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Referendum: perché (non) votare.

mathGirando per il paese, parlando e discutendo con le persone ci si è fatti un’idea di quello che la gente pensa veramente del “porta a porta” e quindi per una volta tralasciamo le percentuali relative alla differenziata provando ad addentrarci in quelle, meno importanti ma politicamente più determinanti, relative al voto di domenica prossima.

Ipotizziamo quindi che i fortemente contrari al porta a porta siano intorno al 20% della popolazione e che un altro 15% sia contrario in maniera meno netta. Dall’altra parte conteggiamo sempre un 20% di fortemente favorevoli, con il restante 45% tra tiepidamente favorevoli o indifferenti.

Sappiamo bene che ad un referendum abrogativo, per motivi ovvi e logici, è più portato ad andare alle urne colui che è contrario alla norma oggetto del quesito, pertanto anche nel caso di Argelato, saranno più stimolati ad andare alle urne i cittadini intenzionati a votare “SI”.

Prendendo per buone le cifre di cui sopra, l’esito del referendum parrebbe scontato, essendo i cittadini favorevoli o indifferenti ben il 65% del totale.

Ma scontato non è affatto e in queste righe che seguono vediamo di spiegare il perché.

  • Tutti i 20% degli irriducibili (sia da una parte che dall’altra) si recheranno alle urne. Con questo arriviamo al 40% degli aventi diritto al voto. Se ci dovessimo fermare qua il referendum sarà nullo, tutti a casa ed arrivederci.

Vogliamo però continuare in questa disamina, e quindi facciamo l’ipotesi che almeno una parte dei “tiepidi” si rechi alle urne.

  • Facciamo il 7% dei contrari ed il 5% dei favorevoli. La maggioranza di contrari sui favorevoli è spiegabile con il ragionamento fatto sopra.
  • A questo punto il referendum diventa valido, raggiungendo il 52% degli aventi diritto.

Riepilogando:

  • SI = 27% degli aventi diritto
  • NO ed astenuti = 73% degli aventi diritto

Sul totale dei votanti, che è ciò che poi interessa:

  • SI = 51,9%
  • NO = 48,1%

La norma quindi sarebbe abrogata.

Questa non è né una previsione né una speranza, è solo una delle ipotesi possibili. Vuole solo essere la dimostrazione che l’indifferenza in politica non paga mai, indifferenza significa delegare ad altri le decisioni che poi coinvolgeranno anche noi stessi.

 
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26 commenti all'articolo

per che cosa vota chi vota SI, visto che APA non vuole più l’abolizione del porta a porta?

# 1 grrr il 17 Nov 2008 alle 19:53

Vero anche questo, però il quesito rimane, ed i contrari al porta a porta ci sono a prescindere da APA.

# 2 meteofuno il 17 Nov 2008 alle 20:47

Prevedo che non si raggiungerà il quorum. Io però voterò SI. Questi i motivi: a) Il progetto logistico attuato è folle perchè costosissimo, inutile, incontrollabile. Costosissimo, lo potete immaginare, per i bidoni, per i nuovi mezzi (sembrano pullman granturismo), per le assunzioni(ho sentito un numero,22), per la metodica di raccolta ( dove bastava un operatore per svuotare un cassonetto ora se ne vedono due o tre che operano con una produttività infima) che sicuramente è stata definita da persone digiune di tempi, metodi e logistica. Un autentico aborto. Purtroppo non esitono controlli ne’ concorrenza e NOI paghiamo tutto e sempre ciò che ci viene propinato a proposito ed a sproposito dal monopolio. Ci dicono che avranno ricavi tale da diminuire i costi. Balle enormi. Aspettate l’anno prossimo. La raccolta che chiamano differenziata è, di fatto, un guazzabuglio e ne verrà rifiutata una buona quantità che finirà in discarica. Ho visto che nei bidoni c’è di tutto, carta con plastica, umido con cassette di plastica per frutta e scatolette metalliche, plastica con bottiglie e lattine ecc. Ammettiamo però che sia tutto correttamente differenziato. Si può fare a meno della legge di mercato? Se ci sarà grande conferimento, l’eccesso sarà rifiutato per andare in discarica dopo che i cittadini lo avranno differenziato. E’ UN AFFARE! Per questo io sono convinto che la soluzione migliore sia l’inceneritore, ma ora lo accenno solamente. B) E’ INUTILE - C’era già un sistema che funzionava e poteva funzionare meglio. Era sufficiente che chi ne ha decretato la fine si fosse adoperato, come doveva, per regolare, controllare, sanzionare. Ora si fanno multe? Perchè non prima? Sono state assunte 22 persone? Ne bastava la metà per controllare tutti i giorni il deposito dei rifiuti nei cassonetti. Si mettono cartelli (uno recita:” Abbandonare rifiuti costa all’ambiente perchè inquina” Chi inquina, l’ambiente? Boh!). Insomma, con meno spese un risultato migliore. Ho già scritto che la raccolta è un guazzabuglio. C) INCONTROLLABILE - Non ci faranno mai sapere quanta raccolta sarà rifiutata. Anche in Toscana ed in Piemonte è successo che, per eccesso di conferimento o per qualità insufficiente, la raccolta differenziata è finita in discarica e quelle amministrazioni si sono ben guardate dal fornire tempestiva informazione. Sono fatti che si sanno, e non tutti, solo se qualche volonteroso si mette in testa di indagare. Io voterò SI ma anche se il SI vincesse, non si tornerebbe indietro. Almeno questo è ciò che mi ha detto un addetto di Geovest qualche mese fa. al telefono. Questo non mi consente di pensare bene. Vuoi vedere che Andreotti…

