Dopo il referendum: il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti

Dopo il referendum del 23/11/2008 Il sindaco ha convocato ApA, il Comitato PPP, Geovest, i Capi­gruppo consiliari e la Provincia (l'assessore provinciale all'ambiente ed i tecnici ATO 05) per dare inizio ad un tavolo di lavoro. Tutti abbiamo pensato che si stesse finalmente intraprendendo quella strada di condivisione tanto auspicata ad Argelato. Per ApA questa discussione doveva vertere principalmente su come rendere concreta la volontà espressa dai cittadini con il voto, e quindi progettare con i tecnici Geovest il numero di isole ecologiche da collocare in paese, come dare loro un decoro ambientale, cosa prevedere per il Forese e per le abitazioni delle aree industriali, come migliorare le raccolte specialistiche, come organizzare le campagne informative per la cittadinanza. Perché questo è il programma di ApA, pubblicato su Foglio Aperto Speciale Referendum di Ottobre 2008, che 2627 cittadini (la grande maggioranza dei votanti) hanno scelto per non avere bidoni in casa e non essere legati ad un eco calendario. Lo scenario è invece purtroppo di tutt'altro genere. I tecnici di Geovest e Provincia hanno di nuovo presentato statistiche volte a magnificare i risultati del porta a porta ed a prospettare le solite previsioni negative sugli obiettivi raggiungibili con una raccolta stradale. L'appello di ApA a rispettare la volontà espressa dalla cittadinanza con il referendum ad oggi sembra inascoltato perché il sindaco è intenzionato a sottoporre al voto del Consiglio Comunale le 2 proposte: quella di ApA e quella sponsorizzata dall'Amministrazione (raccolta stradale per organico, vetro ed indifferenziato e raccolta porta a porta per carta e plastica), che, parole di Pasquali, permetterebbe di non vanificare i risultati positivi di differenziazione raggiunti negli ultimi mesi con il porta a porta e di venire incontro alle persone favorevoli a questo sistema. Lo ripetiamo: chi ha votato SI vuole differenziare con la raccolta stradale e verificare a quale percentuale si può arrivare con questa modalità. Gli obiettivi della Comunità Europea sono al 2012 e quindi gli Argelatesi, le Amministrazioni che si succederanno ed il Gestore hanno tutto il tempo (4 anni !!!!) per mettere in atto una sperimentazione come richiesto a gran voce dall'esito referendario e contestualmente per conseguire i risultati stabiliti dalla Provincia e dall'Europa. Se verrà invece votata la proposta del Sindaco, l'esito del referendum sarà stato vano e dovremo prendere atto che l'Amministrazione non è interessata ad ascoltare i propri cittadini e che dietro a generiche dichiarazioni di intenti, altro non si cela che una falsa democrazia rappresentativa, cosa cui purtroppo l'arrogante politica nazionale di questi tempi ci ha abituati. Un'ultima domanda: ma se al referendum avessero vinto i No, questa particolarissima amministrazione Argelatese si sarebbe preoccupata del pensiero della minoranza perdente e contraria al porta a porta? A voi la risposta.

04 aprile 2009

Dopo il referendum: il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti