Foglio aperto è il periodico del Comune di Argelato. Gli articoli del giornale sono digitalizzati manualmente. Segnalazioni di errori e/o omissioni vanno inviate a questo indirizzo.

Associazioni » Foglio Aperto

Le chiavi di casa Onlus, intervista al presidente

Una pubblicazione tratta dal “Notiziario Anffas” n. 4/2007
di Claudia Beghelli

Consigliere della Fondazione
Le chiavi di casa”- onlus

casa-onlus-argelato.jpgLa Fondazione di Partecipazione “Le chiavi di casa”- Onlus è la naturale continuazione di un processo di maturazione compiuto dai soci di Idee ed Esperienze Onlus. L’Associazione costituitasi nel 1999, a seguito di un corso biennale di mutuo aiuto per famiglie con disabili, voluto e seguito dall’attuale dirigente del settore servizi sociali dell’AUSL Bologna, Dottoressa Lelia Govoni.

L’Associazione Idee ed Esperienze Onlus, guidata dal Presidente Rino Montanari, in collaborazione con l’ASL e cinque comuni del distretto Pianura Est (Castel Maggiore, Granarolo dell’Emilia, Pieve di Cento, S. Giorgio di Piano e S. Pietro in Casale), ha dato vita ad incontri e ad iniziative formative per i ragazzi disabili, quali un corso di musica ed uno di teatro tuttora attivi. Poi, nell’ottobre 2005, quattordici famiglie, quasi tutte provenienti da questa originaria Associazione, si sono costituite in Fondazione di Partecipazione con l’obiettivo di realizzare condizioni migliori per il futuro dei loro figli più fragili.

Ho conosciuto Montanari solo pochi mesi prima della firma davanti al notaio, ma quando l’ho sentito parlare, mi sono resa subito conto dell’importanza di collaborare a quel progetto che, strada facendo, pur nella complessità della prospettiva, sembra procedere nella giusta direzione.

Rino, com’è nato il progetto “Le chiavi di casa”?

Ascoltando ed interpretando l’ansia e la paura dei genitori per il futuro dei propri figli disabili. E’ nato dalla comune constatazione che l’impegno politico ed economico termina al compimento del diciottesimo anno di età, lasciando di nuovo le famiglie nella disperata ricerca di una collocazione, almeno diurna, del proprio figlio.

La nostra regione in accordo con l’AUSL, ha attivato percorsi di uscita dalla famiglia attraverso borse lavoro e mediante collocazioni in strutture protette; le borse lavoro da temporanee sono diventate permanenti… Finché dura, meglio di niente!

Questi interventi non rappresentano però un impegno del Durante Noi … per il Dopo di Noi. Ancora una volta sono la spinta e la volontà dei genitori a fare da apripista, proponendo soluzioni alternative all’attuale, consolidata e storica prassi d’intervento solo in risposta all’emergenza. Non esiste ancora un disegno politico che colleghi organicamente le risposte da attuare dai 18 anni in poi. Spesso mi sono sentito dire scherzosamente:

Ma che volete… In mezzo alla strada non c’è poi nessuno!

Chi può permettersi un progetto come questo?
Tutti! Basterebbe che politici, funzionari, genitori più o meno organizzati nel terzo settore, avessero la volontà di sedersi attorno ad un tavolo in una non stop, con lo spirito e la consapevolezza di essere tutti soggetti importanti di una società che voglia costruirsi una vera civiltà nel diritto.

Che cosa occorre?
E’ necessario un censimento vero nel territorio di ogni distretto che raccolga tutte le notizie: quanti sono i disabili che vivono ancora in famiglia? Quali i loro bisogni assistenziali? Di che genere di supporto necessitano? Quante e quali famiglie sono anziane o così stressate da non farcela più? Questo ci sembra il database minimo dal quale partire, per poi programmare e offrire:

- luoghi dove trascorrere la giornata lavorando, giocando, assistiti;
- luoghi di residenza fuori dalla famiglia che favoriscano lo sviluppo delle autonomie: piccoli
gruppi di 3-5 persone, in un contesto urbano e in abitazioni adeguate, moderne e molto fruibili.

Insomma, un progetto politico ed economico reale che sappia valorizzare, incentivare risorse ideali ed economiche private e del terzo settore nel quale mi sento perfettamente integrato.

Da quando é nato mio figlio mi sono impegnato in questa lotta, impari con le istituzioni, i genitori, gli interessi di presunti maggiori meriti… per ribadire che siamo una parte sociale alla quale, come tale, debbono essere pariteticamente riconosciuti tutti i diritti.

Voglio essere provocatorio nell’affermare e nel sostenere che il disabile e la sua famiglia avrebbero diritto, sia per la fatica profusa, sia per l’esempio civile dimostrato, a ricevere almeno lo stipendio di un parlamentare.

Rino, oggi, a due anni di distanza, a sostegno di altri genitori interessati a questo tema, che cosa ti senti di dire?
Se vogliamo fare una lettura seria della storia passata e attuale, per trarne consapevolmente degli insegnamenti, dobbiamo riconoscere che le parti meno abbienti e maggiormente sofferenti hanno avuto un ruolo molto importante nelle conquiste civili.

Non riusciremo ad affermare le idee che abbiamo più volte espresso se non fossimo presenti, oggi, domani, sempre, nel proporre idee, soluzioni e partecipazione.

 
This movie requires Flash Player 9

Lascia un tuo commento a "Le chiavi di casa Onlus, intervista al presidente"

Devi autenticarti per lasciare un commento.

  • Sondaggio
Visto che dei rifiuti non frega una mazza a molti concittadini, propongo di fare un sondaggio per decidere l'argomento del prossimo sondaggio
View Results
  • Auto e Motori

FORD KA. KE KARINA LA KA

Seconda generazione per la piccola di casa Ford

FORD KA. KE KARINA LA KA

TERAMO - A breve distanza dalla commercializzazione della Fiesta, la Ford rinnova anche la sua utilitaria sbarazzina e giovane: la Ka. La piccola Ford, che nata nel … »