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Proposte sulla raccolta differenziata dei rifiuti

Negli ultimi articoli “ruscaroli” sono state sollevate alcune obiezioni ed indicati “stili di comportamento” che, finalmente!, fanno uscire il dibattito dalla ideologia e lo trasportano su un piano operativo. Provo a proseguire questo filone.

Trovo molto sensato porre la questione della “discriminazione” tra condominii fino a 6 appartamenti e quelli superiori a 6. Per un mese ho riempito sacchi gialli e fatto piccole cataste di carta e cartone, prima che arrivassero i bidoni condominiali, che sono molto comodi. Non vedo perchè non si debba fare presente a Geovest (e al comune?) di prevedere anche per i condominii fino a 6 appartamenti i bidoni condominiali (questione: partendo da quale numero di appartamenti?).

Vivaddio, le modalità di raccolta sono state modificate da giugno 2007; potranno modificarsi ancora! Io, ad esempio, mi sto convincendo che la carta vada raccolta anch’essa una volta la settimana.

Bombolette spray che abbiamo scoperto tutti essere catalogate nei materiali pericolosi.

Io dove li mettevo? Nel rusco normale, ma credo di averlo messe anche nella campana verde, perchè quelle bombolette hanno il simbolo ACC e in molti casi anche il simbolo di “riciclabile”. Ho perfino richiesto chiarimenti a Geovest. Mi hanno risposto che sono considerati pericolosi ed è meglio smaltirli alla stazione ecologica.

Risposta un po’ evasiva: così mi sono studiata bombolette e sigle. Ho scoperto che una notevole quantità di bombolette spray presenta il simbolo di “contiene gas altamente infiammabile” anche su prodotti impensabili (esempio deodoranti). Allora mi sono immaginata l’effetto provocato da bombolette che sono state riempite di gas infiammabile e ne contengono residui, mentre vengono fuse a circa 1000 gradi centigradi per riutilizzare il metallo…ho anche pensato quale simpatico contributo possono dare residui di gas infiammabile alle reazioni chimiche che si sviluppano in una discarica ed ho capito perchè sia meglio farne un bel mucchietto e portarle alla stazione ecologica. Della serie: ve le selezionate voi di Geovest che di tutte quelle sigle misteriose ne capite più di me.

Magari si potrebbe chiedere a Geovest di mettere, vicino alle campane verdi dei raccoglitori di bombolette spray, visto che ci sono già i raccoglitori di pile.

Il problema più assillante, c’è poco da fare, risulta “puzza” e “lavo o non lavo”

Nicola, molto sinceramente, ha scritto in suo commento ad un articolo di Cristina di non avere tempo e voglia di sciacquare contenitori: credo sia un atteggiamento molto diffuso e il merito di Nicola è di averlo esplicitato. Come ha opportunamente osservato Elly nel suo articolo, l’atteggiamento mentale “non ho voglia di…” si estende a molti altri comportamenti: Elly cita i figli e i mariti che per la pigrizia di piegare i pantaloni li mettono nel cestone della biancheria da lavare; a me vengono in mente i possessori di cani che non raccolgono le feci del loro animale e alzano le spalle se ricordi loro che il comune distribuisce gratis i sacchetti.

Questione di testa, questione di come si pensa e si considera debbano essere le relazioni tra sè e gli altri; questione che ha al centro la voglia di accettare o meno di cambiare le proprie abitudini. Che riguardano le feci dei cani, la “fatica” di piegare i pantaloni, lo”sforzo” di “lavo, non lavo” le scatolette, il cartone del latte, la bottiglia della birra.

Io uso la carta assorbente da cucina per le scatolette unte di olio e poi butto la carta unta nell’umido; Elly le lava nella lavastoviglie, chi ha altre soluzioni da socializzare? Lo chiedo seriamente: credo che scambiarsi soluzioni sia utile.

A me, quello che crea più problemi, cioè quantità, è la carta del macellaio o del salumiere che non ho mica capito se sia plastificata o meno (la butto nell’indifferenziato, per non sbagliare) e la carta della pescheria (quella che danno alla CONAD o alla Coop se compri il pesce fresco); dove accidenti va?.

