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Progetti concreti e buoni propositi per Cerè

Intervista al nuovo dirigente scolastico della scuola di Argelato

di Dora Carapellese

Progetti concreti e buoni propositi per CerèEnio Cerè, nominato nuovo dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Argelato. Ha insegnato per più di 20 anni educazione artistica, la sua intraprendenza lo ha spinto su la strada della dirigenza scolastica passando dalla montagna di Monghidoro alla bassa pianura bolognese. Ha aperto l’istituto comprensivo di San Matteo dalla Decima dove è rimasto per due anni, per passare poi alla dirigenza de la scuola di Minerbio dove opera da tre anni. Un buon organizzatore è colui che ha una grossa dose di creatività e Cerè su questo è partito con il piede giusto.
Abbiamo parlato con lui per conoscere quali sono i suoi progetti scolastici per il suo nuovo incarico.

Argelato, una nuova sfida…
Sono arrivato qui perché esiste una reale carenza di dirigenti scolastici, si tratta di una situazione che se da una parte mi aumenta le responsabilità, dall’altra è un terreno su cui c’è molto da fare e i presupposti per affrontare il tutto in modo coerente ci sono.

Qual è l’eredità che le ha lasciato la sua predecessora?
Sicuramente la situazione più delicata è la tensione che ha aleggiato tra i vari interlocutori, comune, genitori, insegnanti, presidenza ecc. e che ha reso difficile, in passato, la progettazione della normale attività scolastica. Vorrei sottolineare che questo non vuole essere un dare delle colpe alla mia collega, che anzi stimo moltissimo per la perseveranza di questi anni, semplicemente descrivo la situazione contingente. Il primo dei miei propositi è proprio quello di appianare i conflitti per il bene di tutti. Ad oggi pare che le possibilità ci siano, ho già avuto totale disponibilità dal comune e dagli insegnanti, a breve mi aspetta un incontro con i genitori per capire se si riuscirà in una sana collaborazione lasciando indietro il passato.

Quali sono i suoi programmi per la scuola di Argelato?
L’esperienza che ho acquisito a Minerbio è sicuramente un patrimonio che ho intenzione di trasferire in questo comune. Tra i progetti proposti ed approvati c’è quello di educazione ambientale. Il progetto mette insieme tutte quelle buone pratiche educative che vanno dall’alimentazione, all’ambiente e alla salute. Il progetto in se non è una novità, l’aspetto da sottolineare è il coinvolgimento diretto degli allievi dall’infanzia alla scuola media. Tra le altre cose stiamo aspettando i contributi della Regione Emilia-Romagna.

Quali sono i criteri di scelta dei progetti più opportuni?
Il compito del dirigente è quello di soddisfare i bisogni della comunità scolastica. Negli ultimi anni abbiamo assistito al cambiamento degli abitanti dei nostri paesi di campagna. La popolazione è passata da rurale, con famiglie numerose, a famiglie mononucleate, estirpate da Bologna che lavorano e sono formate generalmente dai genitori e prole. Di conseguenza esiste il bisogno oggettivo dell’affidamento del figlio nelle ore in cui i genitori non ci sono. Certo le baby sitter risolverebbero il problema, ma sarebbe un ulteriore costo da aggiungere ai bilanci famigliari. Il tempo pieno in passato veniva accettato con molta difficoltà oggi è diventata un’esigenza che cercherò di risolvere portando le scuole elementari alle 40 ore settimanali. La scuola di Funo già adotta il tempo pieno, stiamo valutando la fattibilità anche su Argelato.

Come intende gestire l’offerta dei servizi?
Siamo nella direzione di creare uniformità nell’offerta. L’istituto comprensivo, avendo per sua natura più livelli di scuola, ha insegnanti che costituiscono un patrimonio informativo dello studente, che parte dall’infanzia e finisce alle scuole medie. Questo significa che esiste uno scambio di informazioni dall’insegnante di un livello all’altro che pone lo studente nella situazione a lui più consona. La gestione ottimizzata di questo scambio tra gli insegnanti permette di costituire delle classi più omogenee, evitando inutili ghettizzazioni e disequilibri. Lo stesso studente che arriva a metà anno, attraversa un momento di osservazione che sfocia nell’assegnazione della classe a lui più congeniale. È compito di una commissione permanente la decisione. Un altro progetto in cantiere che ho già sperimentato a Minerbio con grande successo è la prevenzione al disagio. Molti ragazzini manifestano il loro malessere nell’età della pubertà, il sostegno di uno psicologo è la soluzione per far venire a galla eventuali problematiche del ragazzino. L’idea è trasformare lo psicologo in una sorta di confidente da cui il ragazzino può andare per le sue lamentele, dalle più banali come aver sbagliato il compito ai disaccordi con gli amici e non solo.

 
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