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Occhio vigile

Più sicurezza e più relazioni pubbliche, tra gli obiettivi della PM

Intervista al neo comandante della polizia municipale Reno Galliera

di Dora Carapellese
antonello maltintiAntonello Maltinti, il nuovo comandante del corpo di polizia municipale Reno Galliera. Succede a Mauro Lombardi, andato in pensione.
Classe 1962, 20 anni di servizio nella polizia municipale di Bologna, con esperienza precedente come ufficiale di marina di complemento. Oggi gestisce un gruppo in fase di ampliamento e
riorganizzazione, mirata quest’ultima, a rafforzare la presenza dei vigili in ciascuno dei comuni dell’Unione “Reno-Galliera” (così formalmente denominata dal 9 giugno).
Abbiamo parlato con lui per conoscere i progetti in corso e futuri

Qual è l’eredità che gli è stata lasciata?
Questo ruolo è stato tanto inaspettato quanto gradito, con qualche incognita, come la non perfetta conoscenza del territorio, ma nello stesso
tempo una grande opportunità di crescita professionale, molto stimolante. Da subito mi sono confrontato con una struttura di elevato livello organizzativo, con dotazioni tecnologiche
sofisticate e personale di sicura qualità. Una situazione molto incentivante se si considera che il corpo è nato solo pochi anni fa: coniugare sette territori comunali con realtà così differenziate è stato certamente un lavoro incredibile e complesso, il cui merito va riconosciuto al Com. Lombardi.
Questa nuova “creatura” è ancora, tuttavia, oggetto di lenta metabolizzazione, sia da parte della popolazione residente, che fatica ad identifcarsi nel Corpo Unico di P.M., che dagli
stessi operatori del Corpo. E’ infatti ancora molto vivo il sentimento di appartenenza ai vecchi corpi municipali, legati ad uno specifco territorio, più riconoscibili dal cittadino. Il corpo Unico deve ancora radicarsi, nella percezione comune, come parte integrante del tessuto sociale del territorio su cui opera.

Quali sono i cambiamenti che porterà l’Unione?
Per noi cambia poco, dal punto di vista della concreta operatività. Proseguiremo il percorso per fasi di riorganizzazione, con la necessaria razionalizzazione delle risorse umane. L’iniziale accentramento sul Comando di San Giorgio di Piano, da dove viene gestita la macchina operativa, ha portato sicuramente a dei vantaggi di tipo gestionale. Dall’altra parte, ha comportato una riduzione della presenza del personale storicamente legato al territorio dei singoli comuni, limitando il contatto diretto dei cittadini con la figura del vigile. La recente
riorganizzazione ha permesso di ridislocare parte degli agenti nei singoli paesi, con la riapertura di apposite sedi territoriali, i cosiddetti presidi.
Cambia l’operatività, infatti, è innanzitutto più pregnante nel singolo territorio, si sono intensifcate le attività di relazione con la popolazione locale e c’è una maggiore conoscenza delle abitudini locali. La polizia municipale di presidio è stata una scelta importante che ha avuto dei riscontri significativi: il rapporto con il cittadino è migliorato. Il vigile deve
tornare ad essere un riferimento certo per il cittadino. Questo rapporto permette, fra l’altro, un maggior controllo della realtà locale, attraverso l’utenza che rappresenta un importante sensore del vissuto quotidiano della comunità, garantendo un feedback dell’attività del corpo sia in positivo che in negativo.

Quali sono le attività in programma?
Intanto arrivare a completamento dell’utilizzo delle risorse economiche che la Regione Emilia Romagna ha fnanziato quando si è costituito il corpo unico; buona parte di queste risorse sono e saranno destinate per l’importante progetto della video sorveglianza. Entro il 2008 saranno attive almeno 5 telecamere in ciascun comune, gestite dalla sala di controllo situata presso il comando. Gli investimenti in questo senso assorbiranno buona parte del finanziamento proprio per la sofisticata strumentazione tecnologica. Le telecamere verranno posizionate in siti strategici dei vari comuni per una maggiore sicurezza in senso generale, per esempio nei pressi delle scuole. Le telecamere registrano in modo continuativo quello che accade nel loro
raggio d’azione, hanno dei software che permettono di inserire dei criteri di ricerca su movimenti particolari avvenuti in una determinata zona. Per esempio grazie alle registrazioni si è
potuto risalire ai vandali che nel 2007 hanno danneggiato la stazione di Funo. Nell’ottica di un contatto più diretto con l’utenza, stiamo collaborando con associazioni di volontariato
come l’AMA - Amarcord che, con il patrocinio delle Amministrazioni Comunali, organizza serate a tema su temi riguardanti la terza età; in particolare, di recente abbiamo partecipato, insieme ai responsabili locali dell’Arma dei Carabinieri ed esperti della materia, ad alcuni eventi incentrati sul tema delle truffe agli anziani, svoltisi a San Pietro in Casale e Castello d’Argile. Il successo di queste serate ci hanno portato a prevedere alcune repliche ad Argelato e San Giorgio, dopo l’estate. Questa è certamente la giusta direzione da intraprendere per rafforzare il rapporto con il cittadino,  che non deve vederci solo come figura destinata a sanzionare, anche se questo resta un aspetto imprescindibile della nostra funzione. Per il
futuro, si darà continuità al lavoro fatto dal mio predecessore. Siamo una realtà di un certo rilievo sul territorio, e ritengo che le gestioni associate siano l’unica strada che possa
permettere alla polizia municipale dei piccoli comuni un dignitoso standard qualitativo dei servizi resi.

E sul fronte sicurezza stradale?
Il progetto sicurezza riservato alla circolazione stradale focalizzerà l’attenzione sull’incremento dei posti di controllo, soprattutto nelle serate “a rischio” (venerdì e sabato), finalizzati al controllo dei rientri dalle discoteche. Su questo fronte stiamo attivamente collaborando con le stazioni carabinieri, per organizzare delle pattuglie combinate. I primi risultati sono incoraggianti e credo che proporsi al cittadino come istituzioni cooperanti su un fronte compatto sia la giusta ricetta. Inoltre, in occasione di feste, sagre paesane ed altre occasioni simili, proseguiremo nella distribuzione di materiale informativo sulla guida in stato di ebbrezza e di kit monouso per misurare il grado di alcool attraverso l’alito, oltre
che a dimostrazioni di misurazioni con l’etilometro, per aumentare il grado di confidenza con questo tipo di controlli.
Continueremo con impegno anche sul fronte dell’educazione stradale, nell’ambito di un progetto che coinvolge le scuole elementari, organizziamo anche corsi per patentini ciclomotori nelle scuole medie, e lo facciamo in maniera capillare in tutti i 7 comuni.

C’è un numero a cui il cittadino può rivolgersi?
Presso la centrale operativa è attivo il numero verde 800.800.606, oltre che il numero 051.8904750, dalle 07 del mattino all’una di notte; in caso di necessità oltre quell’orario, si
possono utilizzare i numeri di emergenza della polizia o i carabinieri.
Sala controllo

 
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