# 3 lirero il 17 Nov 2008 alle 22:19

Veramente l’intento era di scrivere un articolo di speculazione matematica, ma visto che anche qui si innesca la diatriba, vediamo di fare chiarezza.
a) il progetto logistico è esattamente uguale a quello di altre esperienze simili. Che questa metodologia di raccolta sia più costosa è assodato, che sia inutile non è vero perchè i risultati ci sono. Incontrollabile? In che senso? I nuovi mezzi sono più piccoli e quindi più economici, sia come prezzo d’acquisto che di gestione. E’ chiaro che però ne servono di più, quindi credo che qui si faccia più o meno una patta. Il fatto che abbiano assunto 22 persone non mi preoccupa, sarebbe però da verificare che ci siano 3 operatori dove prima ce n’era uno solo… ed anche se fosse mi pare comprensibile, i 22 assunti dove sarebbero finiti altrimenti? La produttività non è infima, raccolgono ciò che c’è da raccogliere.
Di quali controlli si sta parlando? E la concorrenza sarebbe Hera? E paghiamo cosa? La mia tariffa è rimasta pressocchè invariata, quindi al momento non posso certo lamentarmi.
Se nei bidoni si trova di tutto, la colpa non è certo del sistema nè della società di raccolta. La colpa è dei cittadini, sono loro che sollevano il coperchione infilando dentro ai cassonetti ciò che non dovrebbero.
Sull’eccesso di conferimento ci sarebbe da discutere. E’ ovvio che in una società ideale che differenzia al 100% sarebbe impossibile riciclare tutto (umido/compost a parte), ma siccome in Italia siamo ben lontani da tale virtuoso obbiettivo, direi che per alcuni anni questo problema non si porrà. Il porta a porta risponde alle esigenze ATTUALI per ottenere ciò che per legge ci viene (verrà) chiesto. Nel futuro occorrerà integrare la differenziazione con una sostanziale riduzione dei rifiuti all’origine.
L’idea che la soluzione migliore per i rifiuti sia il loro incenerimento è aberrante per molti motivi, uno su tutti la sua assoluta antieconomicità.
b) Il sistema precedente funzionava per come poteva funzionare, qualche punto in più forse lo si poteva strappare, ma si sarebbe rimasti senz’altro sotto la quota richiesta. Mi ripeto, se c’è “guazzabuglio” nei rifiuti la colpa è solo dei cittadini.
c) Ce lo faranno sapere eccome, perchè se finirà in discarica per qualità insufficiente non lo farà gratis ed il costo del suo smaltimento inciderà sul costo totale del servizio.
d) è probabile che non si possa più tornare indietro, sono stati fatti troppi passi economici ed organizzativi in questa direzione. In più sarebbe anacronistico, visto che altri 10 comuni della provincia passeranno a questo sistema nell’immediato futuro.

# 4 meteofuno il 17 Nov 2008 alle 23:41

Voglio anch’io, come meteofuno speculare, ma non di matematica, stavolta!
Credo che a questo punto della telenovela abbiamo capito tutti che la pietra angolare del porta a porta è TOGLIERE DALLE STRADE IL CASSONETTO DELL’INDIFFERENZIATO e calcolare la tariffa raccolta rifiuti in base a quanto ciascun contribuente “produce”di rifiuto indifferenziato.
Questo referendum consente solo due alternative:
1 - resta il porta a porta (perchè vince il NO o per mancanza di quorum) e Argelato verrà indicato come esempio per gli altri 7 comuni di cui Geovest gestisce i rifiuti.
2 - si cancella la raccolta porta a porta (perchè vince il SI’) : E CHE SUCCEDE?
Speculiamo su questa ipotesi?
Il consiglio comunale dovrà prendere provvedimenti in linea con tale risultato. Ergo il Consiglio Comunale dovrà approvare una delibera in cui saranno indicate nuovi criteri di raccolta dei rifiuti.. Di certo non potrà essere compreso il metodo porta a porta, perchè altrimenti dove cavolo finisce la volontà popolare? Saranno isole ecologiche con cassonetto per l’indifferenziato nei nuclei urbani e porta a porta in campagna e nella zone artigianali, presumo, visto che tale proposta è stata avanzata dal comitato promotore del referendum, cioè APA.
Questo perchè 59 referendum, una botta sostanziale di sentenze della Corte costituzionale e, en passant, la legge istitutiva del referendum nazionale, cioè tutto quello che in giuridichese si chiama PRASSI LEGISLATIVA impone che gli atti conseguenti ad una abrogazione normativa siano coerenti con il quesito referendario. Traduco in italiano normale: domenica il quesito ci chiede se vogliamo abrogare la delibera che istituisce la raccolta dei rifiuti così come è ADESSO (non 18 mesi fa). Se vince il SI’ questo modo vola via e diciamo “ciao, ciao, porta a porta”.
Piccolo problemino: la provincia di Bologna la settimana scorsa ha assegnato agli 8 comuni bolognesi che hanno come gestore dei rifiuti Geovest di passare entro fine 2011 al sistema Porta a Porta per la raccolta rifiuti. En passant ricordiamoci che la provincia deve seguire tutto l’ambaradan della programmazione ed organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale (decreto legislativo 152/2006).
Orbene: nel caso in cui da lunedì 24 novembre risultasse abrogato il porta a porta, il consiglio comunale di Argelato che dovrebbe fare? Aprire un conflitto istituzionale con la provincia in nome della volontà popolare?
Ah, certo, la provincia programma ed organizza dopo avere consultato i comuni… Quindi la provincia dovrebbe consultare un comune, che ha già raggiunto gli obiettivi che la provincia gli chiede per il 2011 ed ottenuti per di più usando la modalità di raccolta che la Provincia ha programmato, al fine di modificare la raccolta rifiuti sul territorio del comune stesso….il quale comune poi risulta essere co-proprietario del gestore a cui il comune in questione ha affidato la raccolta rifiuti, gestore al quale la provincia ha assegnato di passare alla modalità di raccolta porta a porta, modalità che il gestore di cui sopra ha già applicato nel comune in questione centrando con tre anni di anticipo gli obiettivi fissati dalla provincia…
Tozzi, all’incontro di Funo ha dichiarato che noi di Argelato, visti da Roma, sembriamo dei marziani: a me pare che noi di Argelato sembriamo dei marziani anche visti dalla finestra di casa mia.