Da marzo ho svuotato una volta il bidone da l.120 e tra un paio di settimane dovrà essere svuotato ancora. Se mi confronto con altri che hanno scritto articoli e commenti sono, evidentemente, ancora una “riciclatrice” imperfetta, nonostante siano passati più di venti anni da quando iniziai a raccogliere carta, grazie ad un “progetto ambiente” promosso dalle scuole elementari che frequentava mio figlio. Oppure sono una consumatrice, che deve rivedere i propri stili di vita da consumatrice. Forse un aspetto include l’altro: quel che capisco, leggendo non tanto le opinioni, ma le esperienze, è che c’è sempre, per davvero, qualcosa da imparare.

 
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8 commenti all'articolo

…. sono tutti concetti ammirevoli e sicuramente condivisibili MA….. sò che può sembrare un discorso troppo scontato.. ma credo sia più facile e produttivo studiare un sistema di raccolta rifiuti meno invasivo,ugualmente efficace, che cercare di cambiare DI BOTTO le abitudini di 9000 persone!!!! Girado per Argelato si vedono decine di modi di conferire i rifiuti DIFFERENZIATI! alcuni che senza problemi possono utilizzare spazi comunali altri costretti alla convivenza con il rusco tra 40Mq di appartamento! non sò! qui è tutto così strano e difficile ho scritto un commento arrabbiatssimo su un altro articolo…. può un comune sperperare migliaia di euro per una campagna REFERENDARIA!! non sò! ma sono sempre più deluso….

# 1 ERMELLINO il 02 Lug 2008 alle 17:09

Ti consiglio di offrirti come consulente per proporre modalità di raccolta differenziata meno invasivi ma ugualmente efficaci. Se hai la soluzione,sei un uomo ricco.
Non farti però ingannare da chi probabilmente ti ha già detto cose tipo:(è un esempio fra le tante assurdità che sento) in Svizzera o in qualche altro posto hanno abbandonato il servizio porta a porta per le isole ecologiche.
Ma dai? Allora…se lo dicono gli svizzeri! Sono così puliti!!!! Manca un pezzo però: dopo decenni di porta a porta, dopo il cambio culturale,dopo che ogni singolo cittadino ha acquisito il concetto fondametale che il rifiuto gli appartiene e come tale se ne deve occupare personalmente; dopo questo cambio di mentalità che probabilmente i nostri figli daranno ai loro figli, il cittadino evoluto definisce costoso e inutile il porta a porta: perchè devi venire fino a casa mia a prendere il mio rifiuto super differenziato? Te lo porto io, a mie spese,perchè è mio ed è mio dovere dividerlo e collocarlo al suo giusto posto,cioè all’isola ecologica. Bene, stiamo arrivando anche noi.Stiamo finalmente cominciando col porta a porta. Ancora esistono due cassonetti stradali,dove ovviamnete buttano di tutto,ma abbiamo cominciato…dal primo piccolo gradino,a salire verso la civiltà. Ma se Ermellino ha la soluzione immediata…!Rimaniamo in ascolto…

# 2 Tiziana il 02 Lug 2008 alle 19:45

Cambiare abitudini di BOTTO? Ma è da giugno 2007 che va avanti questa telenovela dei bidoni!
Diciamolo: se qualcuno aveva voglia di metterci un minimo di impegno, ha avuto tutto il tempo di modificare PIAN PIANO le sue abitudini. Coraggio ERMELLINO osiamo un po’ ed usciamo dalla pigrizia mentale!
In quanto alle decine di modi di differenziare che si vedono in giro…. a me sembrano un gesto di inciviltà ed anche di “sfida”. Perchè i difensori dell’ambiente di Argelato mollano sacchi gialli, che ad un sommario esame visivo contengono bottiglie ed imballaggi in plastica, vicino ai cassonetti superstiti in giorni che non corrispondono a quelli dell’ecocalendario?
Basterebbe così poco per sapere QUALI siano i giorni di raccolta della plastica nella zona in cui si vive! Tra l’altro quel sacco giallo che viene usato, dove è stato preso? All’URP del comune, vero? E allora perchè non lo si mette davanti a CASA PRORPIA?
Stesso ragionamento vale per la carta: fare un bel pacco e metterlo davanti a CASA PROPRIA nei giorni di raccolta.
Ma no: nelle ex- Isole ecologiche si trova di tutto; oggi perfino una sedia, ho visto!
E domenica non sono riuscita a conferire vetro e metallo nella campana perchè la medesima era “assediata” da sacchetti di ogni genere.
Questo, a casa mia, non è varietà nel differenziare; secondo me questo è mancanza di rispetto delle regole, disprezzo del sentire degli altri, in definitiva una concezione della comunità per cui “comunità” è solo prendere, mai “tenere conto di”

