo auspicarmi che finisca in una bolla di sapone se non vogliamo un nuovo inceneritore o una nuova discarica vicino a casa.
Peccato… un’ottima occasione persa


Caro max, rispetto la tua opinione, ma non penso che nel nome del sacro principio della tutela ambientale dobbiamo accettare passivamente la prima proposta che ci cade dall’alto.
Hai omesso di ricordare che il comune di Argelato (se sono vere le statistiche presentate) ha già il 50 % di raccolta differenziata rispetto al 30-35% dei comuni della provincia di Bologna.
Magari per aumentare questa percentuale non occorre stravolgere il metodo, ma incrementare le opportunità incentivandola e punendo a campione con sanzioni chi caccia nei cassonnetti ogni cosa gli passi per le mani.
Cmq c’è un problema di fondo: tu pensi che il metodo geovest possa realmente migliorare l’ambiente, io penso che questo metodo possa solo migliorare la geovest.
Opinioni diverse non penso che cambieremo facilmente idea.