# 5 Mariarosa Cevenini il 18 Nov 2008 alle 15:41

Meteofuno risponde ad alcune mie osservazioni, con garbo, ed io non voglio mostrarmi indifferente.
A) Se il progetto logistico sia oppure no uguale a tanti altri non lo so. Lei probabilmente ha più elementi di valutazione. Se così fosse, anche gli altri progetti farebbero a pugni con tecnica e dottrina logistica e non sarebbe titolo di merito per la amministrazione di Argelato aver copiato supinamente tali progetti. Quando lavoravo, Le assicuro, se avessi presentato un progetto simile al mio direttore sarei stato destinato immediatamente ad occuparmi di musica: pettine e cartavelina. E’ assodato che sia più costosa? Pienamente d’accordo. E’ il mio cruccio. I risultati ci sono? Se intende che tutta la spazzatura viene raccolta, d’accordo; se crede che la raccolta sia defferenziata si sbaglia e non ha mai sollevato il coperchio di qualche bidone per vedere cosa ci sia, solo in superficie. Se hanno assunto 22 persone non ci si deve meravigliare di vederli a due o tre per automezzo? Avrebbero potuto assumerne anche 42. Così non ci saremmo meravigliati di vederne quattro o cinque per automezzo. Mi sembra la mentalità di chi apprezza le tre maestre alle elementari. E io dico, perchè non cinque o perchè non tre presidenti della repubblica, perchè non tre autisti nello stesso pullman, perchè non tre medici nello stesso ambulatorio, perchè non tre portieri nello stesso condominio, perchè non tre amministratori dello stesso condominio? E perchè non tre sindaci nello stesso cumune? Ecco, forse in questo caso per Argelato sarebbe meglio. Lei dice che per i costi personali non può lamentarsi. Crede forse che in assenza di referendum Le sarebbe stata applicata quella tariffa? Crede forse che tutti questi volantini-peana sulla raccolta sarebbero stati distribuiti? Anche questi costano, tanto paga il cittadino. Vedrà gli anni a venire. E vedrà anche una diversa articolazione della raccolta. L’idea dell’inceneritore? Non per tutti i rifiuti, ma è la soluzione vincente economicamente ed ecologicamente ad esempio di Brescia, di Bolzano, della Germania che ingrassa a spese nostre. L’anno scorso, Bersani ha denunciato l’attività di intralcio alla realizzazione di inceneritori e termovalorizzatori fatta da alcuni medici della regione. Bersani sostiene che gli impianti siano assolutamente sicuri. Non che Bersani sia per me l’oracolo ma potrebbe esserlo per Lei.
B) La colpa è solo in parte dei cittadini ed in massima quota del comune. Il cittadino deve assere persuaso, poi redarguito, poi sanzionato. Questo non è stato fatto ed il risultato consiste nell’aver modificato la parte efficiente (raccolta differenziata) gravandola di costi, senza aver modificato il comportamento carente della gente. UN FLOP.
C) Gli altri comuni non lo hanno fatto sapere. Se però capitasse qui e lo addebitassero a tutti, pur facendolo sapere, non resterebbe che pagare mugugnando. Se va bene a Lei!
D) Se un sistema fosse sbagliato, si dovrebbe avere la giusta umiltà e correttezza di chiedere scusa, magari dimettendosi, E CAMBIARE. I cittadini non sono pecore da tosare.

# 6 lirero il 18 Nov 2008 alle 21:55

Ieri sera, martedì 18 novembre si è svolta a Funo una assemblea organizzata da APA in vista del referendum.
Su richiesta di spiegare meglio la proposta (evidentemente solo proposta) che APA avanza in caso di abrogazione del PaP, l’esponente di APA ha così risposto:
A) in campagna chi vuole mantiene gli attuali bidoni, oppure fa come prima, cioè si carica in macchina le sporte di rusco e le porta nei cassonetti che si trovano in paese (nucleo cittadino):
B) nelle zone industriali, le aziende continuano con il sistema Pap come era prima; le famiglie che abitano nelle zone industriali scelgono se continuare il Pap o conferire nei cassonetti delle isole ecologiche che dovranno essere istituite nelle zone industriali:
C) nei nuclei cittadini (che erano quelli su cui si desideravano spiegazioni ulteriori) la proposta è: istituzione di isole ecologiche con tutti i tipi di cassonetto e chi vuole continuare il porta a porta e’ libero di farlo, anche i condominii che hanno i bidoni condominiali MA il contenuto dei bidoni deve essere portato alle isole ecologiche.
Alla domanda:”CHI DEVE VUOTARE I BIDONI COMDOMINIALI NEI CASSONETTI DELLE ISOLE ECOLOGICHE?” la risposta è stata:”UNO DI QUELLI CHE ABITANO NEL CONDOMINIO”

# 7 Mariarosa Cevenini il 19 Nov 2008 alle 15:21

Complimenti ApA per le soluzioni d’avanguardia!!!

# 8 max il 19 Nov 2008 alle 15:24

ERRATA CORRIGE PER SIG.RA CEVENINI. Anche io ero all’assemblea di ieri sera e l’unica cosa chiara detta per’altro dal vostro fantomatico candidato SINDACO…. rimarrebbe (hanno detto più volte che non sono tecnici di aziende RSU) la doppia raccolta quindi nei codominii verrebbe eseguita la raccolta PAP visto che i mezzi sono già equipaggiati per levare bidoni piccoli(condominiali)e nuovi cassonetti organico. La prossima volta presti più attenzione a quello che viene detto. Cordiali saluti.