Lo spazio ristretto. Problema vero. Però diamo dati realistici: mq.40 vuol dire un monolocale, nel quale abita una persona, nel maggiore numero dei casi, o due persone. Con il sistema Porta a Porta integrale, la dimensione dei bidoni proposti ERA un problema (perchè cavolo nessuno in Geovest aveva pensato a bidoni di dimensioni diverse da proporre in funzione dello spazio e della consistenza del nucleo famigliare?)
Ma ADESSO? I bidoni “casalinghi” sono due: il bidoncino dell’umido e quello dell’indifferenziato..
Quello dell’umido può stare sotto il lavello (io consiglio questa collocazione:comoda la posizione per l’uso, resta anche spazio), quello dell’indifferenziato….ognuno lo metta dove spazio disponibile e fantasia lo ispira.
I rifiuti riciclabili: dove si “parcheggiano” se si vive in poco spazio?
Il rifiuto riciclabile più ingombrante (vetro e metallo) si può buttare sempre; plastica, imballaggi alimentari, carta, cartoni…. se impariamo a schiacciarli riducono il loro volume di molto. Fh, sì, ci vogliono UNO-due minuti al giorno: l’ambiente di Argelato merita UNO-due minuti al giorno?

P.s.
E quale campagna referendaria starebbe facendo il Comune? Spero che non si scambi l’informazione sulla tariffazione relativa alla raccolta rifiuti per campagna referendaria!
Era ora che i cittadini di Argelato sapessero qualcosa di SICURO sulla TIA del 2008!

# 3 Mariarosa Cevenini il 02 Lug 2008 alle 20:23

Oggi,su invito del Comitato PPP, più di 20 ragazzi di Estate Ragazzi,delle scuole medie,hanno fatto un giro per le strade di Argelato,scortati da un mezzo Geovest,con giubbotti ad alta visibilità,cappellini gialli e guanti antiforatura, per ripulire alcuni siti in cui abitualmente si abbandonano sacchetti di spazzatura. Hanno lasciato un biglietto in ogni sito,che hanno scritto lì,per strada,suggerendosi la frase migliore…”Noi ragazzi abbiamo pulito,non sporcate più…” e simili.Poi,dopo pranzo, due tecnici Geovest hanno aperto alcuni sacchetti. Qualcuno scelto dai ragazzi stessi. Risultato: alcuni sacchetti sono pieni di ogni cosa,come è incredibile che qualcuno ancora si ostini a fare. Il contenuto racconta di vite normali,pannolini,cicche,capelli,scarti di cibo,carta,plastica…Poi c’è un grande sacco nero che contiene 4 sacchetti piccoli.Il ragazzo che l’ha scelto esulta:è lui che ha beccato il più strano!!!! Dentro tutto perfettamente diviso : carta,plastica,umido e secco. I ragazzi chiedono perchè…Perchè? Perchè non vogliono il porta a porta,perchè dicono che glielo hanno imposto e loro non accettano imposizioni. Perchè i bidoncini in casa prendono spazio (ma anche i sacchetti…dicono) Va bhè,dicono che puzzano i bidoncini (anche i sacchetti…dicono) Va bhè…comunque non vogliono il porta a porta e fanno così…Apriamo un altro sacchetto:molta carta,quasi un tentativo di abbandono alla differenziazione,poi il tracollo:plastica! Ha rinunciato!!!Ce l’aveva quasi fatta!!!!
I ragazzi hanno partecipato con molto interesse,si sono divertiti.
Diciamolo,qualche battuta sul comportamento degli adulti è scappato…qualche parola…qualche fracciatina…Ma se la meritavano!!!
VIVA I RAGAZZI DI ESTATE RAGAZZI
VIVA TUTTI I PICCOLI UOMINI E DONNE CHE RIDERANNO DI NOI E DEI NOSTRI COMITATI CON I LORO FIGLI!!!!
Grazie a tutti voi e abbiate pazienza:cresceremo***
Tiziana
P.S. Il video,girato dai ragazzi e montato sempre da loro (grazie Enrico),sarà proiettato durante Altereco,il 4,5 e 6 Luglio a Villa Beatrice.

