Scuola
Lo psicologo, un’utile chiave di lettura
Un servizio della scuola di Argelato per prevenire il disagio sociale
di Dora Carapellese
Scopo del servizio di psicologia scolastica, quale supporto all’attività delle singole istituzioni scolastiche e delle famiglie è di contribuire al miglioramento della vita scolastica sostenendo lo sviluppo armonico dell’alunno, operando per la prevenzione del disagio sociale e relazionale.
E’ ormai opinione condivisa da tempo, che la scuola non ha più solo la funzione di trasmissione culturale e formazione degli alunni, ma è sempre più come centro di raccolta delle esigenze del territorio e di intervento e per questo in continua evoluzione e aggiornamento. 
Non è certo compito della scuola risolvere i problemi personali degli alunni, ma è importante che ci si attivi per leggere i segnali di un disagio che necessita di essere ascoltato e che può di fatto inibire o impedire i processi di apprendimento e la partecipazione alla vita scolastica. Presso l’istituto comprensivo di Argelato è attivo il servizio di psicologia scolastica dal 2005, ma solo da quest’anno ha assunto una dimensione decisamente più ampia e articolata, per volontà congiunta dell’amministrazione locale e del dirigente scolastico.
Si è voluto introdurre nella scuola una risorsa amichevole e collaborativa a vantaggio di tutte le componenti della scuola: alunni, personale docente e non docente, genitori.
La priorità va indubbiamente al benessere dei bambini, senza dimenticare che è strettamente intrecciato con il benessere delle loro insegnanti e dei genitori.
Franco Nanni, psicologo e sociologo, è da più di vent’anni nella scuola, prima come docente, poi come formatore nell’aggiornamento e nella prevenzione del disagio, dell’insuccesso e dell’abbandono scolastico, infine come psicologo. Questo è l’identikit dello psicologo della scuola di Argelato.
“E’ importante fornire un caloroso supporto ai docenti, - spiega Nanni - impegnati in un lavoro oggi più di ieri complesso e logorante, affinché essi si sentano sostenuti in tutte le situazioni di dubbio, difficoltà, o disagio.
Ciò permette loro di lavorare più serenamente sapendo che possono contare su una figura che può affancarli su molte delle criticità che incontrano”. Il dott. Nanni opera tramite lo sportello di consultazione aperto ad alunni, personale e genitori per non meno di cinque ore settimanali, che arrivano talvolta a oltre il doppio.
Il suo intervento però non è limitato a questo: svolge incontri di formazione, elaborazione e supervisione con le docenti, e assicura la propria presenza in classe per conoscerne in concreto i contesti ed effettuare, quando è richiesto, piccoli interventi e osservazioni.
Molti genitori hanno fatto ricorso al servizio per chiedere conferme e talvolta rassicurazioni, ma anche consigli e riferimenti.
In alcuni casi sono state effettuate anche valutazioni su vissuti ed emozioni dei loro figli, che hanno trovato nello psicologo un interlocutore
speciale, amichevole e supportivo.
“L’emotività nella scuola abbonda ma non è sempre facile collocarla in modo opportuno, - dichiara Nanni - e allora essa si tramuta in comportamenti negativi, insuccessi, diffcoltà di apprendimento.
Ricostruirne il significato rispetto alla globalità della persona e ritrovarne una diversa, positiva espressione è lo sforzo principale del lavoro psicologico a scuola. Nella misura in cui questo riesce, l’intera collettività se ne avvantaggia, poiché tutto quel che non può essere elaborato nella scuola si riversa nelle strade e nelle case, e richiede poi l’intervento dei servizi sociali e sanitari e perfino di pubblica sicurezza”.
L’organizzazione concreta è resa possibile dal contributo insostituibile dell’insegnante Silvia Sacchi che gestisce la bollente agenda e raccoglie stimoli, richieste e proposte.
L’anno prossimo, visto il successo di quest’anno si vuole ampliare il servizio per favorirne l’utilizzo ottimale e creare sinergie con altre risorse presenti sul territorio.