# 9 ERMELLINO il 19 Nov 2008 alle 15:28

ERRATA CORRIGE PER IL SIG. ERMELLINO che conoscendo il mio volto non si presenta.
Sono stata io a chiedere all’esponente di APA (sig. Guizzardi che stava risponendo a Tolomelli) CHI avrebbe dovuto svuotare i bidoni condominali nei cassonetti delle isole e Le assicuro, sig. ERMELLINO che sono stata MOLTO attenta alla risposta.
Se invece di inalberarsi, come spesso Le accade, avesse ben letto il mio commneto, non Le sarebbe sfuggito il significato delle mie parole “…Su richiesta di spiegare meglio la proposta (evidentemente solo proposta)…”
Cari saluti

# 10 Mariarosa Cevenini il 19 Nov 2008 alle 15:41

Max, li leggi i giornali?…………………

# 11 ERMELLINO il 19 Nov 2008 alle 16:30

No, generalmente uso altri mezzi di informazione.

# 12 max il 19 Nov 2008 alle 16:32

Qualcuno avrà visto il servizio di E’TV che riguardava il referendum. Sono stati intervistate tre persone, due per il NO ed uno solo per il SI. Non mi piace ma non mi lamento perchè i numeri, ascoltate le dichiarazioni, sono inversamente proporzionali alle ragioni che il rappresentante del SI ha espresso con chiarezza, dati, previsioni, mentre i due per il NO hanno fatto commenti di tipo ideologico-politico, insomma aria fritta. Il sistema in atto è una raccolta differenziata solo di facciata. I costi per i cittadini aumenteranno perchè quest’anno sono stati artificiosamente tenuti bassi in funzione dell’avvio (tipo inaugurazione di negozio o supermercato) e del referendum. RICORDATELO! Passata la festa, gabbato lo santo. Se dovesse essere confermata (temo per mancanza di quorum) la procedura attuale, scommetto su un aumento generalizzato il prossimo anno. IO VOTERO’ SICURAMENTE CONVINTO, RAZIONALMENTE AVVERTITO: SI.

# 13 lirero il 20 Nov 2008 alle 20:56

Buongiorno a tutti!!!!vedo con piacere che c’è altra gente che vi dà contro…voglio intervenire dopo circa due settimane che non ho scritto nel forum…MA VI RENDETE CONTO DI COSA STA SUCCEDENDO AD ARGELATO???un gruppo di cittadini sta mettendo in seria difficoltà tutta l’amministrazione e geovest e un intero comitato (PPP)che non sa più come fare per trovare qualche voto per vincere….MA VI RENDETE CONTO????VI RENDETE CONTO CHE OGGI SUL CARLINO C’è SCRITTO CHE GEOVEST HA FATTO FARE UN SONDAGGIO AD UNA SOCIETà PER VEDERE CHI ERA INTENZIONATO A VOTARE???SAPETE CHI L’HA PAGATO IL SONDAGGIO????NOI POVERI CITTADINI….VI RENDETE CONTO QUESTA GENTE COME STA SCIALACQUANDO I NOSTRI SOLDI???VI RENDETE CONTO CHE SONO STATI CHIAMATI ESPERTI ADDIRITTURA DA RAITRE PAGANDOLI FIOR DI QUATTRINI (I NOSTRI QUATTRINI) E CONTINUANDO A BUTTAR VIA DENARO????VI RENDENTE CONTO DI COME IL PARTITO DEMOCRATICO SIA ENTRATO IN QUESTA VICENDA ADDIRITTURA CON IL SEGRETARIO DE MARIA (VEDI CARLINO DI OGGI) CHE DICE DI SOSTENERE IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE???SIGNORI C’è UNA SOLA PAROLA POSSIBILE DA DIRE: VERGOGNAAAAAA!!!!SPERO CHE AL REFERENDUM POSSA DAVVERO VINCERE IL SI’ PERCHè TUTTA QUESTA GENTE ATTACCATA AL POTERE DEVE ANDARSENE DA ARGELATO….NOI NON VOGLIAMO QUESTA GENTE….E DI SICURO NON ACCETTEREMO MAI LE DECISIONI PRESE DALL’ALTO DELLE SEGRETERIE DEL PARTITO….VERGOGNAAAAAA!!!!

# 14 Salvatore il 21 Nov 2008 alle 08:31

Pensa te che è persino intervenuto De Maria a difendere l’operato del Sindaco che, nota bene, è suo compagno di partito. Ha fatto con quello che ha trovato povero Sindaco, il PD di Argelato/Funo, a parte un paio di suoi giovani esponenti, non ha certo dato dimostrazione di attivismo politico.
Caro Salvatore mi sembra che Lei abbia le idee molto confuse, mi contesta le spese di Geovest per un sondaggio più che legittimo volto a misurare la soddisfazione del cliente e una serata organizzata dall’Amministrazione comunale volta a difendere una sua delibera messa in discussione facendo FINTA DI DIMENTICARE che il referendum ci costerà circa 30000 Euro, che pagheremo anche noi favorevoli al Porta a Porta.
Eviti di creare polemiche con ragionamenti così contraddittori, parziali e poveri di contenuti.
Suvvia, uno scatto di orgoglio!

# 15 meteofuno il 21 Nov 2008 alle 09:29

Già lo fa lo scatto di orgoglio: pensa un po’… voterà SI anche se ancora non l’ha ancora scritto da nessuna parte.
I risultati del sondaggio sono pubblicati in questo articolo.

