Lettere

Porta a porta, storia di tutti i giorni

Non sono un’ultrasettantenne, non vivo in un piccolo appartamento senza ascensore e, grazie a Dio godo di buona salute. Sono una persona di 46 anni, lavoro, sono mamma, moglie e anche fglia.
Vivo in un appartamento confortevole che cerco, con fatica vista la vita frenetica di tutti i giorni, di rendere il più confortevole possibile. Ho un piccolo terrazzo dove amo tenere le mie piante e chiacchierare la sera in estate con i miei familiari. Questa è la mia casa, la mia vita! E non ritengo assolutamente giusto che mi venga imposto di dare in locazione forzata e gratuita (anzi pago per questo) una parte del mio spazio ad altri, nello specifco a GEOVEST che decide cosa mettermi in casa e per quanto tempo devo tenere la merce (e chiamiamola merce). Mi considero una brava cittadina visto che oltre a pagare le tasse comunali (ICI e quant’altro), cerco di rispettare le regole di buon comportamento, rispetto l’ambiente in cui vivo e da anni differenzio i rifuti di casa (non vi nascondo che ciò sta diventando sempre più diffcile considerando che “il mago Silvan” ha fatto sparire i bidoni dell’indifferenziato, della carta e della plastica in tutto l’isolato e oltre nel giro di poche ore) ma sono assolutamente contraria al porta a porta.
Lavoro, come tanti 8 ore al giorno e sono costretta a stare fuori casa tutta la giornata e dovrei, sempre pagando, sobbarcarmi di un altro onere che è quello di consegnare il giorno giusto, al posto giusto la spazzatura che produco, facendo attenzione a dove lascio il mio bidoncino e per quanto tempo perché se qualcuno si fa male o se sparisce che succede???
E ancora, se produco troppo, non vorrei che in mia assenza i padroni di casa diventassero tutti quegli animaletti casalinghi che non cercano altro che cibo per la loro numerosa famiglia e questa estate vorrei continuare a sentire nel mio terrazzo l’odore dei fiori e non quello della spazzatura che sosta lì in attesa del giorno “X” della fatidica raccolta.
E’ vero, questa è una storia molto normale con piccoli problemi che sicuramente non disturberanno le notti di nessuno visto che comunque nulla è valso a fare in modo che la nostra amministrazione accogliesse in modo costruttivo le proteste della maggior parte della popolazione di Argelato contraria a questa imposizione.
Ringrazio i nostri compaesani componenti dell’APA che si sono battuti ed hanno ottenuto il massimo che si poteva ottenere di fronte a questa ottusità. Purtroppo, credo che prima o poi sarò costretta a cedere le armi ad accettare in casa mia, nella mia proprietà cose di altri e vi assicuro che è veramente … gratificante!
Per un cittadino di piccolo paese di provincia sentirsi costretto a fare qualcosa che ritiene profondamente ingiusto. Spero solo che fnita questa faccenda la nostra amministrazione abbia fnalmente tempo di pensare alle cose più normali e non urgenti, come per esempio attivare la sala mensa della scuola elementare che mi sembra pronta ma inutilizzata, chiudere quel cantiere che mi sembra assolutamente inanimato, riparare le mattonelle al parco della Pace dove da tempo sosta un cartello di attenzione pericolo e tante altre questioni di paese.

Valeria B.

 
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