# 4 Tiziana il 02 Lug 2008 alle 23:46

Rispondo alla Sig.ra Mariarosa Cevenini: vede quando un comune assume un atteggiamento “antisociale” scattano i dubbi! poi ho analizzato,insieme ad un opertatore del call center di Geovest, i dati riportati sull’ultimo volantino ( passatemi il termine .. un pò ricattatorio) e alla fine quel 69% è ritornato ad essere un 53/54% scarso! in qunato( cosi mi ha detto l’operatore geovest) non hanno potuto tenere conto del rusco abbandonato pere strada e di quello conferito nei comuni confinanti quindi per una logica matematica il 100% come base di calcolo per il risultato finale ( 69% ) in realtà sarebbe un 115%.
Per l’ironica Sig.ra Tiziana un vecchio proverbio: Senza l’umiltà tutte le virtù son vizi.

# 5 ERMELLINO il 03 Lug 2008 alle 13:13

Signor Ermellino,lei è un pozzo di saggezza.
Solo con l’stuzia,telefonando a Geovest,ha compreso la trappola del volantino!!!
Lei scopre tutti i trucchi di questi disonesti che per arricchirsi si inventno il porta a porta,che per acquisire potere truffano i poveri cittadini!
Lei salverà gli Argelatesi dalla mano arcigna del nemico…lei la vede lunga e fa bene a mostrare la sua sapienza con saggi proverbi…
Infatti se c’è una caratteristica che mi appartiene e la mancanza di umiltà..lei ha una sensibilità e una capacità di giudizio sorprendenti.
Le auguro che la festa della birra sia di suo gradimento!

# 6 Tiziana il 03 Lug 2008 alle 14:26

Buongiorno, sono un Argelatese d’adozione e lavoro in Progel. Qui, grazie ad alcuni colleghi ed alla lungimiranza della proprieta’, stiamo introducendo la raccolta differenziata. Ritengo che il Porta a Porta sia un segno di civilita’ ed etica moderna. Come troviamo spazio, nei 40mq, per il televisore, lo dobbiamo trovare anche per i sacchetti differenziati. Se non ci riusciamo consiglio di scegliere di portare il televisore alla stazione ecologica, ne beneficera’ sicuramente lo spirito e l’anima, oltre che l’ecologia. Buona giornata. Raffaele

# 7 dreamaker il 04 Lug 2008 alle 12:24

Carissimo Ermellino,
devo confessare che il suo modo di giustificare gli incivili che abbandono rifiuti, mi ricorda tanto la sindrome di Tafazzi, quel gustoso personaggio della Gialappa’s che si martellava i… gioielli!
Le percentuali? E se io buttssi lì che è iniziata la stagione delle vacanze? Lei mi risponderebbe che i dati si riferiscono a quattro mesi, e che quindi direbbe, con ragione, che il mio argomento non è un argomento.
Voglio dire che è probabile che la “accorta” politica di APA abbia risvegliato comportamenti incivili (e bravi gli amanti dell’ambiente di Argelato), ma questo non sposta di mezzo millimetro le questioni: a) di dovere fare fronte a direttive europee, b)che l’esperienza internazionale dimostra che il porta a porta è, alla lunga, il sistema che paga di più. Tra trenta anni (aperiamo meno!) anche in Italia, come in Belgio, considereremo normale portare nelle isole ecologiche i nostri rifiuti. Per adesso, come dire, ci vuole una spinta.

# 8 Mariarosa Cevenini il 08 Lug 2008 alle 11:18

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