# 16 max il 21 Nov 2008 alle 09:46

I risultati del sondaggio che MAX, meritorio per la divulgazione e la partecipazione a beneficio di tutti (minor pregio per l’adesione acritica, aprioristica, fideistica alle conclusioni), ci invita a leggere, presentano MOLTE ombre e POCHE luci. Cominciamo dall’istituto che ha fatto la rilevazione: Il MEDEC. E’ UNA STRUTTURA DELL’ENTE PROVINCIA DI BOLOGNA. Se qualcuno avesse pensato a società come Makno, Cirm, Eurisko, Swg, Directa, Datamedia, Ipsos, ed a professionisti come Piepoli, Mannheimer ecc., resti pure deluso. La provincia di Bologna, ovviamente, è ente politico per eccellenza. Elabora, detta politiche e decide. Fra le altre decisioni, anche la diffusione del PAP. Il MEDEC è diretto dal dott. Fausto Anderlini, persona e professionista degno, ma soprattutto onesto e sincero. In occasione di una diatriba fra lui ed il prof. Pierpaolo Donati su “Avvenire Bologna sette” del 16/12/2001, il dott. Anderlini scriveva: “In tal senso crediamo di avere utilizzato le «risorse pubbliche» messe a disposizione dall’Ente (MEDEC) e VINCOLATE ALLE STRATEGIE DELLA SUA DIRIGENZA” Risponde opportunamente il prof. Donati: “Il dott. Anderlini afferma che le risorse pubbliche che il Medec usa «sono vincolate alle strategie della dirigenza» dell’ente Provincia. Probabilmente abbiamo un diverso concetto di ciò che è pubblico. E anche della libertà dell’indagine sociologica e demoscopica. Sono sicuro che ci sarà tempo e occasione per approfondire.” L’icastica osservazione del prof. Donati, che meglio non poteva essere espressa, mi trova completamente d’accordo. Che valore scientifico attribuire al sondaggio fatto dall’istituto MEDEC che segue una linea così ortodossa? Il valore “rasoterra” mi sembra adeguato. Veniamo ai “dati significativi” come li definisce l’uff. PR del comune. Viene mostrata solo una delle possibili risposte da scegliere e questo non ci consente di valutare l’eventuale capziosità delle altre. Comunque la prima evidenziata dice che, con interpretazione forzata, il 49,2% può essere favorevole al PAP. Ne consegue che il 50,8 potrebbe essere contrario. La seconda risposta non consente di dare un giudizio di merito sulla intera modalità ma solo sulle percentuali propagandate dal comune e Geovest. Anche io, se avessi dovuto rispondere al quesito, avrei detto, bene. Ma la modalità comporta costi superiori, raccolta solo di facciata differenziata, disagio per molti cittadini, conferimento a comuni limitrofi, nessun risultato sui vandali dispersori di rifiuti ingombranti o non. La quarta risposta sembrerebbe evidenziare che dal 72% presuntamente favorevoli si scende al 61,2. E’ un controsenso, ma tant’è. Io invito gli interpreti affrettati delle risposte a meditare sul fatto che moltissimi contrari al PAP possono essere compresi in quel 61,2%, perchè il sistema precedente, FALLIMENTO DELLA AMMINISTRAZIONE CHE LO AVEVA DESCRITTO COME RISOLUTIVO AL MOMENTO DELLA PARTENZA, dovrebbe essere oggetto di correttivi per la dislocazione dei cassonetti, per la necessaria sorveglianza, per le eccezioni da considerare. Una chiosa al cappello dell’uff. PR del comune. L’ente dovrebbe essere imparziale e tenere conto che ogni cittadino, DATORE DI LAVORO dei signori che quivi operano, amerebbe essere rispettato quale che sia la sua opinione. Perchè in grassetto si scrive “VOTANDO NO, SI ADERISCE AL PAP” e non si crive anche “VOTANDO SI, SI ABROGA IL PAP”‘. Il passo indietro sarebbe giusto lo facessero coloro che opportunisticamente si avvalgono dei mezzi di tutti per parteggiare. Più avanti si legge: “Il metodo del porta a porta secondo ricerche scientificamente provate, è l’unico al momento in grado di diminuire drasticamente i contenuti delle discariche.” E’ una balla grande quanto l’infinito. NOOOOO!!! ESISTONO ANCHE I TERMOVALORIZZATORI, LA VERA UNICA, SERIA RISPOSTA AL PROBLEMA. Ma non li vogliono per ragioni ideologiche. E così esportiamo ricchezza in Germania. Sapete che dicono i tedeschi di noi? Dicono che ci siamo bevuti il cervello. E’ VERO!

# 17 lirero il 21 Nov 2008 alle 17:31

Perchè sig. lirero tanto livore?
Dopo aver letto il suo commento ho compiuto due azioni. La prima: sono andata a leggere l’articolo sul sondaggio citato da max; la seconda: ho cercato informazioni sul MeDeC.
Avevo ignorato la segnalazione di max, perchè un sondaggio… e chi si fida più dei sondaggi? Tra le informazioni riportate nell’articolo a me è parso interessante l’alta percentuale di coloro che si sono dichiarati “orientati ad andare al voto”, il che non significa “sicuri di andare al voto”. Voglio dire che si può cambiare idea, da metà ottobre al 23 novembre. Però fa riflettere su quali siano le motivazioni che spingono al voto ad un referendum. Decisamente più intriganti le percentuale relative alla soddisfazione del PaP : io mi sono domandata:”Quali e quante erano le opzioni alla domanda? “Molto soddisfatto, soddisfatto, abbastanza soddisfatto, poco soddisfatto, insoddisfatto, totalmente insoddisfatto” oppure “soddisfatto, abbastanza soddisfatto, insoddisfatto, totalmente insoddisfatto”? Perchè se le opzioni sono sei o quattro, la distribuzione tra le due mediane (“abbastanza soddisfatto” “poco soddisfatto”) cambia.
Poi sono andata in cerca di notizie di MeDeC. Le ho trovate sul sito della Provincia. Sì è una struttura tecnico-operativa della Provincia, alla quale Geovest si è rivolta altre due volte (almeno) per indagini demoscopiche relative alla soddisfazione del cliente rispetto al servizio. E allora cosa c’è di male o di scandaloso? Anche il comune di Argelato si è rivolto al MeDeC per una ricerca sulla grado di soddisfazione della farmacia comunale tra i residenti di Argelato. Ripeto: che c’è di scandaloso? Il MeDeC ha fatto ricerche demoscopiche su una quantità notevole di argomenti, per la Provincia, per i comuni della provincia di Bologna ed anche per comuni di altre province. Non credo che Lei pensi che l’elenco di ricerche svolte dal MeDeC (fermo al 2007) e pubblicato sul sito della Provincia sia inventato!
Ma invece Lei estrapola una frase da un contesto, che si guarda bene dall’indicare e fa “confessare” al dottor Anderlini, da Lei opportunamente e saggiamente definito “persona e professionista degno” (non si sa mai, se qualcuno al di fuori di Argelato leggesse… meglio prevenire possibili guai, vero?) di essere appiattito sui desiderata della Provincia.
Mi faccia un favore sig. lirero; indichi agli scrivani/lettori del forum le fonti per esteso da cui ha tratto quelle citazioni; riviste, quotidiani, atti di convegno o quel che sia, con data e luogo di edizione. Li cercherò e li leggerò con serena neutralità: se concorderò con il giudizio che Lei non esplicita, ma lascia emergere dalla abile costruzione del testo che ha compiuto, gliene darò atto pubblicamente.
Ma, in nome di quel che i miei genitori chiamavano “buona educazione” eviti, per favore, di tirare in ballo persone che con le beghe di Argelato nulla hanno a che spartire. Questioniamo tra noi, anche ferocemente, ma solo tra noi, per favore.
Buon voto a tutti

