Centro Villa Beatrice sta per “tapinare”
Ho appreso che è iniziata una veloce, anzi velocissima "rifessione" sul futuro del Centro Sociale "Villa Beatrice" una rifessione così veloce che sono anche già state tirate le conclusioni, però mi sento lo stesso come sempre in dovere di esprimere alcuni miei pensieri che mi ronzano nella testa, un mio punto di vista e l'approccio che intendo adottare per questa analisi si articola su diversi piani ed in particolare:
1 - il contenuto
2 - le risorse
3 - il metodo
Il contenuto:
la scelta dell'attuale sede del centro sociale, è stata voluta dal precedente sindaco e da me fu invece contrastata in quanto ritenevo quella sede fuori dalla "portata" di molti anziani, e pertanto vedevo in quella sede un luogo ad "accesso limitato", che non permetteva agli anziani con gravi diffcoltà legate alle patologie dell'età di fruire del Centro e delle attività previste. Oggi ci troviamo in una situazione capovolta, si sa già che il centro sarà traslocato d'uffcio presso la Torre, sede da me auspicata in occasione del precedente dibattito e così ricomincia la trafla: infatti, è ovviamente necessaria una ristrutturazione degli spazi, un adeguamento dei servizi che prevedano tutti gli ausili e gli accessori che la legge stabilisce per questo tipo di struttura, e c'è bisogno di soldini, tanti soldini.... un flm già visto. Così si passa agevolmente al prossimo punto.
Le risorse
Tutti hanno appreso dal giornalino che l'amministrazione invia ad ogni residente che anche il nostro comune è in possesso di un "tesoretto" e che i nostri amministratori hanno già stabilito di spenderlo tutto per la ristrutturazione della nuova sede. Più che un "tesoretto" dal mio punto di vista appare un "poveretto" perché per la ristrutturazione della Torre 100.000 euro sono davvero una miseria, sono troppo pochi per sanare lo stabile, adeguare gli spazi e renderli fruibili agli scopi del Centro. Una soluzione potrebbe essere intravista nel recupero di fondi mediante l'attività di ristorazione che l'attuale gestione del centro anziani ha sviluppato e perfezionato aprendo il centro anche a soggetti che sotto sotto non sono poi tanto interessati alle finalità del centro, ma sono solo interessati a mangiare le prelibatezze dello chef di turno e pertanto gli incassi recuperati potrebbero essere indirizzati ad integrare le spese della ristrutturazione senza attingere sempre alle casse comunali (ovvero ai soldini dei cittadini di Argelato che versano tramite i tributi) che in questo caso il "tesoretto" potrebbe essere dirottato per altre problematiche che investono la realtà argelatese: viabilità, miglioramento spazi pubblici, arredo urbano, ecc.
Il metodo
Per ciò che riguarda il metodo ritengo che gli attuali amministratori (non solo del comune di Argelato, ma di tutti i comuni d'Italia e di qualsiasi colore) si trovino in gravi diffcoltà:
oggi i processi decisionali non sono più supportati dall'ideologia, neppure dalla partitocrazia e forse neppure dal populismo (ma questa ultima accezione infatti non ancora chiara in quanto gli slogan emersi durante la recente campagna elettorale hanno visto un utilizzo davvero grave da parte di quasi tutte le organizzazioni in lizza di questa forma idiota di prendere delle decisioni), oggi come nei tempi antichi prendere una decisione per chi amministra la cosa pubblica significa distanziarsi da tutte quelle tentazioni che tendono ad ottenere il consenso a tutti i costi. Allora ascoltiamo tutti i cittadini, tutte le organizzazioni presenti nel territorio: quelle politiche, di volontariato, sportive, ecc.. ascoltiamo i commercianti, le imprese, i giovani, gli adulti e gli anziani, poi soli soletti decidiamo.
Tony Romeo
Errata Corrige
La redazione si scusa con il Centro Sociale Villa Beatrice di Argelato per aver scritto erroneamente nell'articolo su Foglio Aperto n. 3 dal titolo "I lanzichenecchi ad Argelato" del suo coinvolgimento come organizzatore.
redazione




0 commenti