Porta a porta, storia di tutti i giorni 2

Stimolato dall'articolo della signora Valeria B apparso sul precedente numero di Foglio Aperto mi sento di dissentire da alcune ar­gomentazioni contenute in esso. A differenza della signora Valeria che si di­chiara giovane (46 anni) e sana, io sono in­vece vecchio e ammalato, questa è già una differenza ma secondo me è irrilevante ai fni dell'argomento.

Partirei da un dato di fatto, il "rusco" è di chi lo produce, il comune organizza la raccolta con un servizio aderente il più possibile alle esigenze dei cittadini nel rispetto delle leggi. Dovremo raggiungere, secondo le vigenti leggi imposte dalla Comunità Europea, un livello di differenziazione del nostri rifuti di almeno il 65% entro il 2012. Studi e esperienze svolte in vari paesi e da differenti associazioni e enti dimostrano, senza alcun dubbio, che questo risultato non lo si potrà ottenere se ci si affida unicamente alla raccolta stradale con cassonetti: occorre necessariamente qualcosa di diverso e più effcace.

I cittadini che hanno accettato la raccolta dif­ferenziata porta a porta mi risulta siano la parte maggioritaria nel nostro comune atte­stata oltre il 60% dei residenti di Argelato. Personalmente pratico il conferimento diffe­renziato da molto tempo ma devo dire one­stamente che da quando la mia famiglia ha accettato il servizio "porta a porta" l'atten­zione è maggiore e la quantità di spazzatura che termina nel contenitore dell'indifferen­ziato è sempre meno.

E' un'attività, la distribuzione del materiale nei vari diversi contenitori, che, una volta che si è inserita nelle nostre abitudini quoti­diane, viene svolta con minima diffcoltà. Non scordiamoci che il corretto trattamento del materiale scartato nella nostra quotidia­nità viene a essere un peso per l'ambiente e un alto costo per tutta l'economia del territo­rio. Il suo riutilizzo è e dovrà essere sempre più incisivo, per poter impiegare meno risor­se prime e dover utilizzare meno spazio per fare "discariche" poi.

Questo processo virtuoso passa per forza at­traverso il trattamento dei rifuti che nasce proprio dalla raccolta che noi facciamo nelle nostre case.

In sintesi, se noi non differenziamo i rifiuti questi saranno un danno enorme sia econo­mico che ecologico. Chi lo pagherà maggior­mente saranno i figli della signora Valeria e i miei nipoti.

Per tutti questi motivi ritengo il servizio por­ta a porta appropriato alle nostre esigenze, senza nascondere che può e dovrà essere migliorato per venire incontro alle esigenze di tutti e per rendere sempre più effcace il suo risultato.

Il nuovo servizio richiede una maggiore at­tenzione e impegno ma è cosi per tutte le cose che regolamentano la vita civile di una comunità.

La nostra storia più recente ci racconta di cittadini mobilitati per ottenere dalle auto­rità preposte servizi e diritti il più possibili aderenti alle loro esigenze. Ne ricordo al­cune giusto per fare luce sulla situazione: il superamento del doposcuola comunale con una scuola che rispondesse alle esigenza dei bambini e delle mamme che lavoravano; l'acquedotto di Calderara che forniva ad Ar­gelato un prodotto di scarsa qualità; il sistema fognario di Funo che ad ogni ac­quazzone allagava molte cantine. Erano capitoli che riguardavano tutta la citta­dinanza e che giustifcavano la mobilitazione e la protesta civile.

Ma mai ho visto tanta veemenza in una con­testazione popolare verso l'amministrazione con intemperanze esagitate fno ad arrivare alle offese personali, e anche peggio. Credo che la discussione debba essere ripor­tata entro termini tranquilli, come è sempre stato, rispettando tutte le opinioni e evitare espressioni offensive o insulti che hanno il solo scopo di offendere e provocare, senza voler ottenere alcun risultato se non la de­nigrazione di chi ha pensieri diversi da chi siesprime in tal modo.

Il 23 novembre si svolgerà il referendum sul problema e già si vedono gli indirizzi di voto contrapposti, come normale in qualsiasi con­sultazione democratica. Personalmente ritengo inutile tale iniziativa. La raccolta dei rifuti è uno di quei capitoli sul quale chi ci governa ha il dovere e il diritto di porre regole che devono valere per tutti. Purtroppo è in gioco la salute e l'economia di tutta la comunità anche se ci sembra che il problema sia limitato alla nostra terrazza. Migliaia di comunità in Italia e nel mondo praticano la raccolta differenziata con la tecnica del porta a porta, avendo superato tutte le diffcoltà tecniche e organizzative e facendo diventare questa pratica una cosa normale nella loro vita. Delle due una: o tut­te queste genti sono inconsapevoli di quale danno si stanno procurando oppure l'ottusità appartiene a quei pochi che non accettano questo sistema.
Ho voluto esporre il mio pensiero che non collima con quello della signora Valeria che comunque rispetto, come spero sia rispetta­to il mio.

Un'ultima cosa. Posso comprendere che vi siano giudizi e visioni diverse da quello che è il mio pensiero, ma questo non giustifica una protesta incivile e che va a danno non solo dell'amministrazione ma anche di altri cittadini.

Mi preme denunciare l'abbandono di sacchi di rifuti per tutto il territorio comunale nei punti dove esistevano i vecchi cassonetti per l'indifferenziato. Ritengo questo com­portamento una protesta inutile, incivile e sbagliata e che dà un'immagine del nostro territorio sicuramente negativa e ingiusta, paragonandoci ad altri paesi tristemente famosi per non essere riusciti a gestire in modo corretto il problema.

Idalgo Mandrioli

19 novembre 2008

Porta a porta, storia di tutti i giorni 2