# 18 Mariarosa Cevenini il 21 Nov 2008 alle 19:47

Quanta saggezza nei detti popolari! Uno di questi recita: ” La gatta frettolosa fece i gattini ciechi” . Parafrasando si può affermare: ” La lettura frettolosa dettò una risposta incongruente”. Gentile Signora Cevenini, la considerazione che avevo maturato per il suo argomentare civile, ragionato, anche documentato, non verrà meno per la scivolata di questo richiamo. Può anche sorridere, mettere in non cale questa mia considerazione. Faccia quello che vuole. Ma legga con più attenzione, soprattutto se ritenesse di dover fare qualche rimbrotto. Livore? Un dizionario così definisce il termine: “sentimento di aspro e velenoso risentimento”. Se lei pensasse che questo sentimento abbia pervaso il mio scritto, penso non sappia valutare con serenità e misura. Io credo, anzi, che quanto da Lei letto possa esserLe stato di qualche utilità.: si è documentata per meglio valutare. La disamina dei quesiti, da Lei fatta, non ha sostanza, perchè tanti sono coloro che vogliono votare, anche perchè fermamente contrari al PAP. E’ un punto che neanche ho sfiorato. Su altri Lei è costretta ad arzigogolare sulle possibili risposte e sul numero. E’ una osservazione che avevo fatto. Il MEDEC? Lei scrive che ha fatto un numero notevole di indagini demoscopiche. Ho forse affermato il contrario? Ma se non comprende che il direttore dell’istituto, scrivendo: “In tal senso crediamo di avere utilizzato le «risorse pubbliche» messe a disposizione dall’Ente e vincolate alle strategie della sua dirigenza.” non consegua la dequalificazione della ricerca e della libertà dell’indagine sociologica e demoscopica, penso non ci sia spazio per ulteriore argomentare. Si potrà sempre scrivere di caccia e pesca, ricchi premi e cotillons. Pensa che io abbia remore ad esprimere la mia opinione? Sul dott. Anderlini, che non conosco, ribadisco quello che ho scritto, non avendo elementi diversi. Il risultato delle ricerche, con quella tara, è inaffidabile o discutibile. Si rilegga il post precedente. La fonte è citata.
Guelfo Collini (LI bera RE pubblica RO magnola)

# 19 lirero il 21 Nov 2008 alle 21:36

Lirero, hai sfinito con questi termovalorizzatori. Siete rimasti solo tu, berlusconi e bersani a pensarla così.
Sono sbalordito…
Ma… senza volerne fare una questione di salute (e ti assicuro che ce ne sarebbe), ti sembra ragionevole “valorizzare” plastica, carta, legno, vetro e metalli riducendoli in un mucchietto di cenere? Che razza di valore gli dai?
E ancora, quanto ci vuole a rimpiazzare queste risorse (perchè di questo si tratta) che hai voluto così frettolosamente incenerire?
Lo sai che “Termovalorizzatore” è una parola inventata x prenderti in giro?
La “termovalorizzazione” permette di recuperare solo una minima parte dell’energia e delle materie prime, cosa ben diversa dal riuso e riciclo.

# 20 max il 21 Nov 2008 alle 22:08

Sulla questione “rusco” devo esprimere una domanda che spesso mi sono posto e che ho ascoltato anche da altre persone. Fra le tante azioni da perseguire per la migliore tutela degli interessi dei cittadini, credo che la prima dovesse essere la “Nuova Galliera”, fonte del peggiore “rusco” che affligge gli abitanti di Funo: il “rusco” che entra nei polmoni. Ascoltai il sindaco pasquali che, assieme ad altri, il 4/2/2006 a Castelmaggiore proclamava il prossimo inizio dei lavori. “Non è la strada dei sogni” si scriveva e si affermava. Il sindaco diceva che lo stanziamento tutto autonomo (regione, provincia, comuni) c’era già anche perchè non esisteva altra possibilità in quanto il governo Berlusconi “i soldi a noi NON li dà”. Dopo è arrivato prodi e i soldi ancora non sono arrivati. Chissà se la stessa persona abbia detto il governo prodi “i soldi a noi non li dà”. Sono passati quasi tre anni, Io non ho avuto altre notizie ne’ ho visto l’amministrazione così determinata, per la “Nuova Galliera”, come lo è stata per il PAP. NON ERA IL PROBLEMA PRIMO. Ora ci troviamo con questo aborto di raccolta. E per giustificarne i costi in forte aumento, chiamano un tale tozzi che dicono sia ricercatore ma che io ho sempre visto fare politica (sinistra) il quale sembra (sembra) abbia detto che se da un punto di vista si può chiamare costo, da un altro punto di vista si può chiamare investimento. Anche fare una buca in terra e poi ricprirla, da un punto di vista si può chiamare costo e dall’altro investimento. Se questi sono argomenti dei ricercatori per giustificare le spese, penso non convenga pagarli perchè vengano da fuori. UUUUHH, penso ce ne siano qui di azzeccagarbugli capaci di tali sofismi! Comunque il comune e geovest sono soddisfattissimi del tipo di raccolta. Se va tutto bene, non vengano poi a dire che, purtroppo la differenziazione si è dimostrata carente. Se va bene ora non potranno dire che la gente al momento iniziale era disciplinata, poi si è lasciata andare . A futura memoria.

# 21 lirero il 21 Nov 2008 alle 22:25

Un brevissimo elenco di frasi fatte, sintagmi, prese in giro (della gente): Elettrosmog, ecocompatibile, cibo di Frankenstein, fonti alternative, riscaldamento antropico, risparmio energetico, cibo biologico, energia eolica, fotovoltaico. In Italia può darsi che si sia solo in tre a pensarla così. Certo, la compagnia di bersani mi dà un po’ fastidio. Pazienza. Però in Europa oltre 300 inceneritori/termovalorizzatori sparsi in 18 nazioni mi fanno pensare che ci siano comunità meno stupide. Svezia, Danimarca, Germania ne fanno largo uso, in Olanda ci sono i più grandi. Spesso sono inseriti nei CENTRI urbani a Londra, Vienna, Parigi, Copenaghen a dimostrazione della non pericolosità. Non tutto può essere bruciato, non i metalli che devono essere recuperati o l’umido, il vetro. Il recupero della carta costa molto, inquina per il cloro usato non del tutto abbandonato e per i residui della disinchiostrazione, per le colture arboree significa abbandono della cura delle aree boschive e dei terreni adibiti.

# 22 lirero il 21 Nov 2008 alle 23:24

Se qualcuno avesse la curiosità di leggere la pagina a questo indirizzo: http://noinceneritore.blog.kataweb.it/2007/06/20/la-bufala-del-compostaggio/ forse potrebbe meditare sulla trasparenza delle amministrazioni comunali, sulle destinazione di certe raccolte differenziate, e sulla utilità dei costi che gravano sui cittadini.

# 23 lirero il 22 Nov 2008 alle 16:41

Gentile sig. Ghelfo Colini, alias lirero,
essendo affetta da disturbi alla vista, Le devo confessare che mi ha fatto ridere il richiamo da Lei fatto al detto popolare sulla gatta frettolosa e i gattini ciechi. Messa di buon umore, ho riletto il suo post ed effettivamente mi era sfuggita l’indicazione della fonte. Allora posso solo affermare “che il cacio è caduto sui maccheroni”! Cercherò quell’articolo. E grazie per avermi indotto a cercare notizie su una sigla che mi era sconosciuta.
Mi permetta però di proseguire il dialogo con Lei.
Veda, l’impeto della Sua scrittura del post delle 17,31 è tale (per lessico, per costruzione sintattica, da fare proprio ritenere che Lei se la prenda a morte con i risultati di un sondaggio… che io non ho letto , ma che neppure Lei ha letto, se entrambi abbiamo letto l’articolo linkato (scriviamo così) da max! Se poi Lei ha letto la ricerca, ce li racconti. Nelle mie intenzioni, le elucubrazioni, che ho svolte su possibili rose di risposte a domande, era la manifestazione di diffidenza verso un articolo uscito da un ufficio stampa e che racconta dati, senza allegare la tabella dei risultati medesimi! Un ufficio stampa DEVE fare il suo mestiere di ufficio stampa: vale a dire dare una immagine positiva della società, della persona, dell’ente di cui è ufficio stampa. O no? Tocca a noi lettori sapere separare quel che è notizia il più possibile vera dal contorno di “abbellimento”. Personalmente, quando mi capita di capire che i dati che leggo provengono da un ufficio stampa, me li faccio scivolare via, oppure ci ricamo sopra a caccia di “dove sta l’inghippo?”. Evito tassativamente di arrabbiarmi: non ne vale la pena. Sinceramente, credevo si evincesse da quel che scrivevo di essere d’accordo con Lei nel dubitare di quel che affermava l’articolo, ma evidentemente non mi ero spiegata bene. Spero, questa volta, di essere stata chiara.
Conosco il significato della parola “livore” e l’ho usata consapevolmente. Ripeto che l’impeto della Sua scrittura per scelte lessicali e costruzione sintattica avevano mostrato proprio un sentimento aspro di risentimento. Non direi velenoso, ma molto aspro sì. Tanto più alla luce del Suo ottimo, oltre che abile, ultimo post che ha avuto la cortesia di dedicarmi.
Chi sa muoversi con naturalezza su registri linguistici così diversi, sa bene quali effetti si provocano in chi legge a seconda di come si ordinano le parole all’interno delle frasi e di quale ordine si dà alle frasi. Adesso sono io signor Collini ad invitarLa a rileggere il suo post del 21 novembre ore 17,31. Sono certa che converrà con me che l’ordine con il quale ha disposto le frasi relative al MeDeC orientano efficacemente il lettore a ritenere che le ricerche del MeDeC siano sostanzialmente non rispondenti alla realtà. La frase che lei tanto ama; “In tal senso crediamo di avere utilizzato le «risorse pubbliche» messe a disposizione dall’Ente (MEDEC) e VINCOLATE ALLE STRATEGIE DELLA SUA DIRIGENZA” è decisamente orientatrice. Ma a me, abituata a cercare contesti e referenti, ha fatto venire in mente che grandi aziende, la confindustria, la mitica associazione artigiani di Mestre, eccetera eccetera hanno organizzato uffici studi ed hanno affidato a questi uffici studi la “”mission”, cioè il compito, di fare ricerche per sapere come si orientano i consumi o individuare i punti di crisi degli associati o i flussi e le destinazioni delle esportazioni, eccetera eccetera. Ovvero mi ha fatto pensare che la strategia di una dirigenza, per quanto riguarda la ricerca demoscopica, è, ragionevolmente, la necessità di conoscere gli orientamenti dei clienti o degli utenti o degli associati, non di sentirsi dire dall’ufficio studi quello che i “capi” desiderano sentirsi dire. Sarebbero soldi buttati via, altrimenti. Sarà che non credo ai complotti dei templari, che sono ottimista per natura, ma tendo a prendere per buona la soluzione più economica, cioè più coerente con gli elementi di un problema o situazione. E qual è la soluzione più coerente (economica) relativamente alla“mission” di una struttura che deve fare ricerche demoscopiche? Capire quel che pensano le persone, non raccontare una realtà che non esiste. Tanto più se il “capo” a cui si risponde è un ente pubblico elettivo che, come sappiamo tutti, deve tenere in conto la “questioncina” del consenso. Se poi i capi vogliono farsi raccontare una realtà che non esiste… possiamo dibatterne, signor Collini
P.S. Felice di avere appreso la Sua identità. Terra simpatica, la Romagna! E i suoi abitanti… combattivi, ostinati e generosi.

# 24 Mariarosa Cevenini il 22 Nov 2008 alle 18:05

“…essendo affetta da disturbi alla vista…”. Ne ho la conferma, gentile Sig.ra Cevenini. Noi romagnoli abbiamo, forse, le qualità (troppa grazia) che Lei ci attribuisce, ma sicuramente una che ha trascurato: la testa dura. E per questo teniamo in modo particolare al nome (nostro) che è quello in calce al mio post, non quello da Lei vergato. Signora, per quello che concerne i comunicati degli uffici stampa, Lei cita enti PRIVATI. Non è questo il caso. L’ufficio PR del comune è Suo, di Max, di Anonimo, di Miki, mio, insomma di tutti. Anche a livello locale la politica dovrebbe tenere sempre a mente che le istituzioni devono essere assolutamente trasparenti, come gli atti dei suoi dipendenti, dirigenti o direttori. Lei ritiene che : (l’ufficio PR del comune deve) “dare una immagine positiva della società, della persona, dell’ente di cui è ufficio stampa. O no?” NO, perchè, in questo caso, l’ente si sostanzia nei cittadini TUTTI. Pertanto deve ESSERE NEUTRO. Prendere parte significa tradire la trasparenza connaturata (dovrebbe) alla funzione pubblica. Perchè sempre una immagine positiva anche quando esistono aspetti negativi? La MISSION, per un ente pubblico è la trasparenza, non l’ipocrisia. La frase “incriminata”, che io aborro, “…VINCOLATE ALLE STRATEGIE DELLA SUA DIRIGENZA” è stata scritta dal dott. Anderlini, e come scrive Lei ” è decisamente orientatrice” E allora quale affidamento dànno le ricerche “decisamente orientatrici”? Fanno spendere soldi alla comunità e la ingannano. Siamo al caso del controllato controllore. La “questioncina” del consenso? Ecco il punto. Quella ricerca non era finalizzata alla lettura e contezza dei “capi”, ma doveva, come è stato fatto, essere ampiamente divulgata. Si doveva dimostrare ai riottosi la loro tetragona, stupida posizione rispetto all’ intelligente orientamento dei virtuosi. Vergognatevi, voi pochi babbei. Seguite l’onda e il vostro illuminato sindaco.

# 25 lirero il 22 Nov 2008 alle 21:05

Devo al signor GUELFO, alias lirero, una risposta, per buona educazione. Sa che ho dovuto aguzzare la vista per capire che accidenti di svarione avessi fatto con il suo nome? Ho anche pensato, io che non credo ai complotti, che esista una maledizione di una mummia di gatta egizia… Ma Lei ha fatto bene a canzonarmi, perchè ho toppato e, a parti inverse, io lo farei. Adesso però temo un altro detto popolare “Non c’è due senza tre”
Le devo però precisare che, purtroppo, i miei rilievi agli uffici stampa non riguardavano gli uffici stampa (o PR se preferisce) dei privati, ma qualsivoglia ufficio stampa: istituzionale, di ente pubblico o privato. Guardi che sul ruolo degli uffici stampa istituzionali e pubblici la penso come Lei, ma qualche decennio di frequentazione di comunicati stampa di origine pubblica, mi hanno fatto capire che c’è sempre qualche frase che serve ad “abbellire” l’informazione. Questa sensata esperienza mi ha convinto della necessità, purtroppo, di usare il discernimento (tanto o poco che sia) che mi ritrovo per separare il grano della informazione dal loglio dell’”abbellimento”.
Ritengo anch’io che la trasparenza sia il bene più prezioso di una istituzione. Diversamente da Lei, penso però che un ufficio studi o un centro studi, sia esso inserito in una istituzione o in una associazione privata, sia per forze di cose, costretto a dare una rappresentazione non artefatta della realtà sociale. Potrà essere però più superficiale o più profonda. Certamente se si tratta di ricerche demoscopiche, il modo in cui sono costruite le domande (lessico, costruzione sintattica), le rose di risposte tra cui scegliere, la presenza o meno di domande di controllo, possono restituire una fotografia più o meno definita.
Non so se troveremo un accordo, caro romagnolo dalla testa dura; anche la sottoscritta, pur essendo solo emiliana, si ritrova alcune convinzioni profondamente sentite: da brava emiliana penso che il mondo è più piacevole se popolato da persone che confrontano idee diverse, piuttosto che da persone fatte “con lo stampino”. Altrimenti non avrei incrociato con Lei le parole.

# 26 Mariarosa Cevenini il 24 Nov 2008 alle 18:35

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